Ho iniziato a lavorare a questo disco in un momento in cui avrei pensato che non avrei più fatto musica. Era il 2019, ero appena tornato in Italia dopo due anni passati per lavoro in Burundi e la vita mi stava portando altrove. Per quanto possa sembrare un cliché, il lockdown mi ha dato il tempo di pensare e di registrare cose nuove, a casa. Ma sentivo che quello che stavo registrando mancava di una regia che potesse trasformare delle ottime idee in un disco vero e il mio incontro con Francesco Ambrosini nel 2023 è stato fondamentale.

Nasce così, dal ritorno dopo un'esperienza importante e vitale, dalle difficoltà del lockdown, dal desiderio di fare musica, il secondo album di Andrea Casale: si intitola A Nightwalk on a Sunny Road, pubblicato da 045records (cd, digitale e vinile) e prodotto da Francesco Ambrosini (alias Duck Chagall) del collettivo psichedelico C+C=Maxigross. Un album anomalo, che guarda sia al prog classico degli anni Settanta (Genesis, Yes, King Crimson), alle eminenze grigie del decennio successivo (Peter Gabriel, David Sylvian, Kate Bush) ma anche alle sonorità internazionali di Kings Of Convenience e Bon Iver. Un art-rock sofisticato, ricercato, d'atmosfera, come sottolinea Andrea Casale:

Mentre scrivevo i brani mi immaginavo camminare in un quadro di Edward Hopper, quelle atmosfere rarefatte dei film noir degli anni Quaranta. Oppure i paesaggi notturni degli anni '80, le luci al neon richiamate in copertina. Il tono del disco è notturno, introspettivo e forse a tratti anche spirituale. La musica, per me, serve a riconnettersi con i propri sentimenti inespressi. E chi ascolta può fare altrettanto. Le canzoni, pur mantenendo la loro identità, sono coerenti e legate. Non si tratta di un concept, ma i brani sono nati tutti da stimolazioni emotive molto simili tra di loro.

Nato a Taranto nel 1988, Andrea Casale ha vissuto in Burundi e ora è a Verona; ha assorbito sin da piccolo l'eredità dei maestri del progressive, in particolare l'approccio narrativo e visionario di Peter Gabriel, Kate Bush, Steven Wilson e David Sylvian. La sua musica è un teatro della mente in cui ogni nota e ogni arrangiamento hanno un ruolo drammatico. Casale si sforza sempre di superare i confini del genere, creando un art-pop nuovo, sofisticato e sperimentale, con atmosfere cinematografiche e oniriche, con un sound ideale per il pubblico contemporaneo. Nel 2014 ha debuttato con Tourist in my Hometown, rispetto al quale il nuovo ha molte differenze:

Ho lavorato con un produttore professionista e in uno studio attrezzatissimo quale il Tega. Il precedente, sebbene sia stato ben accolto dalla critica, venne registrato a casa con i miei amici di sempre. Inoltre ci sono più idee, più colori e un approccio sicuramente più diretto. Dal Turista sono passati 12 anni, quindi c'è stata anche una maturazione sia come musicista che come persona e questo si riflette nei temi trattati.

Questa passeggiata notturna tra i pensieri che evoca ricordi e pensieri, dialoghi interiori su temi chiave come la disillusione, lo smarrimento e la rigenerazione non è solo un'esperienza di studio: A Nightwalk on a Sunny Road verrà presentato dal vivo da Andrea Casale con la sua band (Enrico Marchiotto alle tastiere, Filippo Romeo alla chitarra, Francesco Varesano al basso, Giuseppe Cappuccio alla batteria e Astou Fall ai cori) al Teatro Modus di Verona. Con due ospiti straordinari: il leggendario Richard Sinclair, inconfondibile voce e basso di Caravan, Camel e Hatfield And The North, e la violoncellista inglese Ayanna Witter-Johnson.

Tracklist:

  • 1.Say My Name (And I’ll Disappear) (Instrumental);

  • 2.A Cup Of Tea Full Of Rain;

  • 3.Pages Of Dusk;

  • 4.Shape Of Your Nose;

  • 5.Things Beyond My Knowledge;

  • 6.No More Flowers;

  • 7.To Thousands And 9;

  • 8.Finale.

