A Pietrelcina, comune in provincia di Benevento, nacque il 25 maggio del 1887 Francesco Forgione,, frate noto a tutti con il nome di Padre Pio, uno dei santi più amati, più conosciuti e venerati già in vita a causa della comparsa delle stigmate e della sua vicinanza alle persone del popolo. Gli anziani raccontano di un frate che camminava tra le persone del popolo che spesso si affidavano a lui come ad uno di famiglia con la sicurezza di ottenere risposte chiare e schiette. Oggi il paese è diventato un centro importante per il turismo religioso. Ma Pietrelcina non è famosa solo per la nascita del santo, ma ha una storia lunga e interessante.

Il centro storico sorge sulla pietra che costituisce il materiale costruttivo di tutto l’insediamento urbano. Il centro storico viene comunemente chiamato Morgione proprio per il significato della parola, cioè grande formazione rocciosa. Sul Morgione sorge il rione Castello, luogo più antico del paese dove si svolsero le lotte tra Normanni nel sud Italia e che compare nella storia nel 1138 che descrive la battaglia e la sua distruzione per opera del re Ruggiero II di Sicilia. Il rione però è probabilmente più antico, si ipotizza che le sue origini risalgano al IX secolo.

Dagli studi effettuati sono emerse strutture murarie e feritoie utilizzate per la difesa che insieme alle strade concentriche suggeriscono la presenza di una struttura difensiva. Le vie interne al centro storico oltre ad avere un andamento concentrico sono state modellate sulla roccia su cui sorge il paese. Di questo impianto l’elemento visibile ancora oggi è la “Torretta” che secondo alcune fonti è ciò che rimane del palazzo baronale distrutto dal terremoto del 1688, oggi non più riconoscibile. Era una torre di avvistamento e aveva una sua posizione predominante che le dava la possibilità di osservare l’area circostante e di conseguenza le consentiva di proteggere l’abitato. La sua vera origine è molto discussa, alcuni la attribuiscono la fondazione di Pietrelcina al periodo longobardo, altri addirittura ai Saraceni perché rivedono all’interno del centro storico criteri di urbanizzazione araba che sembrano sopravvissuti alle continue ricostruzioni.

La torre oggi è famosa perché al suo interno Padre Pio si ritirò per pregare tra il 1909 e il 1912 durante la malattia che lo costringeva a stare lontano dal convento di appartenenza, ma non gli consentiva di vivere all’interno della casa paterna. La struttura è costituita da una piccola stanza alla quale si accede da una ripida scalinata e il suo interno è semplice e si vive contemporaneamente sia lo spirito della storia che lo ha costituito sia quello della spiritualità del Santo che l’ha abitata.

Il centro storico, circondato da mura fortificate e possenti, aveva due porte d’ingresso, Porta Giardino e Porta Madonnella. La prima rappresentava l’uscita dal borgo ed era posizionata a sud e l’altra, situata a nord, era l’ingresso alla struttura fortificata. Il nome di Porta Madonnella deriva dalle tre edicole in maiolica sul lato sinistro della porta. Sono raffigurati: al centro la Madonna Incoronata, alla sua sinistra San Michele Arcangelo e alla destra Sant’Antonio da Padova. Qui San Pio durante il mese di maggio, durante la ricorrenza dei santi raffigurati, riuniva gli abitanti del centro storico per la recita del Rosario.

La prima volta che il nome del paese viene riportato nei libri di storia è nel XII secolo con il nome di Petrapulsino da Falcone Beneventano notaio della curia pontificia. Successivamente divenne feudo e passò prima ai conti di Ariano poi alla famiglia Carafa che ne mantenne la proprietà fino all’abolizione del sistema feudale nel 1806 per opera di Giuseppe Bonaparte che emanò le “Leggi eversive della feudalità”. Dal 1861 entra a far parte della provincia di Benevento della quale fa parte ancora oggi.

Il paese oggi è meta di pellegrinaggi religiosi; il centro storico è stato organizzato con un percorso che segue le orme della vita del santo. La casa natale offre una visione della religiosità che si viveva in famiglia e rende visibile la vita della società in cui il Santo ha vissuto. Oggi la casa è un museo che è costituito da diverse stanze adiacenti arredate con mobili originali, come la camera dei genitori. Di particolare interesse religioso è la camera che Francesco Forgione divideva con i fratelli: secondo la tradizione è lì che iniziarono le prime visioni e le prime esperienze soprannaturali.

Il percorso conduce alla chiesa di Sant’Anna, la chiesa in cui il Santo celebrava spesso la messa che accoglieva molti pellegrini. L’edificio è stato ricostruito dopo il terremoto del 1688 ed è il luogo in cui San Pio che lì ricevette il battesimo, la prima comunione e la cresima. All’interno della chiesetta, sotto l’altare di Sant’Anna sono conservate le reliquie di San Pio Martire dal quale Francesco prese il suo nome da frate.

Un altro luogo caro al Santo è Piana Romana, in cui i genitori possedevano degli appezzamenti di terreno e in cui si trova una piccola cappella costruita nel 1958. Nel luogo in cui sorge la cappella si trovava un capanno di paglia e proprio lì Padre Pio si isolava per pregare e sempre lì ricevette per la prima volta, le stimmate.

L’olmo sotto il quale si trovava durante la manifestazione divina è ancora visibile e secondo la superstizione popolare nonostante ci siano stati dei tentativi di sradicamento, questi non sono mai andati a buon fine.

Da Pietrelcina a Piana Romana è stato creato un sentiero, “il sentiero del Rosario”, che unisce la spiritualità del luogo e l’amore per la natura e la tranquillità. Un pellegrinaggio a Pietrelcina non è solo un momento in cui chi ha fede può trovare giovamento, ma anche chi non è devoto al Santo può visitare un luogo pieno di storia e di bellezze naturali.

Bibliografia

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