Merda d'artista è diventata Merda di Turista. Voglio dire la merda merda… quella già cantata da Benigni nell'intramontabile inno del corpo sciolto.

Purtroppo per i ventenni di oggi gli anni Sessanta del Novecento italiano suonano come totale preistoria, eppure lì c'era ancora la voglia di contestare, di "fare la rivoluzione". Così.

La merda d'artista di Piero Manzoni fu considerato uno schiaffo morale all'Italia perbenista, moralista e bigotta degli anni Sessanta.

Oggi, negli anni venti del 2000 quindi in quello che la mia generazione pensava come futuro, la merda d'artista in scatola è nient'altro che una bagattella.

Ormai il turista-padrone può cacare letteralmente dove vuole. Senza temere d'esser disturbato. Per la cronaca, lo splendido scatto immortalato dall'Iphone, mi arriva da un giro di messaggi whatsapp: erano circa le 11 antimeridiane nella centralissima Via Guido Monaco in quel d'Arezzo. Visto che il suddetto Guido è a tutti gli effetti il padre della musica, da quando ha insegnato al genere umano a scriverla, è probabile che il nostro eroe volesse cimentarsi in una merdosa sinfonia.

Dunque sta solamente assecondando l'ispirazione del momento. Perché il raptus merdistico è come il Natale: quando arriva, arriva.

Per chi fa il mio mestiere, questa emblematica foto racchiude l'essenza di ciò che è diventato il nostro paese. Senza tema di falsa retorica disfattista, ci siamo così tanto ingrifati per il denaro portato dai turisti, che velocemente abbiamo permesso e stiamo permettendo loro di fare quello che vogliono, come e quando vogliono.

Per questo il nostro merdaman è in eccellente compagnia: la signora che defeca mentre sale sulla cupola di Brunelleschi, quell'altra che fa finta di far sesso con il Bacco di Giambologna davanti a ponte Vecchio in Borgo San Jacopo, quell'altro che ha pensato fosse una buona idea scrivere il nome della fidanzata sui mattoni del Colosseo, sorridendo alla camera che lo riprendeva.

Di fronte a questi casi eclatanti, un idiota che defeca dentro le fioriere di via Guido Monaco non fa certo notizia.

E infatti la notizia non è certo questa.

La notizia è che non vogliamo vedere come ci siamo ridotti.

Abbiamo lasciato e stiamo lasciando burocrati e politici a depredare impunemente le casse dello stato, mentre facciamo finta di andare avanti nonostante loro. Siamo tutti cani sciolti che cercano di sopravvivere nella confusione, principale ingrediente affinché burocrati e politici possano continuare a far finta di esistere, finalmente e banalmente rubando.

Così ci siamo riempiti di speculatori che fanno affari col turismo su suolo italiano ma con sede all'estero, senza dunque pagare un centesimo di tasse in Italia. Gli unici imbecilli che continuano a pagare le tasse siamo noi piccoli e medi operatori, troppo stupidi? Troppo onesti? Troppo inconsapevoli? Per piantare la sede della propria attività all'estero.

Così mentre il marketing internazionale continua senza remore a vendere il grande sogno della vacanza in Italia, l'Italia reale oggetto di quel marketing sta sparendo.

Principalmente per due motivi:

  1. La storia dell'arte è morta come disciplina, considerata inutile dai burocrati ministeriali che non aprono libro dal liceo (quando va bene).

  2. Il patrimonio culturale è in mano ai burocrati annidati negli uffici.

E qual è la vita degli uffici? Vogliamo essere onesti, almeno per una volta? La vita negli uffici è pensare alle ferie, alla fine dell'orario di lavoro, al/alla collega con cui fare la prossima scappatella, quando fare la pausa, quando scatterà il prossimo aumento di stipendio.

Vorrei tanto che qualcuno mi smentisse. Ne sarei proprio felice. Magari con un bel video gli archeologi potrebbero dirmi "eccoci qui che lavoriamo nel Colosseo, o sul Palatino, o nell'area dei fori. Stiamo facendo questo…".

Oppure le amministrazioni di Firenze, Roma, Siena, Venezia, Bologna, Milano, Pompei (limitandosi a casi eclatanti) potrebbero dirmi "abbiamo sequestrato questa golf-cart, denunciato quel tale, controllato questi professionisti" come effetti del piano di controllo contro l'esercizio abusivo nelle professioni del turismo. O ancora "abbiamo istituito questo albo nazionale per le guide, gli accompagnatori, gli autisti", o ancora "queste sono le misure contro l'overtourism: non più di 15 persone in un gruppo, tetto massimo di ingressi giornalieri prenotati nei siti con mega affluenza" e soprattutto "educazione del turista".

Un'educazione capillare, che parta dall'agente di viaggio, che inculchi il rispetto per il patrimonio e per gli altri, pubblicizzato in ogni modo e per ogni dove dall'arrivo in Italia sino all'uscita. Ma questo è solo un sogno… un sogno che dorme sepolto in una fioriera, sotto un ricco cumulo di turistica merda vera.