Andrea Casale: Voice, Piano, Keyboards, Synths, Harmonium, Bells, Guitars;
Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Guitars, Programming, Synths, Bass, Backing Vocals, Cellos, Horns;
Dorsa Riazi: Voice and Violin;
Giovanni Franceschini: Drums.

Andrea Casale, una breve biografia

Andrea Casale è un narratore sonoro che evoca universi intimi e surreali.

Nato a Taranto e ora a Verona, ha assorbito fin da piccolo l'eredità dei maestri del progressive, in particolare l'approccio narrativo e visionario di Peter Gabriel, Kate Bush, Steven Wilson e David Sylvian. La sua musica è un teatro della mente in cui ogni nota e ogni arrangiamento ha un preciso ruolo drammatico.

Casale si sforza sempre di superare i confini del genere, creando un art-pop nuovo, sofisticato e sperimentale, con atmosfere cinematografiche e oniriche, con un sound ideale per il pubblico contemporaneo. L’uso di synth analogici e ritmi di batteria pulsanti crea un'atmosfera fluida e avvolgente, fondendo profondità emotiva con una produzione all'avanguardia.

I testi di Casale si concentrano sulla memoria e sulla perdita. Questa profonda introspezione si riflette nel suo sound, rendendolo teatrale ma mai pomposo, carico di sincera emozione. I testi di Casale, come nel singolo Pages of Dusk, esplorano temi universali come la memoria, la perdita e la persistenza dei legami emotivi. La fusione tra sogni lucidi e realtà onirica aggiunge un ulteriore livello di complessità, affascinando anche il pubblico più esigente.

Andrea Casale ha registrato il suo secondo album A Nightwalk on a Sunny Road, prodotto da Francesco Ambrosini (Duck Chagall) presso il Tega Studio di Verona. Il disco è pubblicato da 045records.

Nightwalk Talking: un’intervista con Andrea Casale

A Nightwalk on a Sunny Road è nato nell'arco di sette anni: un viaggio, è proprio il caso di dirlo… Giusto Andrea?

Un viaggio o forse... un parto! È curioso perché ho iniziato a lavorare a questo disco in un momento in cui avrei pensato che non avrei più fatto musica. Era il 2019, ero appena tornato in Italia dopo due anni passati per lavoro in Burundi e la vita mi stava portando altrove. Per quanto possa sembrare un cliché, il lockdown mi ha dato il tempo di pensare e di registrare cose nuove, a casa. Ma sentivo che quello che stavo registrando mancava di una regia che potesse trasformare delle ottime idee in un disco vero e il mio incontro con Francesco Ambrosini (alias Duck Chagall) nel 2023 è stato fondamentale in questo percorso.

Infatti il tuo braccio destro è un nome chiave del nuovo rock italiano, che ricordiamo con i C+C=Maxigross. Qual è stato il suo contributo?

Per gli amici "Ambro"! Ha trasformato le mie idee in un disco compiuto. Ci ha messo la sua visione ma l'ha messa a disposizione della mia musica. È un produttore attento, sensibile ma rispetta tanto l'idea di partenza. Puoi sentire la sua impronta in tutti i dischi su cui ha lavorato, ma allo stesso tempo senti che la sua produzione non è mai invasiva. È un musicista totale ed è anche una persona di grande sensibilità. Una curiosità: durante le registrazioni del disco non mi ha mai chiesto "Di cosa parla il tuo brano?", eppure ha sempre saputo tirare fuori le idee migliori. Il mio disco è molto intenso, notturno e forse a tratti triste, ma il segreto è che, in realtà, nel produrlo abbiamo riso tanto e ci siamo divertiti. Credo che lavoreremo ancora insieme.

Che differenze ci sono rispetto al tuo debutto Tourist in my Hometown?

Tantissime. A cominciare dal fatto che ho lavorato con un produttore professionista e in uno studio attrezzatissimo quale lo studio Tega di Verona. Il precedente disco, sebbene sia stato ben accolto dalla critica, venne registrato a casa con i miei amici di sempre. Inoltre ci sono più idee, più colori e un approccio sicuramente più diretto. Dal Turista sono passati 12 anni, quindi c'è stata anche una maturazione sia come musicista che come persona e questo si riflette nei temi trattati.

