Operatrice: Pronto, è il signor Bonaparte?
Napoleone: Oui! Chi è?
O: La chiamo dalla casa editrice Mondanelli, le avevo mandato un'e-mail ma non ho ricevuto risposta.
N: Mi scusi, ma io con queste diavolerie tecnologiche non riesco proprio…
O: Immagino. Nell'e-mail le parlavo del mio bisogno di farle alcune domande per completare la nostra opera “Napoleone: le cose che proprio veramente non sapevi su di lui, te lo giuro bro!”
N: Titolo originale!
O: Beh, sa, con tutti i libri che hanno scritto su di lei, era difficile distinguersi.
N: Lo so, lo so. Sto campando di rendita con i diritti d’autore che ricevo.
O: E poi, secondo il nostro team marketing, questo titolo andrà a prendersi la fascia giovanile.
N: Va beh, mi dica: cosa voleva chiedermi? Ho molto da fare. Come lei, immagino…
O: Cosa avrà da fare, oltre a godersi la pensione nell’isola di Sant’Elena?
N: Appunto! Ha visto che mare che c’è qua? E poi è tutto incontaminato. L’unica pecca è quando ordini qualcosa. Amazon ci mette mesi, infatti è inutile pagare Prime. Tanto la consegna più veloce è “tra qualche mese”.
O: Eh sì, deve essere una bella scocciatura!
N: E non immagina per il cibo. Ho fatto un Glovo 40 giorni fa e ancora non mi è arrivato…
O: Certo. Allora le tolgo poco tempo! Giusto qualche domanda per completare alcuni capitoli.
N: Ok, ma veloce che non mi piace stare al cellulare in spiaggia, poi mi viene l’abbronzatura a forma di telefono sulla guancia.
O: Ok. Prima domanda: Tra tutti gli avversari che ha incontrato, quale ha temuto di più?
N: Cioè?
O: Inghilterra, Russia, Austria, Prussia… di chi ha più paura?
N: Dei gatti neri!
O: Eh?
N: Lei ha letto pochi libri su di me, evidentemente. Non temo nessuno. Ho affrontato russi, inglesi, prussiani e austriaci, ma quelli che temo di più sono senz’altro i gatti neri. Sono molto superstizioso.
O: Doveva essere una bella scocciatura.
N: Eh sì, immagini: ti attraversa la strada un gatto nero mentre sei in carrozza. O aspetti che passi qualcuno davanti a te per appiopparsi la sfiga, o cambi strada. In entrambi i casi è un problema. Ai miei tempi le strade erano poche, mica come adesso che ce le avete anche per arrivare a Zaccanopoli o addirittura in Umbria. Stessa cosa l’altra soluzione, non passavano tante carrozze, quindi spesso capitava di star fermi per ore, prima che passasse qualcun altro. Ma era necessario…
O: Non la facevo così superstizioso.
N: E io non la facevo così ignorante sul mio conto, è una delle cose che dicono di più di me dopo la cazzata della gioconda, l’altezza e la mano nella giacca…
O: Mi perdoni. E per quanto riguarda il papa e la sua incoronazione?
N: Non capisco.
O: Secondo la storia, lei strappò dalle mani del papa la corona, per indossarla da sé, e non fare la fine di Carlo Magno, cioè risultare come meno importante del papa.
N: Ma no, si figuri! Io l’ho aiutato perché Pio VI era bassino. Inoltre, il giorno prima, lo avevo battuto a Padel ed aveva mal di schiena. Figuriamoci se l’ho fatto per dimostrare la mia supremazia su di lui. Lo sanno tutti.
O: Cosa?
N: Che sono più forte io a padel.
O: Ah ecco… Si dice anche che lei sia uno che scrive molto.
N: Ah sì, un'altra leggenda che ho sentito in giro.
O: Quindi non è vero che lei abbia scritto 40000 lettere?
N: Sì sì, le ho scritte, ma non quello che pensa lei… sono un tipo molto giocoso, come avrà capito. Sono simpatico, no?
O: Ehm… sì.
N: Per sua fortuna non vive negli anni in cui comandavo, altrimenti questa sua risposta dubbiosa, le sarebbe costata una bella fucilazione…
O: Appunto… Comunque, diceva?
N: Sì, come le dicevo sono molto simpatico e mi piaceva scherzare con tutti, tanto nessuno mi avrebbe detto niente, ero Napoleone…
O: Eh… infatti.
N: Lo facevo anche con i miei generali, sottoposti, i miei parenti… in realtà mandavo delle lettere, ma nel senso proprio letterale.
O: Cioè?
N: Cioè, non scrivevo delle lettere nel senso epistolare del termine, ma delle vere e proprie lettere dell’alfabeto.
O: Quindi scriveva lettere a caso in un foglio e le mandava altrettanto a caso?
N: Esatto. Divertente, vero?
O: Sì sì, parecchio…
N: La sento dubbiosa… addirittura, ad alcuni, mandavo un foglio con una sola lettera, tipo una grande A, oppure una F. a seconda di come sentivo la mia vena artistica. E poi mi divertivo ad avvertire dicendo: Ti ho inviato una lettera eh!
O: Immagino le risate…
N: Certo!
O: Va bene, io mi ero fatta delle idee diverse, ma queste informazioni ci potrebbero servire. Direi che, per ora, va bene così. Eventualmente la posso disturbare di nuovo?
N: Sì sì, anzi, ci ho preso gusto…
O: Ho notato… Comunque le mando i saluti da mia mamma.
N: Se dice di essere stata una mia amante, sappia che la denuncio. Di figli in giro per il mondo ne risultano già troppi…
O: No, in realtà voleva ringraziarla, perché lei risulta come quello che ha ufficializzato l’utilizzo dei documenti di identità, e lei lavora all’anagrafe. Per questo, non per altro…
N: Ah, mi scusi.
O: E quella cosa che ha detto, riguardo ai figli in giro per il mondo, posso utilizzarla nel libro?
N: No, assolutamente no…. Ehm… era uno scherzo ovviamente. Le ho detto che sono un tipo scherzoso, vero? Signorina? Signorina, c’è ancora? Pronto! Pronto!















