Era il 1992 quando Jovanotti, che è del 1966, cantava Ragazzo fortunato. Lui era contento della sua situazione: si sentiva sempre in vacanza, non aveva problemi e aveva realizzato il sogno di amare una bella ragazza.
Io in quell’anno mi ero appena laureato e per questo anche io mi sentivo fortunato, però stavo anche affrontando il mondo del lavoro, il che mi rendeva poco sereno.
Non so se allora invidiassi il suo status, ma ora, dopo oltre trent’anni, credo che molti potrebbero invidiare non me, ma la mia generazione, la Generazione X, per ben altri motivi.
Ho voluto scrivere questo articolo dedicato alla Generazione X, persone nate in Italia dal 1965 al 1980, per fare il punto di quanto questa generazione sia stata veramente fortunata a nascere in un periodo in cui (alcuni) sono stati bambini negli anni Settanta, hanno pieni ricordi degli anni Ottanta e hanno vissuto quelli successivi da protagonisti.
Considerando i decenni attuali e quello che sta succedendo in questi anni, voglio fare un excursus su tutti gli eventi più o meno importanti, alcuni veramente epocali, accaduti negli ultimi cinquant’anni e quindi pienamente vissuti dalla Generazione X.
Di certo non siamo stati testimoni degli eventi storici che hanno cambiato la storia dell’umanità come l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg (1450) oppure della scoperta dell’America da parte di Colombo (1492). Non siamo neanche scesi in piazza per partecipare alla rivoluzione francese del 1789 anche se alcuni, quelli nati negli anni Sessanta, ne hanno rivissuto l’atmosfera negli anni Settanta.
Fortunatamente non abbiamo vissuto la Prima (1914-1918) e la Seconda guerra mondiale (1939-1945) e il penoso periodo del dopoguerra italiano. Ancora prima ci siamo fortunatamente persi il ventennio fascista (1922-1943) e dopo l’uso militare dell’energia atomica per scoppi bellici (6 agosto 1945 su Hiroshima e il 9 agosto 1945 su Nagasaki).
Io credo che, anche se ancora non esistevamo, la nostra fortuna sia iniziata il 2 giugno del 1946 con il Referendum Istituzionale che pose fine alla monarchia e stabilì per l’Italia un futuro come Repubblica che dopo un paio di anni si dotò della sua Costituzione (1948). Questo evento pose le basi per una moderna democrazia e, con la ricostruzione post-bellica, diede vita al miracolo economico della fine degli anni Cinquanta e poi degli anni Sessanta che con molta probabilità creò le condizioni economiche, sociali e familiari che portarono alla nostra nascita con il boom delle nascite, noto come Baby Boom del triennio 1963-1965.
Se queste sono le premesse, vediamo quali sono stati gli incredibili eventi che la Generazione X ha vissuto in tempo reale (per usare un termine che la mia generazione ha dovuto imparare per adeguarsi ai tempi d’oggi) e che le generazioni successive ne hanno potuto avere solo i racconti.
Tra i più incredibili, che però non tutti quelli della Generazione X hanno potuto vivere, c’è stato quello del primo uomo, Neil Armstrong, sulla Luna il 20 luglio 1969 con la missione Apollo 11. Quello fu un evento che allora si è ripetuto per ben sei volte e che da allora ancora oggi nessuno ha potuto rivivere.
Considerando che solo un anno dopo nacque il concetto di internet e dell’interconnessione del World Wide Web e che allora i computer erano agli albori, dire che quella missione ebbe dell’incredibile è dire poco. Fu tanto eccezionale da creare addirittura una curiosa stirpe di negazionisti.
La mia generazione ha anche vissuto l’eccitazione e le speranze legate al crollo del muro di Berlino del 1989, ma anche lo shock dell’attentato alle torri gemelle di New York del 2001.
Quell’anno fu anche l’ultimo che ci fece avere in tasca le lire. Infatti dal 1° gennaio del 2002 l’Italia, assieme ad altri 11 stati dell’Europa, adottò l’Euro con tutto quel che comportò dal punto di vista economico, sociale, matematico e di comportamenti che le generazioni future non hanno potuto vivere.