Grazie all'AI avevi creato delle immagini che evocavano un clima notturno e melanconico: è questo il tono dei testi di Nightwalk?

Quando l'intelligenza artificiale generativa è entrata nelle nostre case mi sono divertito a smanettare un po' cercando di creare illustrazioni che potessero riflettere le tematiche dei brani e alcune di quelle immagini le ho pubblicate per scherzo sulla mia pagina Instagram. Invece le grafiche del disco sono state realizzate con varie tecniche (anche di AI) dall'artista brasiliano Elton Fernandes che già aveva lavorato con gli italiani Aquael. Resto dell'idea che l'arte debba essere creata e non generata, ma guardo all'AI comunque con curiosità, è sicuramente una grandissima rivoluzione.

Il disco è molto "notturno", mentre scrivevo i brani mi immaginavo camminare in un quadro di Edward Hopper, quelle atmosfere rarefatte dei film noir degli anni '40. Oppure i paesaggi notturni degli anni '80, le luci al neon che abbiamo richiamato in copertina. Il tono del disco è notturno, introspettivo e forse a tratti anche spirituale. La musica, per me, serve a riconnettersi con i propri sentimenti inespressi. E chi ascolta può fare altrettanto.

Si nota un'atmosfera omogenea nei brani: è un concept?

Sono contento che le canzoni, pur mantenendo la loro identità, siano coerenti e legate tra di loro. Non si tratta di un concept, ma possiamo senz'altro affermare che i brani sono nati tutti da stimolazioni emotive molto simili tra di loro. In quasi tutti i miei brani c'è un "Io" narrante e un "Tu" a cui mi rivolgo, ma il "Tu" può anche essere una proiezione di me stesso, come se stessi parlando allo specchio. E in Things beyond my Knowledge può addirittura essere Dio.

La traccia più vecchia del disco, To Thousands and 9, nacque anni fa in Burundi: quanto è stata formativa quella esperienza sul tuo modo di fare musica?

Due anni in Burundi sono stati più di un'esperienza, sono un vero e proprio pezzo di vita. Vivevo in una cittadina che si chiama Ngozi e lì mi ero unito ad alcuni ragazzi con cui facevamo le cover delle hit africane: Angelique Kidjo, Miriam Makeba e artisti meno conosciuti quali JC Matata e Prospère Bahaga. Era molto divertente e c'era tanta musica in luoghi in cui non avresti mai pensato. Suonavamo tutti i venerdì in un locale che si chiamava Kugasaka e io ormai ero una celebrità locale. In Burundi, ero Cat Stevens!

Mi ha colpito il contrasto tra la tua età e l'adesione – molto personale – all'universo prog, che solitamente è un ambiente "attempato". Cosa hai preso da quel genere e hai importato nel tuo modo di fare musica?

Il Rock Progressivo è da sempre la mia musica preferita. Sono cresciuto con i Genesis, gli Yes, i King Crimson, ma anche con tanta altra musica. Poi la mia musica credo che, fortunatamente, non sia così derivativa. Ma sicuramente dai Genesis ho attinto il mio interesse per la creazione di atmosfere dal sapore pastorale, ho sempre amato il loro romanticismo dei primi dischi in cui emerge la vena compositiva di Tony Banks e di Steve Hackett. Poi se veniamo al preferito in assoluto, Peter Gabriel, parliamo di un mio punto di riferimento imprescindibile e non solo musicale ma anche per tutto quello che ha fatto per i diritti civili, è stato pioniere della world music. Ah, mio figlio si chiama Peter!

Parlando di musica "attempata", ascolto tutta la musica dal 1500 ad oggi, ultimamente sto approfondendo la musica classica, soprattutto Igor Stravinskij e Ralph Vaughan-Williams. E ci sono tanti compositori moderni che mi ispirano molto tra cui Ayanna Witter-Johnson, Eric Whitacre e l'italiano Luciano Chessa. Il mio disco preferito del 2025 è invece l'ultimo di Bon Iver, un'altra mia grande passione. Mi sento molto vicino alle sue sonorità estremamente moderne e internazionali.

Infatti non c'è solo prog, guardando tra alcuni tuoi nomi di riferimento possiamo notare anche Kate Bush, David Sylvian, Blue Nile e Kings Of Convenience. Quanto sono stati influenti su di te?

