Nell’ottocento alle donne era pressoché proibito intraprendere carriere artistiche che potessero metterle in piena luce sul palcoscenico del mondo. Dovevano accontentarsi di essere accompagnatrici di solisti uomini e sicuramente non compositrici in luce piena, come del resto accadde a Clara Wieck Schumann che diffuse l’eredità musicale del marito Robert post-mortem, e sulla quale si specula abbia avuto un ruolo ben più che ancillare. La cosa non accadde per Louise Farrenc di cui si celebra il 150esimo anniversario dalla morte avvenuta nel 1875.
Farrenc è una musicista unica nel suo genere. Nata Louise Dumont a Parigi nel 1804 in una famiglia dedita alle arti, il padre Jacques-Edme Dumont e il fratello, Auguste, sono importanti scultori, Louise inizia a studiare pianoforte in tenera età con un allievo di Muzio Clementi dal quale apprende tecnica e rigore teorico. Dimostra immediatamente di possedere uno spiccato talento e per questo inizia anche a prendere lezioni da Anton Reicha che insegna composizione al prestigioso Conservatorio di Parigi. Tuttavia, e qui il pregiudizio dell’epoca, non potrà perché donna essere ammessa alle lezioni del conservatorio.
Nel 1821 sposa Aristide Farrenc, uno studente di flauto dieci anni più anziano di lei. Questa fu l’occasione per Louise di poter mettere a frutto i suoi studi di pianoforte esibendosi col marito nei concerti in tutta la Francia. Aristide Farrenc lascerà in seguito la carriera concertistica per aprire una casa editrice musicale, che divenne punto di riferimento per i musicisti in Francia per i successivi 50 anni. Louise dopo la nascita di un figlio riprese gli studi di pianoforte e composizione con Reich dedicandosi anche alla didattica.La sua produzione artistica comprende un ricco catalogo di opere per pianoforte, musica da camera (per cui l’Institut de France le assegna due Prix Chartier), ma soprattutto due ouverture e tre sinfonie, composte tra il 1834 e il 1847. Il faro su cui Louise indirizza il suo stile è sicuramente quello di Beethoven dal quale è profondamente influenzata. Contribuì al rinnovamento musicale parigino insieme ad altre personalità nate a cavallo del XIX secolo e giunte alla maturità intorno al 1830, come Berlioz, David e Chopin.
Il Palazzetto Blu Zane di Venezia dedica alla pianista nel 150esimo anniversario un ricco programma con il festival “Il tempo di Louise Farrenc” che si svolgerà dal 28 marzo al 29 aprile. Nella prima parte della sua carriera compositiva, Louise Farrenc compose esclusivamente musica per pianoforte. Le sue opere ottennero anche il plauso di critici rigorosi come lo stesso Robert Schumann che ne apprezzo le doti di chiarezza compositiva e creativa. Dagli anni trenta iniziò a scrivere anche opere di musica da camera e per orchestra. La maggior parte della musica da camera venne tuttavia scritta negli anni quaranta e, mentre la maggior parte di opere da lei scritte sono per piano solo, la sua musica da camera è decisamente il suo ambito più riuscito. E in questo senso Farrenc si può ritenere al pari dei colleghi musicisti uomini. Ha scritto molte composizioni per fiati, archi e pianoforte, tra i quali si possono menzionare per brillantezza i due quintetti per piano opp. 30 e 31, un sestetto per piano e fiati op. 40, che in seguitò arrangiò in un quintetto per piano, due trii per piano opp. 33 e 34, il nonetto per fiati e archi op. 38, un trio per clarinetto (o violino), violoncello e pianoforte, op. 44, un trio per flauto (o violino), violoncello e piano, op. 45, e diverse sonate per più strumenti e studi per pianoforte.
L’evento al Palazzetto Blu Zane che celebra la musicista francese si articolerà in sette concerti e una conferenza, il pubblico viene accompagnato in un ampio ritratto musicale di Louise Farrenc e dei suoi contemporanei, alla scoperta della nascita e dello sviluppo del romanticismo musicale in Francia.
La presentazione-concerto del festival, giovedì 19 marzo, offre un assaggio del repertorio valorizzato nel cartellone, con un recital di brani per pianoforte solo raramente eseguiti, affidato a Nicolas Giacomelli.
Il concerto inaugurale, sabato 28 marzo, vede Noé Inui al violino e Vassilis Varvaresos al pianoforte mettere in luce Louise Farrenc come solida garante di uno stile classico che discende direttamente da Beethoven, affiancata in programma da Frédéric Chopin, Franz Liszt e Théodore Gouvy.
L’indomani, domenica 29 marzo presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, Naïri Badal e Adélaïde Panaget (Duo Jatekok) esplorano a due pianoforti un territorio sonoro avvolto da immagini fantastiche e intriso di audacia, attraverso trascrizioni di Hector Berlioz, Louise Farrenc, Camille Saint-Saëns e Franz Liszt.
Il festival prosegue giovedì 9 aprile con Célia Oneto Bensaid al pianoforte, che sfoglie alcune pagine del romanticismo pianistico da Frédéric Chopin a Georges Bizet, includendo l’Air russe varié di Louise Farrenc, lodato da Robert Schumann.
Il pianoforte sarà nuovamente protagonista sabato 11 aprile all’Auditorium Lo Squero sull’Isola di San Giorgio, nell’ambito della coproduzione con Asolo Musica, giunta alla sua terza stagione.
Orazio Sciortino propone un florilegio di brani ispirati al mondo dei narratori, con musiche di Juliette Dillon, Charles-Valentin Alkan, Gioachino Rossini, Louise Farrenc e Franz Liszt. Martedì 14 aprile, Mihaela Costea (violino), Silvia Chiesa (violoncello) e Linda Di Carlo (pianoforte) interpretano un programma interamente dedicato a Louise Farrenc, valorizzandone la produzione cameristica, che seppe ottenere un riconoscimento ufficiale in un’epoca in cui la composizione femminile non era considerata un’attività legittimata. Martedì 21 aprile, il Trio Atanassov esegue trii con pianoforte di Reicha (op. 101) e Onslow (op. 83), opere poco note ai loro contemporanei ma emblematiche della vitalità e dell’originalità della scuola francese.
Il festival si conclude martedì 28 aprile con un concerto dell’Ensemble Tamuz, formazione di soli archi, che interpreta le “Soirées d’hiver” tratte dalle Quatre Saisons di Félicien David. L’opera è dedicata a George Onslow, presente in programma anche con il Quintetto con due violoncelli op. 61.
In anteprima rispetto al festival, martedì 10 marzo, Vania Bruno e Barbara Tartari tengono la conferenza Louise Farrenc e lo spartito della parità, dedicata al percorso della compositrice e al rapporto tra cultura, diritto e parità di genere, tra ieri e oggi.












