La Galleria Richard Saltoun è lieta di presentare Brigitte Niedermair: Madame Hirsch, una mostra dedicata alla celebre serie fotografica incentrata sulla figura di Renate Hirsch Giacomuzzi, conosciuta come Madame Hirsch.
Attiva tra arte e moda fin dagli anni Novanta, Brigitte Niedermair sviluppa una ricerca fotografica in cui rigore formale e riflessione concettuale si incontrano, dando vita a immagini profondamente radicate nella storia della rappresentazione e, al tempo stesso, sospese nel tempo. Il suo lavoro guarda alla tradizione della pittura classica e ai codici della moda attraverso un metodo lento e analitico, che l’artista riassume nella formula «fare, aspettare e vedere».
Nata a Merano nel 1971, Niedermair si è affermata fin dagli esordi in un ambiente, quello della fotografia di moda, storicamente orientato da uno sguardo prevalentemente maschile. Oggi è riconosciuta tra le fotografe di moda più importanti della sua generazione, anche grazie alla lunga collaborazione con la maison Dior, per la quale ha realizzato alcune delle sue immagini più note.
Realizzata nell’arco di un anno, la serie segue il ritmo della vita di Madame Hirsch attraverso feste, viaggi, appuntamenti mondani, ricorrenze familiari e rituali quotidiani. La successione delle immagini conserva la struttura di un diario, ma la fotografia di Niedermair si sottrae alla logica del semplice reportage: ciò che viene documentato è una realtà già profondamente costruita, nella quale ogni gesto, ogni abito e ogni ambiente partecipano alla definizione della scena. Il quotidiano si trasforma così in una forma di rappresentazione e le immagini, pur nella loro apparente immediatezza, acquistano la sospensione del tableau vivant. È proprio nell’ambiguità tra documento e messinscena che risiede la loro forza: tutto appare reale, e al tempo stesso accuratamente orchestrato.
Niedermair mantiene una certa distanza dal soggetto, includendo nell’inquadratura gli interni, gli oggetti, i fiori, gli arredi e i paesaggi che circondano Madame Hirsch. Questi elementi non costituiscono un semplice sfondo, ma partecipano alla costruzione della sua identità visiva. La casa di Bolzano, con le porcellane, le decorazioni e la ricchezza degli oggetti, diventa un vero teatro della memoria; le ricorrenze — il Natale, la Pasqua, l’inverno a St. Moritz, l’estate in Sardegna — scandiscono invece un tempo fatto di ritorni e rituali.
La fotografia si configura così come il punto d’incontro fra due forme di autorialità: quella di Madame Hirsch, che nel corso della propria vita ha costruito e perfezionato la propria immagine, e quella di Brigitte Niedermair, che traduce questa autorappresentazione in una forma fotografica capace di conservarla e, al tempo stesso, di interrogarla.
Attraverso lo sguardo di Brigitte Niedermair, la figura di Madame Hirsch viene così sottratta alla fugacità dell’apparizione mondana e consegnata alla durata della fotografia: non come rivelazione di un’essenza, ma come testimonianza del lungo e consapevole lavoro attraverso cui una persona può costruire, abitare e infine trasformare la propria immagine in memoria.



![Brigitte Niedermair, 16.20, April, Bozen, Privatdomizil, Osterbaum, darauffolgendes Jahr [16.20, April, Bolzano, private residence, Easter tree, the following year] (dettaglio), 2004-2005. Cortesia di Richard Saltoun Gallery](/attachments/08d59e7f5cc6363f967450644b64db8b2a679faf/store/fill/410/308/087cec895679b32a089d6f173460e5a2ee66ab12fcba0e6a2714d86ab579/Brigitte-Niedermair-16-dot-20-April-Bozen-Privatdomizil-Osterbaum-darauffolgendes-Jahr-16-dot-20.jpg)











