1943: l’anno della svolta... al culmine della Seconda Guerra Mondiale. Leningrado ha resistito al lungo terribile assedio ed è pronta al contrattacco. A Mosca i tedeschi non riescono ad entrare. A Stalingrado l’Armata Rossa ha sconfitto l’imponente armata nazista del Fielmarechall von Paulus. È il segnale a tutto il mondo che i tedeschi possono essere battuti.

In Italia il 25 luglio vede cadere il fascismo e Mussolini viene arrestato. A settembre il Re fellone Savoia scappa vergognosamente da Roma e si rifugia dagli alleati in Puglia dove, il giorno 8, firmerà la resa senza condizione a Cassibile.

A Londra - ancora segnata dai bombardamenti tedeschi e ignara della pioggia di fuoco dei missili V1 e V2 che di lì a inizio 1944 la colpirà fino alla fine della guerra - a inizio ottobre, l’editore Victor Gollancz Ltd annuncia che è in stampa un libro a firma Cassius: Il processo a Mussolini. Prima ancora che il libro venga inviato nelle librerie, l’editore è costretto a quattro ristampe al fine di sopperire alle preordinazioni. Le prenotazioni delle copie volarono come le colombe a Piazza San Marco a Venezia: ne vennero dunque subito stampate 100.000 copie.

Cassius è lo pseudonimo di Michael Foot, brillante polemista del quotidiano Evening Standard. Il libro di Foot è scritto nella forma di processo verbale di un processo intentato dal Procuratore Generale di sua maestà Giorgio VI contro Mussolini. Si articola su cinque udienze, ma, ovviamente, non è la trascrizione di un processo vero. È dunque un racconto di fantasia? E per quale scopo Cassius inscena e mette su carta, in un libro, un processo immaginario? Egli denuncia il sostegno e la simpatia verso Benito Mussolini da parte di esponenti e governi conservatori britannici.

L’obiettivo di Cassius/Foot, con evidenti simpatie laburiste, è quello di smascherare il sostegno dei governi dei Conservatori britannici a Mussolini, e ciò lo dimostra utilizzando le vere parole pronunciate dagli esponenti via via citati nel finto processo: discorsi alla Camera dei Comuni, alla Camera dei Lord, dichiarazioni e articoli pubblicati sulla stampa locale. Questa è la sua base documentale.

Il sostegno a Mussolini dei vari esponenti dei governi Tories che si sono succeduti dagli anni Venti fino alla dichiarazione di guerra dell’Italia fascista al Regno Unito è autentico e infatti nessuno degli accusati di filofascismo ha contestato la fondatezza e la veridicità delle citazioni riportate da Cassius. Nonostante ciò gliela hanno fatta pagare. Michael Foot, infatti, perse il posto di caporedattore dell’Evening Standard a causa dell’incompatibilità delle accuse denunciate nel libro con il fatto che il proprietario del giornale sul quale scriveva Foot era Lord Beaverbrook, allora ministro del governo di Churchill.

In questo finto “resoconto di un processo” immaginario in cui Mussolini è sotto accusa in un tribunale britannico durante la Seconda Guerra Mondiale, la figura del dittatore viene giudicata per i suoi crimini, così come i molti statisti inglesi, i quali lo hanno sostenuto ed elogiato.

Il Processo a Mussolini inizia con l’arringa dell’accusa, e qui nota evidenziare che il primo discorso dell'accusa è scritto nello stile di una delle arringhe di Cicerone contro Verre. Molto più che non le Catilinarie, poiché l’obiettivo del giornalista non era tanto Mussolini contro il quale tutta la società britannica era in guerra, quanto contro l’aperto sostegno sia ideologico che politico offerto dai governi conservatori personalmente al dittatore italiano e alla sua politica.

L’opera mostra quanto i governanti Conservatori britannici dagli anni ’20 e ’30 non solo non furono fermamente antagonisti del fascismo italiano, ma anzi lo ammirarono o giustificarono; in particolare come valido oppositore al bolscevismo e quindi come partner nelle relazioni internazionali. Specificamente questa critica rientra nella più ampia polemica sul fenomeno dell’appeasement (concessioni a regimi autoritari) che era allora diffusa in Gran Bretagna.

Il finto procuratore di re Giorgio VI elenca tutte le nefandezze compiute da Mussolini e dal fascismo in Italia:

l’imputato (…) si è insediato brutalmente e senza pietà al potere come dittatore fascista dell’Italia, sopprimendo il Parlamento, bastonando gli oppositori… etc; a livello internazionale è co-responsabile della Seconda guerra mondiale, dell’uso di gas proibiti contro gli etiopi”. Specificando che “nel primo anno di regime fascista i registri ufficiali contarono 2.000 casi si assassinii e di aggressioni.

