Esistono confini che sembrano invalicabili. Spesso usiamo frasi che delineano uno spazio, una soglia oltre cui non bisogna andare. Lo facciamo naturalmente e inconsapevolmente.
Tracciamo solchi tra il mondo femminile e quello maschile, tra la natura e la tecnologia come se due cose separate non fossero parte dello stesso universo, se non addirittura facce di una sola medaglia. La crittografia e la steganografia sono tecniche generalmente utilizzate in informatica, ma la seconda si fonde anche nell’arte.
In parole semplici, la steganografia è quel metodo che mira a nascondere un messaggio. Mentre con la crittografia, il destinatario di un messaggio dovrà decodificarlo, in base a codici stabiliti, nella steganografia si nasconde persino il fatto che vi è un messaggio da veicolare. Il contenitore del messaggio è improbabile, potrebbe essere un tatuaggio o una persona.
Nelle opere d'arte, questa tecnica è stata usata fin dai tempi antichi per nascondere messaggi segreti, firme, simboli.
Nei dipinti, in particolare vi sono dettagli, che spesso sfuggono ad un osservatore distratto. Persino nella moderna street art, vengono nascosti messaggi. Nel murale, la Sibilla Cumana disegnata da Jorit a Bacoli, ad esempio, l’artista ha seminato scritte e messaggi sul volto della profetessa.
Nel libro VI dell’Eneide, Enea si reca a Cuma per chiedere alla Sibilla di accompagnarlo nel Regno dei Morti, la cosiddetta catabasi infernale, discesa agli Inferi. Nell’occhio destro della Sibilla Cumana di Jorit è stata disegnata proprio una delle anime.
Le origini della steganografia
In seguito ad alcune ricerche, sembra che il re di Sparta Demarato (500 a.C.) usò un’astuzia per nascondere contenuti segreti. All’epoca si utilizzavano tavolette ricoperte di cera; le scritte potevano essere cancellate e le tavolette riutilizzate per la scrittura di nuovi messaggi. Quale fu il trucco del re? Egli scrisse il messaggio sotto la cera. Su quest’ultima veniva scritto ugualmente un altro messaggio. Ovviamente, chi non sapeva non poteva pensare ad un messaggio nascosto sulla base della tavoletta.
Nelle opere d’arte sono stati celati molti testi e simboli, che ancora oggi si fa fatica a decifrare. La donna è stata in assoluto il soggetto più rappresentato da pittori e scultori, musicisti e artisti. Le donne, nel corso dei secoli, in un certo senso sono anche uscite da quei dipinti per diventare anch’esse artiste. Confini.
La Donna che legge una lettera davanti alla finestra (1657) è un bellissimo dipinto di Jan Vermeer, ed è conservato nella Gemäldegalerie di Dresda.
Era l’epoca in cui si ritraevano scene di vita quotidiana, dando importanza anche a documenti e lettere. Nel dipinto troviamo infiniti dettagli, come la finestra, la tenda spostata e soprattutto l’espressione assorta della protagonista nel leggere la lettera.
Nel 1979 un’analisi scientifica condotta sul dipinto rivelò che in realtà sulla parete bianca era stato dipinto in precedenza Cupido, dio dell’amore. Successivi studi hanno scoperto che si trattava semplicemente di un’imbiancatura e non di un qualcosa di voluto.
Il pittore olandese vissuto nel Seicento è considerato un vero maestro nell’utilizzo della luce. Infatti, nel dipinto sopra citato, la protagonista e le sue emozioni sembrano essere illuminate, in un’atmosfera quasi di attesa. La finestra riflette l’espressione della donna.
Ma il dipinto più enigmatico e allo stesso tempo indecifrabile e affascinante è sicuramente la Gioconda1 di Leonardo. I secoli che l’hanno accompagnata sono fitti di mistero. Di certo, la Monna Lisa è il contenitore digitale perfetto e più utilizzato per nascondere immagini e testi grazie a sofisticati algoritmi.
Infatti, la steganografia digitale, spesso si serve del dipinto di Leonardo per testare nuove tecniche. I bit dei pixel vengono modificati per inserire dati segreti.
In questo caso la tecnologia si fonde con l’arte, infatti, numerosi studi scientifici sul quadro di Leonardo hanno rivelato l’esistenza di disegni preparatori sulla base della tela. Per cui la Gioconda contiene strati che hanno evidenziato precedenti “bozze” della donna, con una differente posizione della testa e delle mani rispetto a quella attuale.
Il codice di Leonardo è microscopico e nascosto negli occhi della Monnalisa. Il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici e Culturali italiano, guidato da Silvano Vinceti, ha condotto un’attenta indagine nel 2010. La Gioconda è stata studiata con lenti d’ingrandimento potentissime e dispositivi informatici ad alta definizione. All’interno delle pupille della Monna Lisa sono presenti simboli quasi invisibili all’occhio umano. Inoltre, gli studi hanno rilevato che tali tracce sono state eseguite con un sottilissimo pennello.
Le scansioni effettuate hanno identificato una L e una V nell’occhio destro, mentre nell’occhio sinistro i simboli appaiono più ambigui, si tratterebbe di C.E. o S.E.
L.V. potrebbero essere le iniziali di Leonardo da Vinci. Per quanto riguarda C.E. o S.E. nell’occhio sinistro potrebbero riferirsi al soggetto del dipinto oppure al Committente. Bisogna pensare che Leonardo non è stato solo un grande artista, ma anche uno scienziato, un ingegnere, un uomo che aveva la visione di un mondo complesso, dove i legami, i simboli, le correlazioni matematiche si combinavano perfettamente. Se l’arte è qualcosa che trasmette messaggi, smuove emozioni, genera curiosità e mistero, che spinge l’osservatore a guardare al di là dell’opera stessa, allora la steganografia è una delle sue tecniche più preziose.
D’altra parte, Leonardo, Veemer e tutti gli artisti esortano a una visione nuova e libera dell’universo delle cose. In fondo, il compito più alto e nobile dell’arte non è proprio quello di farci guardare oltre?
Note
1 Louvre e la sala di Monna Lisa, il quadro più famoso al mondo.















