Questa è la seconda parte dell’intervista a Mirco Rinaldi1, sindaco di Montone, al termine della quale farò alcune considerazioni. Per chi non avesse letto gli articoli precedenti legati dallo stesso argomento li può trovare nelle note2.
Da quello che ho visto direi che da voi, nonostante la bellezza del luogo e le varie iniziative culturali, non siete ancora toccati dagli aspetti negativi del turismo di massa.
È vero e questo perché cerchiamo di proporre manifestazioni di qualità, su questo siamo molto attenti, perché la qualità porta un turismo di qualità che non deturpa l'ambiente e non provoca affollamento. Vorrei ribadire quanto gli abitanti di Montone siano molto attivi dal punto di vista culturale: ci sono tante associazioni, c’è la banda, la scuola di musica, il teatro con una stagione teatrale invernale, il museo comunale, quello di San Francesco, la biblioteca con l'archivio, la corale, la proloco che con il palio dei rioni ha da lavorare tutto l’anno, dato che si basa su una rappresentazione storica che implica molto lavoro di ricerca. Anche questo è un aspetto rilevante di socialità.
L’aspetto culturale è importante per vivere in una comunità unita; la sinergia tra associazioni, cittadini e amministrazione accresce il senso di appartenenza alla propria comunità, al proprio territorio, al proprio paese.
Quindi un modo per far vivere i borghi e comunque le piccole realtà è quello della cultura.
La cultura è fondamentale: per far vivere un borgo servono spazi di aggregazione che siano al contempo moderni e identitari. Per questo, siamo orgogliosi di inaugurare 'Le Fonti - Ex Mattatoio', un nuovo centro per la comunità nato da un importante intervento di riqualificazione urbana.
Non si tratta solo di un edificio, ma di un ecosistema di spazi accessibili e multifunzionali progettati per la partecipazione attiva. Il centro si articola in due anime principali:
Il cinema Ed Lewis, un vero gioiello da 50 posti che colma un vuoto storico. Dopo 30 anni di Umbria Film Festival, era doveroso dotare il borgo di una sala per proiezioni di alta qualità. Sarà un cinema di prossimità dedicato al cinema d’autore, ai documentari e ai ragazzi, ma anche uno spazio per la formazione e gli eventi privati.
La sala polivalente Don Bruno Cappanna, il vero cuore pulsante del centro. È un ambiente flessibile e modulabile pensato per accogliere la vita collettiva di Montone: dagli incontri pubblici ai laboratori creativi per giovani e anziani, fino alle mostre e alle iniziative delle nostre associazioni. Ma la nostra visione di borgo vivo abbraccia anche lo sport e la sostenibilità. Recentemente abbiamo investito con convinzione nell’impiantistica sportiva: una realizzazione che mi piace particolarmente condividere è quella del nuovo campo da tennis coperto, che permetterà ai nostri cittadini di praticare sport in ogni stagione dell'anno.
E le risorse da dove le prendete?
Le risorse sono il frutto di un lavoro costante di monitoraggio e progettazione. Attingiamo principalmente a bandi regionali, nazionali ed europei. Come amministrazione, siamo impegnati in una sorveglianza continua delle opportunità di finanziamento: oggi, per un piccolo comune, la capacità di intercettare i fondi giusti è una competenza amministrativa vitale.
Tuttavia, non sempre è facile. Un esempio emblematico è quello del nostro asilo nido. Il nostro obiettivo era realizzare una scuola 0-6 tramite i fondi del PNRR, ma ci siamo scontrati con una burocrazia che spesso non tiene conto della realtà dei piccoli borghi italiani. I parametri del bando erano tarati su terreni pianeggianti, ignorando che costruire su un colle, come nel nostro caso, comporta costi di consolidamento e sbancamento molto più elevati.
Penso che la vostra forza sia sicuramente la bellezza del posto, che attira sia gli stranieri che un turismo consapevole, ma anche il fatto che organizzate delle pregevoli attività culturali e che avete capito la necessità di avere un ufficio, o comunque diversi di voi, che stanno attenti ai vari bandi che escono.
Per un comune piccolo è fondamentale, altrimenti diventa difficile, se non impossibile, sopravvivere con le nostre sole risorse.
