Cos’è l’arte? A cosa serve? Ve lo siete mai chiesti?
“Arte” dalla definizione del dizionario suggerisce la seguente spiegazione:
Qualsiasi forma di attività dell'uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva.
Qualsiasi complesso di tecniche e metodi concernenti una realizzazione autonoma o un'applicazione pratica nel campo dell'operare e part. di una professione o di un mestiere: arte poetica; arte militare; l'arte medica; l'arte del fabbro ferraio; esercitare un'arte, intraprendere, fare un determinato mestiere; essere esperto o competente nell'ambito di un mestiere o di una professione; Se parliamo di proverbi, uno dei più famosi è il seguente: impara l’arte e mettila da parte, nella vita ogni esperienza o conoscenza può sempre tornare utile.
Se parliamo di proverbi, uno dei più famosi è il seguente: “impara l’arte e mettila da parte”, come per dire che nella vita ogni esperienza o conoscenza può sempre tornare utile. Ma sembra sempre essere screditata l’arte, come una seconda scelta, come una cosa poco rilevante, come una cosa poco utile.
Eppure se facciamo attenzione a cosa dice la definizione, notiamo che ogni attività svolta dall’uomo può essere arte. Purtroppo però, l’essere umano non la percepisce in questo modo, ma setaccia fino al granello più sottile suddividendo le differenti tipologie di cose da materiali a immateriali. E nel nostro mondo molto concreto, le cose immateriali perdono immediatamente di valore.
Sinceramente, credo che l’arte sia qualsiasi cosa in cui ci si mette passione, in cui ci si ritrova dopo essersi persi, in cui si vedono sfaccettature che non si pensava potessero esistere. L’arte è una tipologia di espressione, un modo di sentirsi e un rifugio dal mondo reale, per riuscire a vivere per un secondo nel nostro modo immaginario, che non necessariamente è sempre perfetto, ma che sicuramente rispecchia il suo lato più profondo che cela necessariamente l’artista che si nasconde dentro di noi.
L’arte, questa parola magica e controversa di cui stiamo parlando, riesce a sorprendere, emozionare, intristire o salvare le persone. L’arte la possiamo trovare nella canzone di un cantautore perché riesce a capirci più di chiunque altro, o la intravediamo in un ricamo di un abito di alta moda, che riesce a valorizzare proprio il punto del nostro corpo che meno ci piace, o ancora la riusciamo a vedere forte e chiara in un’opera del 1800, che cattura il nostro sguardo, o magari, ancora, ci immergiamo in una mostra di arte contemporanea che ci fa di nuovo sentir vivi e pieni d’energia.
Ma l’arte, fa ancora di più, la osserviamo quando guardiamo il mare, seduti a riva, sulla spiaggia mentre ammiriamo il tramonto, ogni giorno differente dal precedente, ma che uscita emozioni indescrivibili, quell’insieme di colori che riesce a farci immaginare universi interi, che ci fa scrivere poesie o scattare foto memorabili.
L’arte, io la definirei come un connubio imperfetto di colori e sensazioni che ci riporta ad attimi presenti, passati o futuri della nostra vita. L’arte la possiamo trovare realmente in tutto, pensate alla scienza ogni composto chimico sembra una vera propria pozione magica, oppure nell’astronomia, la possiamo intravedere nel nostro perfetto sistema solare se guardiamo i colori dei pianeti o quando due galassie si incontrano, si scontrano e danno vita a cuori nello spazio, o ancora dentro a formule fisiche così dannatamente razionali ma che al loro interno celano interi universi, come l’equazione di Dirac, nota come la più bella equazione esistente.
Ogni artista è unico nel suo genere, è l’unico in grado di creare quell’opera d’arte in quell’esatto modo. Ogni la riesce a trovare nel proprio mondo. C’è chi la trova nel disegno, chi nella scrittura, chi nella danza. Chi la esprime cucinando, chi fotografando, chi progettando spazi, vestiti, oggetti. Essere artisti non vuol dire solo “fare arte”. Vuol dire avere il coraggio di guardarsi dentro, di scavare, di sentire, di trasformare. Perché l’arte è anche questo: trasformazione. Della sofferenza in bellezza. Del vuoto in creazione. Del caos in forma.
Quante volte gli artisti hanno trovato la propria voce proprio grazie all’arte? Pensiamo a Frida Kahlo, che nel dolore fisico ha trovato la forza per dipingere il suo mondo interiore. O Van Gogh, che pur non avendo quasi mai venduto un’opera in vita, ha dipinto il tormento e la luce della sua anima con una potenza che oggi commuove il mondo. L’arte è ovunque, se siamo in grado di guardare con gli occhi giusti. Viviamo circondati da gesti artistici, anche quando non li riconosciamo, c’è arte nel modo in cui una madre racconta una fiaba al figlio o nel modo in cui un anziano racconta tutta la sua vita ai suoi nipotini.
L’arte è nascosta in qualsiasi cosa, basta saperla scovare, e lo si può fare solo prestando attenzione ai dettagli. La si può trovare in uno sguardo, in un modo di vivere la vita e ogni volta che impariamo a vedere con occhi nuovi, stiamo facendo arte.
Quando ci sentiamo soli, confusi, diversi… l’arte ci offre un linguaggio comune.
Una grammatica fatta di simboli, colori, suoni, immagini, emozioni. L’arte ci ricorda che, nonostante tutto, possiamo sempre ritrovarci. Che qualcuno, da qualche parte nel mondo, che ha provato quello che stiamo provando noi, che l’umanità è un filo sottile che ci lega tutti.
Ci sono quadri che parlano a culture diverse.
Canzoni che attraversano generazioni.
Fotografie che raccontano storie che non hanno bisogno di parole.
L’arte scuote. Denuncia. Resiste.
Pensiamo a Banksy e alla sua capacità di mettere in discussione la società con poche, semplici immagini o al graffitismo come forma di protesta e affermazione o ancora alla moda, che si è fatta spesso portavoce di messaggi politici, culturali, sociali.
L’arte non è mai neutra.
Dice qualcosa, sempre.
Anche il silenzio di una tela bianca, anche un gesto teatrale sospeso, anche una pausa in uno spartito. E poi, più spesso di quanto non si pensi, succede qualcosa di ancora più profondo: l’arte ci cambia.
Ci insegna chi siamo.
Ci fa scoprire lati di noi che non conoscevamo.
Ci spinge a porci domande, ad ascoltarci, ad evolverci.
Chiunque abbia mai iniziato a scrivere, dipingere, ballare, creare… lo sa: una volta cominciato, non si è più gli stessi, perché quello che si crea, crea anche te.
Questo articolo non è solo una riflessione.
È un invito a tutti voi che lo state leggendo a cercare, a vedere, a sentire.
Guarda il tuo quotidiano con occhi nuovi, domandati dove si nasconde l’arte attorno a te. Inizia da quello che ti fa vibrare, da ciò che ti commuove, ti scuote, ti muove dentro.
Ricorda solo che può essere ovunque e che un artista si può nascondere in chiunque.
Forse è una frase letta per caso o nel profumo dell’erba dopo la pioggia, forse è quel modo che hai di sistemare i fiori in un vaso, o magari nella playlist che crei per accompagnare il tuo umore. Non importa che forma abbia la tua arte, conta solo che la ascolti, che le dia spazio.
Perché lei, fidati, ti sta già cercando.
L’arte non è un lusso, non è un’aggiunta superflua alla vita.
È vita.
È il modo più autentico, più umano, più intimo che abbiamo per dire:
"Io esisto. Io sento. Io sono."