Tantissimo. E in modi chiaramente diversi. Kate Bush è un'artista totale, grande autrice, grande interprete e grande performer. David Sylvian, come Peter Gabriel, mi ha sempre attratto per la sua capacità di creare dei mondi sonori teatrali e pieni di immaginazione. Dei Blue Nile, che in Italia temo ricordiamo in pochi, amo le atmosfere notturne e minimali e la capacità di Paul Buchanan di parlare di cose semplici facendole sembrare grandi e universali. Dei Kings of Convenience ho sempre amato come hanno esplorato le armonie per due chitarre acustiche, gli intrecci vocali. Anche loro suonano molto romantici e intimisti come i Blue Nile, sebbene con sonorità estremamente diverse.

A Nightwalk on a Sunny Road è un'esperienza solo di studio o ti vedremo anche in concerto?

Ho un gruppo dal vivo che mi accompagna: Enrico Marchiotto (già leader dei Whimsical) alle tastiere, Filippo Romeo (già nei Wyatt Earp) alla chitarra, Francesco Varesano al basso, Giuseppe Cappuccio alla batteria e Astou Fall ai cori. Abbiamo in programma alcuni concerti nel veronese tra cui il più importante che sarà il 18 marzo al Teatro Modus di Verona in cui suoneremo tutto il disco e saremo affiancati sul palco da alcuni ospiti di calibro internazionale tra cui Richard Sinclair dei Caravan e dei Camel e dalla violoncellista inglese Ayanna Witter-Johnson (che abbiamo visto dal vivo in tour con Peter Gabriel).

A Nightwalk on a Sunny Road - Lyrics and Credits

Say my Name (and I’ll disappear)

Instrumental

Credits:

  • Andrea Casale: Piano, Synths, Bells.

  • Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Guitar, Programming.

A Cup of Tea Full of Rain

The rain soaked streets, they look all the same
They all go in circle and lead to your place
I talk to the waitress of the Perry’s Café
From orange to white, these roads change their face
Give me a lifetime, during next week
I’ve got something to tell while city ‘round sleeps
There’s nothing wrong in being as we are
You made my words sink down and down

In a cup of tea full of rain Meet me in a snowfall Or see it through the window panes I can see you standing in the backlight I close my eyes and you’re still here

Keep the lights of your bedroom on all night long Staring at space, what are we thinking of ?
My voice flickers and flicker the lights of the warning signs
Let me know the price of silence and the cost of letting go
Silly working ants, wrapped in their raincoats
Crowding downtown streets and singing Christmas songs
We were so happy, but we just didn’t know
In a soft winter night, you took the flight, then fell asleep

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Synths, Percussions, Backing Vocals;

  • Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Synths, El. Guitar, Bass, Programming, Backing Vocals;

  • Dorsa Riazi: Voice and Violin;

  • Giovanni Franceschini: Drums.

Pages of Dusk

I still see you everywhere
When I walk at night on sunny roads
Lights, shining lights from your eyes
And in your heart the pain of the world
And the sound of my steps like snowflakes from heaven
That melts in your hands like my kiss to your ghost

[Chorus] Walking the frost catching the cold
Until you understand
For just as the winter must come and come go
I look for myself in this town
I found your shadow dancing in the fog
Cry, the way only babies can cry

I have failed to save your from yourself
And the pages of dusk, tears in the neon lights
Drops of a river that never gets dry
My heart had no fences
And I lost all my defences
Now the clouds watch me
Changing shape

[Chorus]

You said truth is unreal
And what is real is not true
You looked so disconnected
Your season never ends

Now that your life dissolves in mine
Will the love I imagined save you from yourself?
Windows with no curtains
I can see you inside
Sister it’s not your fault
Only voices, not your fault

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Keyboards, Synths, Harmonium;

  • Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Synths, Programming, Electric Guitar, Bass, Cello;

  • Dorsa Riazi: Voice and Violin;

  • Giovanni Franceschini: Drums.