Gli elementi principali:

  • il colpo di Stato e l’uso sistematico della violenza per arrivare al potere;

  • la violazione dei trattati internazionali e della Società delle Nazioni sull’occupazione coloniale dell’Abissinia e la partecipazione determinante nella guerra civile spagnola.

La successiva udienza è tutta della difesa.

Qui le intenzioni dell’autore del processo fittizio si svelano in maniera peraltro teatrale. La “difesa” non nega le accuse, anzi, le utilizza chiamando a testimoniare il gotha dei Tories britannici.

Inizia con le dichiarazioni di Lord Austen Chamberlain (fratellastro del più famoso ministro degli Esteri Neville, quello di Monaco), segretario di Stato agli Esteri dal 1924 al 1929 ed ex cancelliere dello scacchiere:

il signor Mussolini è un uomo meraviglioso (…) debbo dire che (…) sta lavorando per la grandezza della sua nazione.

Del resto, la sua visita a Roma dal 6 al 12 dicembre 1924 era stata programmata per “stabilire relazioni cordiali con il nuovo governo italiano”.

Il testimone Lord Rothermere, proprietario del giornale Daily Mail (all’epoca il giornale più venduto nel Regno Unito), incontrò personalmente il dittatore italiano a Roma; e:

Fui contento di vedere, bene in vita su un tavolo su cui sono posti oggetti personali di maggior valore, una fotografia di Sir Austen Chamberlain, firmata con parole di augurio personale.

Sempre il 28 marzo del 1928, Lord Rothermere scrive che:

Egli è la grande figura del nostro tempo. Mussolini dominerà la storia del ventesimo secolo, come Napoleone dominò quella dell’inizio del diciannovesimo. Sono orgoglioso del fatto che il Daily Mail sia stato il primo giornale in Inghilterra, e nel mondo, fuori dall’Italia, a dare al pubblico un esatto giudizio della solidità della sua opera imperitura.

Non citabile per decenza lo squallido e mellifluo tentativo di Lord Rothermere di scagionare Mussolini per l’assassinio del deputato socialista Matteotti.

Questa passione travolgente per Mussolini, così come quella degli altri testimoni, fa affermare al Lord:

… di comprendere l’immenso significato dell’ascesa di Mussolini al potere. Facendo scivolare l’Italia lontano dall’orlo del bolscevismo, egli aveva salvato la civiltà dell’Europa Occidentale (…) egli è stato un tonico che ha fatto a tutti un bene incalcolabile.

L’elenco dei “testimoni” della difesa è lunghissimo; tutta la classe dirigente governativa dei Tories è messa alla berlina per le dichiarazioni di esagerato sostegno alla dittatura fascista italiana.

Da Alfred Duff Cooper, Visconte di Norwich, segretario di Stato alla guerra e Primo Lord dell’Ammiragliato, passando per molta nobiltà governativa britannica fino a Lord Mottistone, segretario di Stato alla guerra, e grande amico di Winston Churchill, il quale, il 25 ottobre 1935, in merito al sostegno dell’Inghilterra all’aggressione fascista nel Corno d’Africa, affermò di:

voler dissipare la ridicola illusione che fosse una bella cosa simpatizzare con quella sottospecie di cani (rivolto agli Abissini).

Non da ultimo il dichiarato sostegno a Mussolini da parte di Winston Churchill nel corso dell’incontro con la stampa a Roma il 25 ottobre del 1935:

Se fossi stato un italiano, sono sicuro che sarei stato con voi con tutto il mio cuore, dall’inizio alla fine della trionfale lotta contro gli appetiti bestiali e le passioni del leninismo. Voglio tuttavia dire una parola sugli aspetti internazionali del fascismo. All’estero il vostro movimento ha reso un servizio al mondo intero.

Infatti la difesa di Mussolini conclude:

lo stabilirsi della dittatura fascista in Italia fu un avvenimento per cui l’imputato deve essere congratulato piuttosto che condannato. [I testimoni] … non si contentarono di applaudire i risultati ottenuti dall’imputato. Essi lo hanno continuamente aiutato nella sua impresa.

Essendo un processo fittizio, utile solo alla denuncia dell’aiuto che il governo fascista italiano ricevette dalle autorità governative inglesi dalla fondazione del Fascio fino a giugno del 1940, non viene pronunciata nessuna sentenza, di fatto già espressa contro Mussolini dalle puntualissime accuse del “procuratore del Re”.

L’importanza di quell’ipotetico processo parla oltre che al passato all’oggi in quanto le testimonianze dei Conservatori di allora servono a mostrare come anche società democratiche e i loro leader poterono contribuire col loro atteggiamento alla legittimazione di Mussolini e contribuiscono oggi all’affermazione di partiti autoritari e antidemocratici o dichiaratamente fascisti.