La Basilica dei Santi Cosma e Damiano è un gioiello incastonato nel cuore dei Fori Imperiali a Roma. Rappresenta uno dei primi e più riusciti esempi di "cristianizzazione" di edifici pagani, unendo la grandiosità dell'architettura romana alla spiritualità bizantina e barocca.
I Santi
La Basilica è dedicata ai Santi Cosma e Damiano, purtroppo delle loro vite possediamo scarse notizie. Erano gemelli nati nel III secolo in Arabia da una famiglia benestante, la madre Teodora educa i figli ad amare Gesù e a seguire il Vangelo, divenuti cristiani, ben presto si dedicano alla cura dei malati dopo aver studiato l'arte medica in Siria. Ma erano medici speciali, spinti da superiore ispirazione, non si facevano infatti pagare per le loro prestazioni, di qui il soprannome di anàrgiri (termine greco che significa “senza denaro”, “senza argento”). Questa attenzione ai malati era anche uno strumento efficacissimo di apostolato che fece ottenere molte conversioni.
La loro missione costò la vita ai due fratelli che vennero martirizzati durante il regno dell'imperatore Diocleziano, probabilmente nel 303, il governatore romano li fece decapitare nella città di Ciro vicina ad Antiochia di Siria dove i martiri vengono sepolti. Possediamo anche un'altra narrazione che invece attesta che furono uccisi a Egea di Cilicia, in Asia Minore, per ordine del governatore Lisia, e poi traslati a Ciro.
Il culto di Cosma e Damiano è attestato fin dal V secolo con certezza, già poco tempo dopo la morte abbiamo la dedicazione di monasteri e chiese a Costantinopoli, in Asia Minore, a Gerusalemme, in Grecia, in Bulgaria. La loro fama giunge rapidamente in Occidente, partendo da Roma, con l’oratorio dedicato loro da papa Simmaco (498-514) e con la Basilica costruita ai Fori Imperiali per volontà di papa Felice IV (526-530).
Il culto dei due santi medici, si diffonde in Europa, in particolare in Germania, Francia e Italia, tanto che nel Rinascimento artisti del calibro di Sandro Botticelli, Beato Angelico e Filippo Lippi ne illustrano la vita La tradizione cattolica stabilì la memoria liturgica il 27 settembre (probabilmente il giorno della dedicazione della chiesa romana, secondo il calendario tradizionale utilizzato tuttora per la Messa Tridentina), tuttavia Paolo VI la spostò al 26 settembre, rendendone il culto facoltativo.
Cosma e Damiano sono oggi patroni di medici, farmacisti, chirurghi, ostetriche, dentisti e barbieri.
La Basilica
Durante il grande incendio del 64 d.C. a Roma, la maggior parte degli edifici pubblici del lato nord del Foro Romano viene distrutta. Negli anni seguenti, dopo la vittoria nella guerra giudaica, l’imperatore Vespasiano decise di costruire in quel luogo il Foro della Pace, un grande complesso con tempio romano, fontane e un’aula rettangolare chiamata Biblioteca Pacis.
All’inizio del IV secolo l’imperatore Massenzio fonda, vicino alla biblioteca, una rotonda con l’ingresso monumentale dal Foro Romano. Questo edificio, salvato ai nostri giorni, è coperto con una delle più grandi cupole di Roma. L’antica porta di bronzo è tra i pochi monumenti di questo tipo in tutto il mondo, e nonostante il tempo passato ha preservato finora la sua funzionalità. Secondo la tradizione la rotonda era chiamata in antichità il Tempio di Romolo per la memoria del figlio di Massenzio morto all’inizio del IV secolo.
Con la caduta dell’Impero Romano sia la biblioteca che la rotonda vengono abbandonate. Nell’anno 526 papa Felice IV (526-530) riceve il permesso dal re Teodorico di disporne decidendo di unire e convertire questi edifici ad uso cristiano. La chiesa dedicata dal papa è diventata il primo luogo del culto cristiano nell’area del Foro Romano. Come segno del cambiamento si è costruito il mosaico absidale, conservato finora in ottime condizioni e considerato uno dei più importanti nella storia dell’arte.
La nuova chiesa è stata dedicata ai Santi Cosma e Damiano, martiri del IV secolo, che venivano dall’Asia Minore. I patroni della Basilica erano fratelli e medici che fornivano in nome di Dio assistenza medica a chiunque ne avesse bisogno. Questa pratica non è piaciuta al governatore della provincia che forzava i fratelli a fare sacrifici agli dei pagani. Cosma e Damiano hanno rifiutato questo e sono stati uccisi nel 303. Le loro reliquie furono poi trasportate a Roma e sono disposte sotto l’altare inferiore della basilica.
La Basilica nel Medioevo
Nel Medioevo la Basilica dei Santi Cosma e Damiano era riconosciuta come uno dei principali centri di assistenza ai poveri e ai pellegrini a Roma. La parte importante della vita spirituale della basilica era devozione mariana, iniziata nei tempi del papa Gregorio Magno (590-604). Secondo la leggenda a lui, mentre passava davanti alla chiesa, si è rivolta la Madre di Dio dicendo: “Gregorio, perché non mi saluti più, come facevi sempre?”. Per questo motivo, l’immagine della Madonna della Salute è stata posta sull’altare maggiore, nel posto d’onore, ed è tuttora adorata con devozione.