Certo, mi si potrebbe far notare che anche quelli nati negli anni precedenti al 1965 hanno potuto vivere le stesse esperienze come la generazione dei Baby Boomers (1946-1964) o addirittura quella precedente, la generazione Silenziosa (1928-1945). Se questo è matematicamente vero, ci sono molte cose che allo stato pratico possono essere solo delle opportunità e non delle vere e proprie esperienze. Mi spiego. Avete presente come usano i cellulari quelli nati negli anni Cinquanta? Oppure l’uso che ne riescono a fare di internet se non proprio dell’Intelligenza artificiale o più semplicemente, ad esempio, delle macchine fotografiche digitali? Considerate queste cose e avrete molto chiara l’idea delle differenze generazionali. Tenete conto che traggo queste conclusioni riferendomi alle generazioni e non alle singole persone.
Tornando alla Generazione X e alla sua supposta fortuna, questa non la dovete vedere solo come la possibilità di aver vissuto un certo evento che ha cambiato la vita di molti o l’introduzione di una nuova tecnologia, ma come la possibilità di aver vissuto il prima, il durante e il dopo un certo evento.
Un esempio tra tutti sono le cassette musicali comparse nel 1963. Quelli della mia generazione ne hanno vista la nascita, ne hanno vissuto il loro uso e poi hanno assistito al loro declino fino alla loro scomparsa.
Queste esperienze le hanno potute vivere solo quelli della Generazione X. I Baby Boomers forse neanche lo sanno che le cassette sono scomparse e la Generazione Y detta dei Millennials (1981-1996) oppure quella successiva la Generazione Z (1997-2012) probabilmente molti non sanno neanche cosa siano le mitiche C60 ovvero cassette musicali e in ogni caso non ne sentono la mancanza. Se però io ricordassi la correlazione tra una cassetta musicale e la matita, a quelli della mia generazione verranno gli occhi lucidi, molti di quelli della generazione Baby Boomer mi guarderebbero stupiti, mentre quelli della Generazione Y chiederebbero a Google cosa significa, mentre quelli della Generazione Z consulterebbero ChatGPT o Gemini.
Non sempre c’è stato un prima, un durante e un dopo come nella cassetta musicale, ma gli esempi di esperienze e con loro stili di vita, possibilità e sogni persi sono tanti.
Ora farò una carrellata di cose che ha vissuto in pieno la mia generazione e che quelle successive non potranno più provare le emozioni che provammo noi nel vedercele arrivare per le mani come novità.
Gli esempi sono molti e quindi ho dovuto fare una spietata selezione. Spero con questa lista di far rievocare emozioni passate in quelli della mia generazione e suscitare curiosità in quelli delle generazioni che sono venute dopo. Poiché l’uso della lira l’ho già citato, alle monete aggiungerei i miniassegni introdotti nel 1975 e in vigore per alcuni anni dopo. Alla lista aggiungerei il fax introdotto in Italia negli anni 1980 e utilizzato per una ventina d’anni o poco più per poi scomparire.
Di certo tutti hanno in casa un CD musicale. Questo è arrivato in Italia nel 1983, ma quanti ancora lo ascoltano e quando è stato l’ultimo che avete comprato? Restando nell’ambito musicale vorrei ricordare che nei primi anni ottanta arrivò il walkman, lettore portatile per cassette musicali, che oggi un ventenne probabilmente non saprebbe neanche riconoscere e che per noi fu un oggetto desideratissimo. Negli anni successivi arrivarono altri oggetti sconosciuti alla maggior parte dei giovani d’oggi: nel 1985 i primi lettori CD portatili e nel 1998 il primo lettore MP3 portatile. Alla fine degli anni novanta la musica venne rivoluzionata con l’introduzione delle canzoni riversate in un semplice e piccolo file .mp3 tale da poter essere ascoltato ovunque si volesse con comodità. Detto ciò, se è vero che il formato .mp3 è ancora vivo, è altrettanto vero che oggi la stragrande maggioranza dell’ascolto della musica avviene via cloud.
A quanto pare le cose evolvendosi si smaterializzano.
Un altro esempio di smaterializzazione lo faccio con una domanda. Vi ricordate quando avete leccato l’ultimo francobollo per spedire una cartolina dal vostro luogo di vacanza o per spedire una lettera? A questa aggiungo un’altra domanda: siamo sicuri che le generazioni successive sappiano cosa sia un francobollo oppure una collezione di francobolli?
Io conosco la risposta.
