Una commedia spietata di gioco psicologico, di competitività esasperata, di umiliazioni, alleanze fragili, cinismo e continui tradimenti. Sotto a chi tocca segna il ritorno di Giorgio Pasotti alla regia dopo Io, Arlecchino e Abbi Fede, portando sul grande schermo una pellicola che mescola abilmente la commedia noir e il thriller psicologico.
Il film è tratto dalla celebre opera teatrale Il metodo Grönholm del catalano Jordi Calceran Ferrer. Una satira spietata sulle selezioni nel mondo del lavoro contemporaneo, tra ipocrisie e fragilità, attraverso una critica sferzante spesso ridicolizzante. A Torino, sei professionisti (interpretati da Giorgio Pasotti, Giovanna Mezzogiorno, Rocco Papaleo, Stefano Fresi, Giacomo Giorgio, Linda Messerklinger) si presentano nella sala riunioni di un'ambita e misteriosa multinazionale per ottenere il prestigioso incarico di direttore commerciale. I candidati, trovatisi in una stanza asettica e blindata, scoprono che i selezionatori non sono presenti fisicamente.
Ad attenderli ci sono solo dei telefoni cellulari e un monitor attraverso cui una voce o una fantomatica segretaria impartisce le direttive. Il colloquio non è una procedura consueta, ma un vero e proprio gioco di ruolo a eliminazione. Iniziano colpi di scena e tensioni, soprattutto quando viene fatta la rivelazione inquietante che tra i sei candidati si nasconde un impostore, una “talpa”, ovvero un infiltrato dell'azienda che sta osservando e manipolando le loro reazioni dall'interno. Da quel momento, il clima di collaborazione iniziale si spezza del tutto.
I concorrenti sono costretti a mettere a nudo le proprie insicurezze, i difetti e a calpestare i propri principi morali pur di vincere a tutti i costi. Il gioco corale di questi interpreti regge quasi interamente la tensione del film, trasformando il contesto ambientale, una stanza chiusa soffocante, quasi claustrofobica, in una pesante e frenetica arena di scontro umano e sociale.
Lo spazio confinato, l'assenza di contatti con l'esterno e il controllo invisibile e virtuale dei selezionatori che comunicano con i candidati solo tramite monitor e telefoni rafforzano la dimensione teatrale del film. Anche lo spettatore, esattamente come i partecipanti, si sente intrappolato in un luogo asettico dove le regole cambiano continuamente e non ci sono vie di fuga apparenti. Giorgio Pasotti (qui nella doppia veste di regista e attore), mantiene alta la suspense alternando momenti di forte tensione a un'ironia cinica. Questo avvicendarsi impedisce allo spettatore di rilassarsi, conducendo dritti a un finale a sorpresa che ribalta le prospettive e svela la vera natura del gioco.
Sotto a chi tocca funziona come una metafora crudele e spietata della precarietà contemporanea e della disumanizzazione delle risorse umane. Mette in luce l'individualismo tossico e fino a che punto le persone sono disposte a spingersi, scendendo a compromessi, rinunciando tuttavia alla propria umanità ed etica, pur di vincere la competizione. Tra tutti Fernando Porta (Giorgio Pasotti) è il candidato che appare inizialmente più sicuro di sé, misurato e concentrato sull’obiettivo.
Carlo Vasari (Rocco Papaleo) è il veterano del gruppo, un uomo ironico e disincantato che incarna lo scontro generazionale e la stanchezza di chi conosce fin troppo bene le logiche spietate del lavoro. Enrico Boni (Stefano Fresi) è il personaggio più ansioso e vulnerabile, lo specchio dell'uomo schiacciato dalle pressioni economiche e psicologiche. Giulio Sileri (Giacomo Giorgio) è il più giovane dei candidati, ambizioso, aggressivo e spregiudicato, cresciuto nel mito della performance a tutti i costi. Daniela Coluzzi (Giovanna Mezzogiorno) è una donna forte, lucida e molto determinata, che non ha intenzione di farsi intimidire in un ambiente prevalentemente maschile e ostile. E poi c’è Franca (Linda Messerklinger), una candidata attenta, che tenta e spera di capire chi sta mentendo all’interno del gruppo.
E così il film si sposta sul piano etico. I protagonisti devono far fronte a delle scelte in cui ogni opzione comporta un prezzo morale devastante. Fino a che punto una persona è disposta a umiliarsi, a calpestare la propria dignità o a infierire sugli altri pur di vincere? Perché è costretta a compiere atti eticamente riprovevoli per raggiungere il bene superiore, rischiando di diventare identica al suo avversario? È questa la tensione che nasce: la difficoltà di rimanere autentici, essere sempre più ambiziosi e fare spazio agli istinti più spregiudicati e insensibili.
Sotto a chi tocca è una tortura psicologica, una commedia noir trattata con toni paradossali e surreali che si basa sulla tensione mentale, sui rapporti umani che si sgretolano e sulla pressione emotiva. Il regista vuole infondere nello spettatore un senso di profonda riflessione e un disagio calcolato, usando la commedia fredda sprezzante e il thriller psicologico come specchio della società moderna.
Pasotti vuole fare riflettere su come oggi ci venga imposto di essere sempre perfetti, brillanti, competitivi e impeccabili, spingendo le persone a vivere qualsiasi sconfitta o battuta d'arresto come un fallimento esistenziale catastrofico. E così lo spettatore si chiede: cosa farebbe lui al posto dei protagonisti? Un dilemma senza soluzione pulita. Prodotto da Wonder Film, Wonder Project e Cinefonie, con Rai Cinema, Sotto a chi tocca è distribuito da Adler Entertainment.















