Il cambio di stagione e il rientro alla routine sono le sfide che l'autunno ci propone: come riprendere con energia? Fare spazio e ordine in casa è un aiuto formidabile per avere maggiore vitalità, sentirsi più leggeri quando le giornate si accorciano e diventano più fresche. Riducendosi le ore di luce, rimaniamo più a lungo in casa; vivere in un ambiente sgombro, pulito e organizzato ci fa sentire bene. L'atto catartico di eliminare il vecchio consente di fare spazio al nuovo ed è fonte di gioia rivitalizzante.
Sì, ma…. cos’è la gioia? Quell’emozione così difficile da provare in quest’epoca, immersi come siamo nelle preoccupazioni derivanti dall’instabilità geopolitica, le guerre e i mille problemi quotidiani?
Talvolta la gioia è fonte del tuo sorriso,
ma talvolta il tuo sorriso
può diventare fonte della tua gioia.(Thich Nhat Hanh)
La gioia, di questi tempi, sembra vacante: sentirsi felici – con tutto quello che capita in questo periodo - sembra quasi un controsenso. È possibile vivere un’esistenza che possa regalarci veri momenti di gioia? È realistico aspirare alla gioia oggi?
Per trovare una risposta a questo quesito, sono andata alla ricerca di evidenze da parte della scienza. Ho scoperto che gli scienziati americani forniscono un messaggio concreto che potrebbe diventare una spinta per muoversi nella direzione giusta.
La connessione con gli altri esseri umani
L'Harvard Study of Adult Development, uno degli studi sulla vita umana più longevi (iniziato nel 1938), rivela che solide relazioni sociali sono il fattore determinante per la felicità, la salute e la longevità nell'arco dell'intera esistenza. Coltivare relazioni profonde e durature nel corso della vita rappresenta non un messaggio utopistico, bensì l’indicazione di una strada da percorrere. Qualità anziché quantità: non è il numero di amici che si hanno a generare benessere, bensì il senso di sicurezza e protezione che si prova nelle relazioni più strette. La connessione con gli altri esseri umani si rivela essere la medicina migliore per avere salute, felicità e longevità.
Un dato che sembra in contrasto con l’esplodere delle relazioni effimere e virtuali sui social, spesso rovinate dalle informazioni false (fake), dalle parole degli haters (gli odiatori), dal “ghosting”, la pessima abitudine di sparire come un fantasma, in silenzio e improvvisamente, quando un chiarimento o un approfondimento diventano il passo successivo in una relazione.
Trovare un antidoto alla superficialità imperante è possibile? Stringere relazioni in cui la libertà dell’altro, il rispetto delle sue scelte si possano coniugare con una comunicazione onesta e, al tempo stesso, profonda è ancora realistico?
Difficile trovare una risposta: tuttavia, gli scienziati sembrano essere concordi sul fatto che i beni materiali, la ricchezza o la fama non generano una gioia duratura. Al contrario, la qualità delle relazioni più strette è il principale fattore predittivo della salute fisica e della gioia emotiva con l'avanzare dell'età. Questi profondi legami sociali attivano il sistema di ricompensa del cervello, proteggendoci dagli effetti dello stress. L'influenza della gioia va ben oltre i nostri percorsi neurali; essa “orchestra una risposta fisiologica olistica che giova all'intero nostro essere”. La risata e le interazioni positive, espressioni comuni della gioia, attivano nel nostro organismo una risposta di rilassamento, riducendo gli ormoni dello stress, potenziando la funzione immunitaria e potenzialmente prolungando la vita.
La solitudine, al contrario, è tossica: lo studio ha evidenziato come l'isolamento sociale non intacca solo la salute mentale, ma accelera il declino fisico e cerebrale. I ricercatori hanno evidenziato che la solitudine cronica può essere dannosa per il corpo quanto il fumo di 15 sigarette al giorno.
Guardandoti dentro puoi scoprire la gioia, ma è soltanto aiutando il prossimo che conoscerai la vera felicità.
(Sergio Bambaren)
Dare il proprio contributo: l’altruismo
Un altro pilastro, evidenziato dalla ricerca, per realizzare la gioia profonda interiore (quella che ti fa sorridere senza motivo), è dare un aiuto agli altri, disinteressatamente. Contribuire a una causa o alla propria comunità o aiutare le persone che hanno bisogno è fonte di appagamento e gioia. Saper ridere delle difficoltà e non prendersi troppo sul serio, mantenendo la giusta prospettiva, sembra essere un atteggiamento corretto per affrontare i profondi cambiamenti che ci aspettano.
La gioia più bella si trova sempre dove uno meno se la aspetta.
(Antoine de Saint-Exupéry)
L’importanza della crescita personale e spirituale
Percorrere un cammino di crescita personale o spirituale, infine, è l’ultimo pilastro individuato per nutrire la gioia interiore e l’appagamento. Coltivare la propria curiosità intellettuale, studiare argomenti che ti interessano, compiere un cammino di crescita spirituale rappresentano fonti di nutrimento interiore che contribuiscono a dare un senso personale di scopo più forte e gratificante che nutre il corpo e l’anima.
Vorrei concludere con le parole della poesia Joy di Clarissa Scott Delany (poetessa, saggista e educatrice dei primi del Novecento) che esprime la naturale e potente energia della gioia quando invade il nostro essere:
La gioia mi scuote come il vento che gonfia una vela, come il vento impetuoso che ride tra i pini robusti. Mi inonda come il sole sugli alberi inzuppati di pioggia, che brillano d’argento e di verde. Mi abbandono alla gioia. Rido. Canto. Troppo a lungo ho camminato su una strada desolata. Per troppo tempo ho vagato, smarrita, in un labirinto.
Ecco il testo della poesia:
Joy di Clarissa Scott Delany (1901 - 1927)
Joy shakes me like the wind that lifts a sail,
Like the roistering wind
That laughs through stalwart pines.
It floods me like the sun
On rain-drenched trees
That flash with silver and green.I abandon myself to joy -
I laugh - I sing.
Too long have I walked a desolate way,
Too long stumbled down a maze
Bewildered.















