Quando si parla della legittimazione culturale del fumetto nel secondo Novecento, il nome di Hugo Pratt occupa una posizione di assoluto rilievo. Nato a Rimini nel 1927 e formatosi in un cosmopolitismo geografico e culturale compreso tra Venezia, l’Etiopia coloniale e l’Argentina, Pratt non è stato semplicemente un disegnatore di talento o un abile narratore d’avventure: è stato l’autore che ha dimostrato con forza come la narrazione per immagini potesse possedere la stessa densità simbolica, la medesima complessità psicologica e l’ambiguità interpretativa del grande romanzo moderno.
Con la creazione di Corto Maltese e la pubblicazione nel 1967 di Una ballata del mare salato, Pratt ha elevato il fumetto, “le nuvole parlanti”, a spazio di riflessione storica, filosofica ed esoterica, affrancando definitivamente il medium dalla riduzione a mero intrattenimento popolare per ragazzi.
La sua operazione non si è limitata all'introduzione di temi più colti o sofisticati, ma ha investito la struttura profonda del racconto visivo. Pratt ha innestato nel fumetto i meccanismi del romanzo del Novecento: la preminenza dell’atmosfera sull’azione pura, la costruzione di personaggi sfuggenti e moralmente complessi, il ricorso sistematico all’intertestualità, fino alla valorizzazione del silenzio e dell’ellissi (ἔλλειψις, ellissi: omissione di parola sottintesa). Come intuito da intellettuali quali Umberto Eco - tra i primi a cogliere la dignità letteraria dei linguaggi popolari - l'opera prattiana ha superato la distinzione tra arti maggiori e minori, fondando una forma d'arte autonoma e matura che Pratt stesso amava definire "letteratura disegnata".
Per comprendere la portata della rivoluzione prattiana è indispensabile ricostruirne le matrici letterarie. Pratt è stato un lettore onnivoro e vorace: Joseph Conrad e Louis Stevenson (il mare come mito ed esperienza interiore), Herman Melville e Robert Jack London (l’avventura come scelta di libertà), Arthur Rimbaud, Jorge Luis Borges e Ernest Hemingway ( l’instabilità del reale) costituivano la spina dorsale della sua formazione.
A differenza di gran parte della produzione fumettistica della sua epoca, in cui i rinvii colti rischiavano di ridursi a semplici citazioni decorative, in Pratt la letteratura costituisce l'impalcatura strutturale e concettuale della pagina. Nelle sue tavole compaiono sempre i suoi libri preferiti, già dalla Ballata del mare salato. In questo romanzo, a un certo punto, Pandora appare dolcemente appoggiata all’opera omnia di Melville, e Cain legge Coleridge, autore di un’altra ballata: quella “del Vecchio Marinaio”.
Le vicende di Corto Maltese si snodano all'interno di una geografia che è letteraria prima ancora che fisica. Gli arcipelaghi del Pacifico, i deserti afghani, la Venezia segreta, le steppe della Siberia sconvolta dalla guerra civile o i paesaggi nebbiosi dell'Irlanda indipendentista sono spazi geografici reali ma costantemente filtrati attraverso la memoria dei libri e la stratificazione del mito. Il viaggio non si risolve in un mero spostamento topografico, bensì in una traversata delle zone d'ombra della coscienza umana. L'avventura cessa di essere esibizione di forza per farsi strumento di conoscenza, e il protagonista rifiuta il ruolo del conquistatore per assumere quello del testimone.
Questa architettura romanzesca si manifesta in modo nitido fin da Una ballata del mare salato. L'opera, strutturata su un respiro di oltre centocinquanta pagine, presenta una complessità corale tipica della grande narrativa ottocentesca: pluralità di punti di vista, personaggi in costante evoluzione psicologica, intrecci paralleli e una dilatazione dei tempi che impone una lettura lenta e stratificata. Il fumetto abbandona la gabbia della sequenzialità episodica per farsi organismo narrativo complesso.