Con un piccolo sforzo potreste anche ricordare quando avete caricato l’ultimo rullino nella vostra macchina fotografica analogica. Probabilmente alcuni ricorderanno anche l’ultima macchinetta fotografica digitale che usava le memory card poi sostituite in tutto e per tutto dal cellulare. La Generazione X è stata l’ultima che ha portato il rullino dal fotografo ed ha atteso ore e ore se non giorni per vedere gli scatti che aveva fatto su carta e probabilmente a quei tempi il verbo “scrollare” non era nel vocabolario.
A proposito di vocabolari e dizionari usati nelle scuole negli anni Settanta, Ottanta e successivi, quanti giorni passavano quelli della mia generazione senza consultarne uno? Pochi e ora invece di certo, chi ne ha ancora uno, è abbandonato in un angolo della vostra casa sotto dita di polvere.
La mia generazione non solo ha vissuto l’era pre-internet e quella pre-motori di ricerca, ma è anche stata testimone dell’introduzione dei telefoni cellulari (fine degli anni Ottanta) e poi ne ha vissuto la loro evoluzione. Dalle valigette che pesavano alcuni chili dotate di cornetta abbiamo vissuto ogni passaggio evolutivo che ci ha portato ad avere in mano i moderni smartphone passando per la traumatica (per molti) scomparsa della tastiera. Detto ciò, mi viene da chiedere se un giovane d’oggi sarebbe in grado di comporre un numero telefonico usando un telefono con il selettore a ruota o se ricorda a memoria più di due numeri di telefono.
Facendo quest’ultima affermazione sono certo che quelli della Generazione X hanno capito a cosa mi riferisco e di certo in mente ancora ricordano molti vecchi numeri di casa di parenti e amici ripetuti in mente chissà quante volte come fosse una litania. Ricordato questo, sono certo che molti giovani hanno chiesto a quelli della Generazione X “Come facevate prima che arrivassero i cellulari?”. Noi la risposta la sappiamo, quelli delle nuove generazioni neanche lo possono immaginare.
La lista di novità che hanno segnato un prima e un dopo del quale noi della Generazione X siamo stati testimoni è ancora lunga. Tra le varie cose ci sono la connessione WiFi, i social media, gli SMS (chi li usa ancora?) per i quali possiamo dire di aver vissuto un “prima”, “durante” e “dopo”. Ora si comunica con la messaggistica istantanea come Whatsapp, Messenger o Telegram. Volendo potrei citare le stampanti che cronologicamente si sono succedute nelle versioni in bianco e nero e solo dopo un po’ a colori nella tecnologia prima ad aghi poi a getto di inchiostro e infine a laser per arrivare alle attuali stampanti 3D arrivate nei primi anni del nuovo secolo. Naturalmente a gestirle, dalla fine degli anni Novanta, abbiamo i PC che iniziarono come Amiga e simili succeduti dal 286, 386, Pentium e via dicendo.
Tutti questi PC agli inizi avevano i loro bei monitor a tubo catodico a fosfori verdi, ve li ricordate? Questi furono sostituiti da quelli a colori per arrivare agli attuali schermi piatti a LED. Parallelamente si sono evolute anche le TV. Da quelle in bianco e nero con un paio di canali, RAI 2 iniziò a trasmettere nel 1961 mentre RAI 3 nel 1979, ora abbiamo gli schermi giganti (per me, normali per le nuove generazioni) AMOLED ad altissima risoluzione per me, alta per le nuove generazioni.
Altri esempi potrebbero essere il GPS introdotto nel 2000 e che da allora ha sostituito le mappe su carta e che adesso ci porta ovunque vogliamo e l’introduzione delle prese USB (1996), a cui seguirono le sue varianti mini e C, che con il loro standard oggi ci permettono di collegare tutto a tutto.
Come abbiamo visto gli ultimi decenni del secolo scorso, noi della Generazione X abbiamo dovuto cambiare tante abitudini e provare tante nuove esperienze ed emozioni per grandi o piccole novità che le generazioni d’oggi adesso padroneggiano come nessun altro.
Noi forse non le padroneggiamo o usiamo al meglio, ma di certo la mia generazione è stata fortunata a poterne vivere il prima possibile e proprio per questo forse sappiamo più di chiunque altro percepirne il potenziale o prevedere una veloce fine per il loro vacuo valore.
Dopo aver riletto il mio articolo, sono ancora più convinto di far parte di una generazione fortunata, ma ora il nostro futuro è nelle mani di altri. Se siamo convinti di aver seminato, allora abbiamo motivo di essere sereni. Io mi reputo un sereno fortunato.