Considerazioni personali
Questo è stato l’incontro con il sindaco in carica di Montone, un meraviglioso borgo in provincia di Perugia. Come avete potuto leggere questo Comune, nonostante le difficoltà che vivono le piccole realtà, finora è riuscito a mantenere la maggior parte dei suoi abitanti, evitando la dispersione che, normalmente, si verifica nei borghi rurali italiani dove, soprattutto i giovani, cercano gli agi della vita cittadina. E ce la sta facendo creando una coscienza sociale e culturale che ha tra i vari indiscutibili vantaggi anche quello di mantenere una certa coesione tra gli abitanti, che prendono coscienza del valore del loro paese e non solo rinnovano le tradizioni del passato attraverso le varie manifestazioni che organizzano, ma sviluppano nei giovani un senso civico-sociale molto spiccato.
Ma dobbiamo anche essere obiettivi: questo borgo ha dei vantaggi indiscutibili che altre realtà italiane non hanno. A parte la bellezza dell’abitato e del paesaggio, dispone anche della fortuna di avere una superstrada che passa a poche decine di metri dalla sua zona industriale che, a sua volta, è posizionata ben lontana dal centro storico. Fortuna che non è alla portata di molte altre realtà simili.
Lì vicino, per esempio, su di una collina bene in vista, sorge il paesino di Santa Maria Tiberina, un’altra delle meraviglie italiane che dobbiamo a chi ci ha preceduto. Questo borgo non ha nulla da invidiare a Montone in fatto di bellezze architettoniche, ma non è così vicino alla SS3bis. Quindi la sua zona industriale non si è potuta sviluppare e, anzi, le poche industrie che c’erano negli anni hanno chiuso.
Ma anche lì, come a Montone e in molti altri piccoli centri della penisola, sono arrivati gli stranieri che stanno comprando le case più belle del centro storico. E i giovani se ne vanno per i motivi elencati dal sindaco di Montone.
La maggior parte del nostro territorio è collinare o montagnoso e molti dei nostri piccoli centri abitati di origine medioevale si trovano proprio su alture, punti strategici per le condizioni di conflittualità in cui versavano i nostri comuni in quell’epoca. Come ha detto Mirco Rinaldi, le decisioni politiche nazionali dovrebbero tener conto delle diversità dei nostri luoghi. Diversità sia di tipologia e morfologia del suolo, che di dimensioni del centro abitato.
Ma non solo di questo si dovrebbero occupare le nostre istituzioni, ma anche del fenomeno dell’aumento dei prezzi delle case nei centri storici, dovuto al crescente numero di stranieri che vedono nei nostri centri minori un’opportunità sia d’investimento, quando aprono attività turistiche – molto spesso a uso esclusivo dei propri connazionali, come abbiamo visto - sia di possedere una bella casa in un borgo italiano per passare le vacanze o la vecchiaia, costringendo, di conseguenza, le giovani famiglie a spostarsi nelle periferie dei grandi centri per non potersi permettere una casa nel paese dei loro familiari dati i prezzi troppo elevati.
Mi rendo conto che potrebbe trattarsi di un problema di difficile soluzione, ma prendo spunto da alcune realtà che conosco personalmente.
In Egitto uno straniero non può comprare casa, ma la può affittare per 50 anni, dopodiché la deve lasciare. E non può nemmeno lasciarla in eredità a qualcun altro.
In India un non indiano può comprare casa, ma aprendo una società con un cittadino indiano che ne sarà proprietario per il 51%. Se lo fanno Paesi dove, sinceramente, le abitazioni sono di scarsissimo valore e interesse architettonico, perché non pensare a soluzioni simili in Italia dove la bellezza delle nostre abitazioni storiche è indiscutibile?
Come ho scritto nel mio primo articolo3 ho preso in esame solo la vendita delle comuni case d’abitazione e, volutamente, ho tralasciato i palazzi signorili, i castelli e i conventi che pure stanno seguendo la stessa sorte.
Non vorrei sembrare sciovinista; ho voluto segnalare una situazione che sta prendendo piede in silenzio da diversi anni e che si sta allargando a tutto il territorio italiano.
Mi chiedo se non sia il caso che i nostri politici si soffermino su quanto sta accadendo e capiscano le implicazioni di tale fenomeno a lungo termine, soprattutto per i nostri giovani.
Note
1 Intervista a Mirco Rinaldi, sindaco di Montone.
2-3 Vendesi Italia.















