Emanuela Borgatta Dunnett
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Emanuela Borgatta Dunnett

Sono nata a Torino, città che continua a rappresentare uno dei miei orizzonti affettivi e culturali, e lì ho compiuto gran parte del mio percorso di studi, specializzandomi in letteratura nordamericana. La scelta di approfondire quell’ambito non è stata casuale: sin dagli anni universitari ho avvertito l’urgenza di confrontarmi con una tradizione letteraria capace di coniugare tensione etica e sperimentazione formale, radicamento storico e slancio verso l’altrove. Questo duplice movimento – tra appartenenza e apertura – è divenuto nel tempo la cifra della mia attività intellettuale.

Da anni mi occupo di insegnamento e scrittura, due dimensioni che considero complementari. L’insegnamento mi offre un contatto vivo generazioni e mi impone un costante esercizio di chiarezza, rigore e ascolto; la scrittura, invece, rappresenta lo spazio in cui l’esperienza si sedimenta e si trasforma in racconto e riflessione critica. In entrambe le attività non ho mai trascurato la mia passione per le arti, intese come territorio di attraversamenti: letteratura, teatro, arti figurative, musica dialogano fra loro e contribuiscono a costruire una visione complessa e stratificata del reale.

Scrivo di ciò che accende la mia curiosità, avvertendo da sempre l’esigenza di condividere ciò che scopro. Restituire agli altri l’emozione di un libro letto, di una mostra visitata, di un incontro significativo è per me una forma di conoscenza senza pari. Non si tratta soltanto di informare, ma di coinvolgere: rendere il lettore partecipe di un’esperienza significa offrirgli strumenti per orientarsi, per interrogare il passato e il presente, per costruire un dialogo personale con le opere e con i loro autori.

I Paesi visitati e le persone incontrate nel corso di queste ricerche hanno generato una trama di relazioni e suggestioni che si riflette nei miei lavori. Ogni viaggio è diventato occasione di studio e di scrittura, ogni incontro un tassello di un mosaico più ampio. Ne sono nati resoconti, saggi e percorsi tematici nei quali mi piace coinvolgere un numero sempre maggiore di lettori, convinta che le parole possiedano un valore intrinseco, incandescente. Se è vero che siamo forgiati anche dalle parole che i nostri artisti prediletti ci consegnano, allora diventa imprescindibile custodirle, rispettarle e condividerle.

Da diversi anni porto avanti studi personali e accademici su Gabriele d’Annunzio, figura centrale della Belle Époque internazionale, spesso relegata a una vulgata semplificatoria e cristallizzata. Il mio intento, con approccio divulgativo ma fondato su solide basi documentarie, è contribuire a restituire un’immagine a tutto tondo dell’uomo e dello scrittore, superando schemi interpretativi ormai datati. L’immaginario collettivo associa d’Annunzio quasi esclusivamente a Pescara e al Vittoriale degli Italiani; eppure le sue tracce – fisiche, simboliche, culturali – si disseminano in molti altri luoghi, pronti a rivelarsi a uno sguardo curioso.

Ho pubblicato una serie di saggi dedicati ai rapporti di d’Annunzio con il Piemonte, la Gran Bretagna e altri contesti fondamentali della sua biografia. In D’Annunzio: Tracce piemontesi, corredato dalla prefazione di Franco Di Tizio e da interviste a scrittori, registi, costumisti e collezionisti, ho indagato la presenza del Vate nel territorio sabaudo, fino a un confronto con Giordano Bruno Guerri sul futuro del Vittoriale. Il volume intende mostrare come il legame con il Piemonte non sia marginale, ma parte integrante di una geografia culturale più ampia.

Con D’Annunzio: Connessioni d’Oltremanica ho rivolto lo sguardo alla Gran Bretagna e all’Irlanda, mettendo in luce i debiti e le affinità artistico-letterarie del poeta con il mondo anglosassone. L’attenzione al gusto estetico d’avanguardia, al preraffaellismo e all’uso simbolico del linguaggio rivela un dialogo intenso e fecondo con la cultura d’oltremanica. Anche in questo caso, introduzioni autorevoli e interviste a studiosi e curatori arricchiscono l’analisi, offrendo prospettive plurali.

In D’Annunzio: Passeggiate d’Arte e Voluttà ho immaginato percorsi attraverso Roma, Venezia, la Toscana, l’Abruzzo, Parigi e, naturalmente, il Vittoriale degli Italiani. Il volume propone itinerari che il lettore può seguire viaggiando o semplicemente sfogliando le pagine, in un’immersione nell’universo dannunziano che intreccia arti, luoghi e suggestioni. Le orme lasciate dal poeta emergono così come presenze vive, capaci di parlare ancora al nostro tempo.

Con D’Annunzio: Legami siciliani ho proseguito questa esplorazione spostandomi in Sicilia, tra echi della Belle Époque, figure come Donna Franca Florio ed Eleonora Duse, rapporti con i letterati dell’Isola e traduzioni dialettali dei drammi dannunziani. La Sicilia diventa protagonista di un’indagine che unisce storia, letteratura e immaginario, culminando in un’appendice sorprendente.

Nel 2024 Edizioni Di Felice ha pubblicato una nuova edizione del poema Isaotta Guttadauro con la mia curatela; nel 2025 è seguita una riedizione del Trionfo della Morte. Attraverso questi lavori editoriali continuo a perseguire l’obiettivo che orienta l’intero mio percorso: restituire complessità, profondità e vitalità a un autore che ha segnato in modo indelebile la cultura europea, e invitare i lettori a riscoprirlo con sguardo libero e consapevole.

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