Il titolo della mostra – Smell of the lawn (L'odore del prato)– suggerisce già qualcosa che arriva prima di un’immagine: un odore, un ricordo, la traccia invisibile di un luogo. Nei dipinti di Hiramatsu la realizzazione avviene lentamente. Figure, animali e frammenti di paesaggio sembrano depositarsi sulla superficie a posteriori, come se fossero rimasti in attesa all’interno della pittura. Una figura osserva l’accenno di un papavero in Red flower; un uccello quasi sprofonda nel fondo annebbiato di Life’s stumbles; in At that moment, una figura simile a una strega si staglia ai margini di un paesaggio paludoso. Queste immagini rimangono sospese appena prima di diventare pienamente leggibili, nel momento in cui una storia diventa possibile, ma non è ancora iniziata.
I dipinti di Hiramatsu si sviluppano attraverso un processo paziente e stratificato. L’artista inizia senza un’immagine prestabilita, rivolgendosi innanzitutto alla superficie e al modo in cui l’olio vi si muove. Campiture di colore vengono aggiunte, coperte, corrette e riaperte, finché un motivo non comincia a emergere dal sedimento accumulato della pittura. In questo senso, l’immagine non viene imposta alla superficie, ma trovata attraverso di essa: una figura o un animale appare come il risultato di una negoziazione tra l'intenzionale, l'occidentale e ciò che la pittura stessa consente.
Non esiste un confine netto tra i soggetti di Hiramatsu e l'ambiente che li circonda. Le sue figure sembrano spesso composte della stessa atmosfera che le contiene, come se fossero proiezioni dello spazio circostante, o come se fosse lo spazio stesso ad aver assunto per un istante un volto. Nell’opera che dà il titolo alla mostra, Smell of the lawn, una piccola figura si ripiega in un campo sommesso di marroni e verdi, come se stesse raccogliendo il respiro prima che possa raccontare una sua storia. Qualcosa di muschioso, pungente e umido sembra essere sepolto sotto la superficie, emergendo non tanto come immagine quanto come sensazione. I dipinti non si sviluppano in senso narrativo, quanto piuttosto mantengono le condizioni per una narrazione: una pausa, una postura, uno sguardo, un’atmosfera. La loro malinconia rimane quieta e quasi sottintesa, temperata da momenti di umorismo e goffaggine che impediscono alle immagini di diventare teatrali.
Eppure, il lavoro di Hiramatsu rimane profondamente vicino all’astrazione. Il soggetto è al tempo stesso una presenza e il residuo di una ricerca, mai del tutto separabile dal dipinto che lo ha prodotto. Le sue opere invitano a essere osservate non soltanto come immagini, ma come superfici che hanno risposto, resistendo, deviando e dando lentamente forma a ciò che non era presente all’inizio. La loro forza risiede proprio in questo: ogni figura è al contempo un soggetto e la traccia visibile della pittura in divenire.
