La transizione del fumetto verso la letteratura trova il suo perno centrale nella rifondazione della figura del protagonista. Corto Maltese rimane una delle figure più enigmatiche, affascinanti e rappresentative della narrativa del XX secolo. Marinaio svincolato da appartenenze nazionali, ironico, colto, disincantato ma tragicamente romantico, Corto sfugge a ogni classificazione rigida. Pratt costella la sua biografia di lacune programmatiche e reticenze: nato a La Valletta da una gitana di Siviglia e da un marinaio britannico della Cornovaglia, il personaggio porta scalfita nella mano la traccia della propria indipendenza, essendosi inciso da solo la linea della fortuna con un rasoio per non dipendere dal destino. Non un monolite, come, per esempio, Tex Willer.
Mentre il fumetto seriale dell'epoca richiedeva personaggi riconoscibili, coerenti e rassicuranti, Pratt sceglie l'ambiguità morale e la fluidità identitaria. Corto Maltese attraversa il primo Novecento mantenendosi equidistante dalle ideologie ma in filigrana sceglie il campo della libertà, dell’uguaglianza, dell’anticolonialismo: affianca rivoluzionari e aristocratici decaduti, frequenta mistici, fuorilegge, ufficiali e spie, senza che nessuna causa riesca però ad ingabbiarlo. La sua identità rimane aperta, imparentata con la dimensione inquieta degli antieroi.
Inoltre, Corto sovverte le dinamiche tradizionali dell'azione drammatica. Frequentemente giunge sul teatro degli eventi quando il conflitto è già iniziato, predilige l'ascolto all'intervento attivo, osserva lo svolgersi della storia umana con una distanza critica temperata da un'intima pietà. La sua supremazia non risiede nell'invincibilità fisica, ma nella capacità di comprendere la complessità del mondo. Sostituendo l'eroe d'azione con la figura del narratore-osservatore, Pratt compie un gesto squisitamente letterario.
Un altro pilastro fondamentale della narrativa prattiana è la manipolazione della materia storica. Le storie di Corto Maltese si collocano in un arco temporale preciso, compreso tra il 1904 e il 1925, un ventennio segnato dal crollo degli imperi coloniali, dal dramma della Prima Guerra Mondiale, dalla Rivoluzione Russa e dalle tensioni geopolitiche che avrebbero plasmato il Novecento. Pratt svolge un lavoro di documentazione rigoroso su divise, imbarcazioni, armi e contesti geografici, ma rifiuta qualunque intento didascalico. La microstoria dei singoli individui si intreccia con i grandi eventi collettivi.
Nei suoi racconti muovono i propri passi figure storiche realmente esistite da Rasputin a Gabriele D’Annunzio, da Enver Pascià a Joseph Stalin, fino a Jack London e al barone von Ungern-Sternberg. Tuttavia, tali personalità convivono con figure d'invenzione in una continua permeabilità tra documento e finzione. La Storia non viene mai presentata come una verità monolitica, bensì come un labirinto di versioni, leggende, memorie incomplete ed echi esoterici.
Parallelamente a questa stratificazione tematica, Pratt elabora una vera e propria poetica della sottrazione. Una delle innovazioni più incisive del suo linguaggio è l'uso sistematico dell’ellissi. Avvenimenti cruciali si svolgono fuori campo; snodi drammatici vengono suggeriti anziché mostrati esplicitamente. Pratt prosciuga il testo verbale: i dialoghi diventano essenziali, sottintesi, allusivi, mentre il silenzio e la pausa assumono un rilievo narrativo pari a quello delle parole. Nelle tavole di Favola di Venezia o di Corte Sconta detta Arcana, i personaggi scambiano battute scarne, lasciando che il significato profondo scaturisca dall'interazione tra l'immagine e ciò che resta non detto. Un’intera pagina di tavole racconta l’intimo e l’insieme.
La metamorfosi del fumetto in letteratura non riguarda, dunque, soltanto il versante della sceneggiatura, ma si attua in primo luogo attraverso il linguaggio figurativo. La traiettoria stilistica di Pratt mostra una progressiva e consapevole evoluzione: dalla stesura uniforme di un tratto su una o più tavole descrittive l'autore approda a una straordinaria sintesi grafica.
