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sabato, 27 giugno 2026
In Mesopotamia le offerte aromatiche erano considerate il "nutrimento degli dèi", mentre nell'antico Egitto il profumo era associato alla presenza divina e alla purezza rituale
I sacerdoti egizi utilizzavano incenso, mirra e altre essenze durante le cerimonie per creare uno spazio consacrato favorevole al contatto con i Neteru, le forze divine dell'universo
Affresco nella Casa dei Vettii rappresenta degli amorini profumieri che azionano una pressa per l'estrazione dell'olio mediante lunghi martelli, mentre una psyche mescola un recipiente posto sul fuoco e, presso un bancone con rotolo forse per i conti o con le ricette dei profumi, e bilancia, un cliente testa l'essenza sul dorso della mano. Regio VI, insula 15, civico 1. Pompei, Italia
Fin dalle prime civiltà della storia, l'incenso e le resine aromatiche venivano bruciati durante i riti religiosi come offerte destinate alle divinità
In molte tradizioni il profumo non era soltanto una fragranza, ma il simbolo della trasformazione della materia in spirito e dell'ascesa dell'anima verso il divino

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