Shape of Your Nose

The tears of a man fall inside
Concealing pain, feeding the fire
They put in your name
Your pride and their shame

The shape of your nose can tell who you hate
The things you don’t tell burst into rage
In what you’ve lived your mind is a cage
We’re all in this, show me how you feel
Like somebody’s child your pain disappears
Your soul is tired, your mind is sick
Don’t want to listen, so you can’t forgive
This is how we live, nothing else to give
Like somebody’s child our pain disappears

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Keyboards, Percussions;

  • Duck Chagall: Programming, Cellos, Synths, Bass;

  • Dorsa Riazi: Voice, Violin;

  • Giovanni Franceschin: Drums.

Things Beyond my Knowledge

Talk to me the same way you talk to others
Show me things beyond my knowledge
Look at me with the same eyes you see the oceans
Still I’m floating on troubled waters
I want to feel in a such a different way
Than the way I feel everyday

Show yourself and move that part of me
When I hear your voice you know my heart explodes…
Stay with me, let’s go out of this hedge maze
I wish you made me fade in your haze
Give me a chance to be someone else
And live the life that I want to live

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Synths, Percussions, 12 strings guitar, 6 strings guitar;

  • Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Synths, Bass, Programming;

  • Giovanni Franceschini: Drums.

No More Flowers

The party’s over, I come back home
Carrying the load of what didn’t work
I saw you dancing all night long
I kept on standing next to the wall
The morning news, then off to work
No time to live ‘til the afterglow
No more love,
No more flowers
No more cinema shows
No more skies, no more coffee no more any
Nightwalks on a sunny road
Let it go…

I keep on working all day long
Like I should get all the world
The job I do makes who I am
The money I get, a life without sense
The love we hide, the time we lost
And in my arms, you’re cold and soft
No more love
No more parties
No more cinema shows
No more skies, no more coffee no more any
Nightwalks on a sunny road
Let it go…

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Synths;

  • Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Cellos, Horns, Synths, Programming;

  • Giovanni Franceschini: Drums.

To Thousands And 9

What for me was a miracle
For you was so real
You could reach it
But us both we lost it
Long Italian Winter
Coffee gets cold next to my notes
No teas no nights out

A Clint Eastwood movie
I was alone I was alone
I’m allusive, you’re elusive
And in the search of you
I’m losing all my sense
I see asteroids above my head
Pink cathedral in the rain
Trascedental rose
I only miss what I was

Long Parisian Summer
Uncatchable soul deaf to my calls
Genesis, 24
I pushed fate, unprudently straight
I’m allusive you’re elusive
And in search of you
I’m losing all my sense

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Synths, Electric Guitar, Acoustic Guitar;

  • Duck Chagall: Cellos, Synths, Programming, Bass;

  • Giovanni Franceschini: Drums;

  • Tega Digital Choir of Sampled Voices by Ivana Magrì, Veronica Casale, Ivan Casale, Sofia Tebaldi, Rosalba

  • Felice, Riccardo La Fratta, Mirko La Fratta, Lucia Tatullo, Alessandra Leoni, Daniel Emanuele, Fabio

  • Polignano, Antonio Rinaldi, Barbara Lecce, Michele Spadafino, Vincenzo Morgioni.

Finale

Sometimes I walk alone in this city I don’t love
Looking for a piece of me in the few things I see
The deserts streets, the empty bars
The traffic lights, the fancy cars

Only in the corners of my heart
Your shadow finds its home
Only you made hell look like heaven Only you made this town look like heaven

I throw the stone, then I hide my hand
I open up only for pretend
I let my words die on the tip of my tongue
Shouting loud but I never talk
The Christmas lights, the endless nights
I hear your voice but you’re out of sight

Only you made hell look like heaven
Only you made this town look like heaven
Walking in the fog, like walking in a dream
Back to the day I could touch your skin
The days of our lives that didn’t mean a thing
Think of all the things you’ll never see

Only you made hell look like heaven
Only you made this town look like heaven

Credits:

  • Andrea Casale: Voice, Piano, Synths;

  • Duck Chagall: Synths, Electric Guitar, Programming;

  • Giovanni Franceschini: Drums.

All music and lyrics by Andrea Casale. Produced by Francesco Ambrosini (Duck Chagall). Recorded and Mixed at TegaTotale Studios in Verona by Francesco Ambrosini during 2023 and 2024. Mastered by Davide Saggioro at Wise Mastering Studio in Verona.