Questa maturazione non costituisce un impoverimento del disegno. Pratt elimina ogni dettaglio accessorio, giungendo a una struttura essenziale dominata da contrasti netti tra neri pieni e ampie campiture bianche; lo stesso lo realizza con il colore (Tango, 1985). In questa economia figurativa, il bianco della pagina smette di essere uno sfondo inerte per diventare elemento strutturale della narrazione: rappresenta la luce, la nebbia, il vuoto, il tempo sospeso.
La matita di Hugo Pratt lavora con la stessa precisione e la medesima funzione selettiva della penna di uno scrittore. Ogni segno equivale a una scelta lessicale; ogni ombra funziona come una declinazione sintattica. La tavola prattiana non illustra minuziosamente la realtà, ma la evoca per sintesi. Bastano pochi tratti d'inchiostro per definire la linea dell'oceano, il profilo di un porto coloniale o la desolazione di una steppa innevata o un tango, affidando all'immaginazione del lettore il compito di completare il quadro visivo e concettuale. Con Corte sconta detta Arcana si realizza la semplificazione massima.
Ridurre l'opera di Pratt al solo personaggio di Corto Maltese significherebbe però non cogliere la vastità del suo universo narrativo. Attraverso opere come Gli Scorpioni del deserto, Wheeling, Jesuit Joe, Cato Zulù o L'uomo del Sertão, l'autore ha composto una grandiosa geografia dell'immaginario. Al centro di questo corpus ritornano con insistenza i medesimi nuclei tematici: la frontiera, il tramonto delle civiltà, l'identità nomade, il conflitto tra etica individuale e ragioni di Stato, la condanna della retorica coloniale.
Un ruolo di primaria importanza è svolto dalla dimensione simbolica ed esoterica. Le narrazioni prattiane sono attraversate da continui richiami alla tradizione cabalistica, alla massoneria, all'alchimia, alle filosofie orientali e ai miti delle culture indigene. In Favola di Venezia, opera tra le più alte della sua produzione, la città lagunare si trasforma in un palinsesto di enigmi. Il tempo storico si dilata nel sogno e nella memoria, strutturando un racconto per associazioni visive e colte.
Pratt guarda alla Storia non dal punto di vista dei vincitori o dei centri d'impero, ma predilige gli spazi marginali, le periferie geopolitiche, i vinti e gli irregolari. È nei momenti di transizione e di dissoluzione delle certezze che i suoi personaggi cercano un senso personale alla propria esistenza, affermando la curiosità e il viaggio come uniche forme autentiche di libertà.
L'impatto di Hugo Pratt sul fumetto mondiale è stato profondo e duraturo. Autori di primo piano della scena internazionale - tra cui Milo Manara, Vittorio Giardino, José Muñoz, François Schuiten e Juan Díaz Canales - hanno riconosciuto a più riprese il debito contratto nei confronti della sua opera. Pratt ha spalancato le porte a una nuova considerazione dell'autore di fumetti come artista completo, capace di padroneggiare al tempo stesso il testo e l'immagine.
Senza la frattura epistemologica operata da Una ballata del mare salato, sarebbe difficile immaginare la successiva affermazione del graphic novel come genere letterario accreditato presso la critica e il grande pubblico. Pratt ha preparato il terreno culturale affinché capolavori complessi come Maus di Art Spiegelman, Persepolis di Marjane Satrapi o Blankets di Craig Thompson potessero essere accolti non come eccezioni stravaganti, ma come frutti legittimi di un linguaggio espressivo maturo.
Umberto Eco, nelle introduzioni alle opere di Pratt e in alcuni saggi sulla sua opera, afferma che Hugo Pratt ha trasformato il fumetto in letteratura senza tradire la natura visiva del medium, ma portando la grammatica dell'immagine allo stesso livello di densità e complessità della grande prosa.
Le sue tavole richiedono una lettura contemplativa e stratificata, capace di sostare sui vuoti, sui silenzi e sulle ambiguità del testo. In un'epoca caratterizzata dalla velocità e dalla fruizione rapida delle immagini, la "letteratura disegnata" di Pratt continua a indicare il valore della lentezza, della memoria e della ricerca interiore, confermando l'autore veneziano tra i maestri incontestabili della cultura europea del Novecento le cui opere sono tradotte in una ventina di lingue. Eco, infatti, affermò che:
Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese.















