Adolescenza: la più delicata delle transizioni.

(Victor Hugo)

In quest’epoca si sente spesso parlare del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, identificato generalmente con la sigla ADHD (acronimo della definizione inglese per Attention Deficit Hyperactivity Disorder). L’ADHD è un disturbo neuropsichico dello sviluppo che colpisce bambini e adolescenti caratterizzato da livelli disfunzionali di disattenzione, iperattività e impulsività. Un fenomeno in crescita e piuttosto diffuso, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, l’incidenza sembrerebbe essere di circa il 4%, non dissimile dalle stime nord-americane e nord-europee. Gli esperti hanno individuato due tipi di ADHD, ovvero di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

L’ADHD primario: una condizione neurologica o genetica presente alla nascita, identificata nel 1957; alcuni esperti sostengono che tale condizione esiste da molto tempo, al punto che personaggi storici come Albert Einstein, Thomas Edison e perfino Leonardo da Vinci potrebbero essere citati come esempi di genialità e, contemporaneamente - a livello puramente teorico - con eventuali tratti di deficit di attenzione e iperattività in quanto soggetti con comportamenti riconducibili a disattenzione, tendenza a sognare a occhi aperti o iperattività creativa.

Esiste un secondo tipo di ADHD, denominato ADHD acquisito, che sembrerebbe essere non innato bensì una reazione a condizioni esterne come trauma cranico, stress cronico, disturbo post-traumatico da stress (DPTS) o altre condizioni mediche. Di recente gli esperti hanno identificato una forma comportamentale di ADHD acquisito, che sembrerebbe essere emergente dopo l'invenzione degli smartphone, nota come ADHD indotto dalla tecnologia, causato dall'uso eccessivo e cronico dei media digitali.

Oltre a uno studio condotto nel 2023 nel Regno Unito, dalla Bournemouth University, un'altra ricerca, più ampia, condotta nel 2025 negli Stati Uniti, dal Karolinska Institute of Sweden e dall'Oregon Health and Science University su 8.300 bambini di età tra 10 e 14 anni avrebbe confermato questa ipotesi. Il Dott. Sajiv Nichani, pediatra consulente presso il Leicester Children's Hospital nel Regno Unito e fondatore nel 2007 dell’ente benefico “Healing Little Hearts”, insignito dell’onorificenza dell’OBE (Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico), da diverso tempo conduce ricerche in questo ambito specifico.

I bambini e le loro vulnerabilità

Il Dr Nichani, seriamente preoccupato dal crescente numero di bambini affidati alle sue cure perché non verbali, o con una postura o una mobilità scorrette, ha iniziato a condurre analisi approfondite sui suoi piccoli pazienti, scoprendo che la causa di queste anomalie nello sviluppo potrebbe essere riconducibile alle molte ore che i bimbi trascorrono davanti agli schermi di smartphone e televisori, che alcuni genitori usano come moderna forma di babysitting. Le problematiche riscontrate in tali pazienti sembrano simili ai percorsi neurali osservati nei bambini con ADHD primario.

Nel suo libro Movement is Medicine (Il movimento è una medicina) il Dott. Nichani spiega:

Quando i bambini trascorrono troppo tempo davanti agli schermi, soprattutto su piattaforme frenetiche e altamente stimolanti come TikTok, Instagram o videogiochi, il loro cervello può predisporsi a cercare stimoli costanti. Questo può portare a problemi di attenzione simili all'ADHD". Inoltre, aggiunge: "Se il centro del linguaggio di un bambino non viene stimolato dal vocabolario di genitori, fratelli, amici e familiari, i percorsi non si sviluppano. Questo può quindi portare all'avvento di bambini con ridotte capacità di linguaggio, i cosiddetti bambini non verbali.

Nel mondo odierno, saturo di schermi, il cervello dei bambini viene plasmato da una costante stimolazione digitale mettendo a repentaglio l'attenzione, l'umore e la salute mentale dei ragazzi. A fronte dei suoi studi e per esperienza diretta, il dr. Nichani afferma che l'attività fisica rafforza il cervello, migliora l'umore, protegge da ansia, depressione, ADHD; l'esercizio fisico e il gioco diventano così una medicina essenziale per le giovani menti e invita i genitori a:

1. Dare il buon esempio

Il processo di recupero inizia dai genitori che devono essere un modello di riferimento per ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo e aumentare le ore passate interagendo attivamente con i propri figli.

2. Incoraggiare l'attività fisica nella vita reale

Il movimento attivo e gioioso che sostituisce la staticità passiva davanti allo schermo migliora l’apprendimento, la resilienza e l'equilibrio emotivo.

3. Idratazione corretta e alimentazione sana a orari stabiliti

Viene consigliato vivamente di ridurre al minimo le bevande zuccherate o gasate, aumentare il consumo di acqua minerale e seguire una dieta equilibrata come la dieta mediterranea, ricca di fibre con frutta, verdura, proteine, legumi, evitando patatine e altro cibo spazzatura.

4. Garantire sonno di buona qualità e ininterrotto

Il dr. Nichani osserva che stabilire orari regolari per i pasti in famiglia, il tempo dedicato al gioco, le storie della buonanotte e altre attività aumenta la probabilità che i figli acquisiscano buone abitudini di riposo che dovrà essere di 9-10 ore di sonno ininterrotto per i piccoli e 7-8 ore per gli adolescenti.

Nel suo libro La generazione ansiosa Jonathan Haidt afferma che esistono dinamiche sociali, tecnologiche e culturali che stanno riscrivendo l’infanzia e il mondo degli adolescenti. La Generazione Z ha vissuto la transizione da un’infanzia basata sul gioco a un’infanzia basata sul telefonino, determinando una sorta di “riconfigurazione” del periodo della crescita che sembra aver aumentato ansia, privazione del sonno, frammentazione dell’attenzione, dipendenza e paura del confronto sociale, influenzando così lo sviluppo dei più giovani.

Sembra venuto il momento di ripensare in modo costruttivo piuttosto che coercitivo alle modalità di utilizzo delle tecnologie, al fine di salvaguardare un corretto sviluppo dei ragazzi e tutelare la loro salute fisica e mentale. Soltanto giovani generazioni sane ed equilibrate potranno garantire uno sviluppo della società che possa creare benessere a tutela del pianeta e di tutte le creature che lo abitano.

Se vuoi che i tuoi figli siano intelligenti,
leggi loro delle fiabe.
Se vuoi che siano più intelligenti, leggi loro più fiabe.

(Albert Einstein)