La ricostruzione della Basilica nel XVII secolo
Durante il pontificato di Clemente VIII è stato effettuato il lavoro per proteggere e stabilizzare gli edifici. Nella chiesa sono state realizzate sette cappelle: Crocifissione, Madonna, S. Antonio, S. Francesco d’Assisi, S. Barbara, S. Alessandro, S. Rosa. Nel 1626 il papa Urbano VIII ha condotto un'approfondita ricostruzione della basilica. Le mura romane del primo secolo sono state demolite e sostituite. La basilica è stata divisa in due con la costruzione del nuovo pavimento.
Le cappelle e gli altari sono stati spostati o ricostruiti nella nuova chiesa superiore. Allo stesso tempo sono stati fatti i nuovi edifici del monastero ed un cortile con portici. La ricostruzione è stata completata nel 1632. Con l’eccezione di parziale ristrutturazione e ampliamento del monastero negli anni quaranta del XX secolo, la Basilica si presenta oggi nella forma data quasi quattrocento anni fa.
Restauri e diagnostica
Possiamo dividere i restauri nella Basilica in tre grandi fasi o periodi. Il primo e più famoso è il restauro "radicale" voluto da Urbano VIII nel 1632 progettato dall'architetto Luigi Arrigucci. La Basilica originale era soggetta a continue infiltrazioni d'acqua e umidità provenienti dal suolo del Foro Romano, per questo si decise di innalzare il pavimento di ben sette metri. Questo creò la divisione attuale tra la "Chiesa Inferiore" (quella originale) e la "Chiesa Superiore".
L’innalzamento ebbe un effetto negativo sul mosaico del VI secolo, che prima era altissimo sopra l'altare, trovandosi poi improvvisamente ad altezza degli occhi dell’osservatore. Per questo i restauratori dell'epoca dovettero "tagliare" la parte inferiore (il fiume Giordano e le pecore) del mosaico e riadattarla alla nuova altezza del presbiterio.
La seconda fase vede la realizzazione di restauri scientifici nel XX secolo. A partire dagli anni Ottanta e Novanta, l'attenzione si è spostata sulla conservazione chimica e fisica del mosaico e degli affreschi. Ogni restauro moderno non cerca più di integrare le parti mancanti, ma di conservare l'autenticità dei materiali, usando la diagnostica (come la fluorescenza a raggi X) per monitorare ogni singola tessera del mosaico.
Nel 1994, sotto la direzione di Vitaliano Tiberia, è stato completato un restauro fondamentale sui mosaici dell'arco trionfale. Sono state usate tecniche di analisi delle malte per distinguere le tessere originali da quelle barocche e sono stati rimossi strati di polvere e fumo che avevano oscurato i colori per secoli. Durante la pulitura, si è scoperto che ampie zone dell'arco (specialmente le ali degli angeli e i simboli degli Evangelisti) erano state integrate nel XVII secolo non con tessere, ma con pittura a tempera per risparmiare tempo e denaro. I restauratori facendo una scelta etica hanno deciso di mantenere queste "pitture di completamento" barocche perché ormai facevano parte della storia del monumento, limitandosi a consolidarle e pulirle per restituire brillantezza ai colori.
Nel 1988, il celebre Presepe napoletano del XVIII secolo subì un grave furto. È stato restaurato e integrato da Giulio Strauss nel 1994, ripristinando le figure mancanti e consolidando le strutture in sughero e legno. I restauri della fase recente (2020-2025) e la Diagnostica realizzata anche grazie ai fondi del PNRR vedono la Basilica oggetto di cure costanti per la sicurezza sismica e il restauro dei luoghi di culto. Tra queste operazioni troviamo il consolidamento delle fondamenta, nel 2024 sono state utilizzate tecnologie innovative, come le resine della ditta Uretek per iniettare materiale nel terreno di fondazione e stabilizzare il fianco della basilica prospiciente il Foro Romano, soggetto a cedimenti.
Sono appena terminati gli interventi di manutenzione straordinaria sulle coperture e sulle facciate per proteggere la struttura del complesso monumentale dalle intemperie.
Da alcuni anni si effettua una diagnostica approfondita sugli affreschi presenti nei sotterranei e nel Tempio di Romolo, in particolare costanti analisi della pellicola pittorica per combattere le efflorescenze saline (sali bianchi che creano lesioni al colore) causate dall'umidità che risale dai diciassette metri di terra sottostanti.
A causa della sua posizione (appoggiata a monumenti romani e sotto il livello stradale moderno), la Basilica è un paziente costante. Questa poggia su strati di riporto, detriti romani e argille. Con il passare dei secoli, e a causa delle piogge e delle vibrazioni (anche del traffico moderno), il terreno sotto le pesanti mura romane tende a creare dei vuoti. Se c'è un vuoto, il muro "scivola" o si creano lesioni, e questo metterebbe a rischio le opere d’arte e in particolare il preziosissimo mosaico del VI secolo.
Una delle soluzioni adottate è stata l’utilizzo di iniezioni di resine espandenti. Invece di fare scavi distruttivi, si è usata una tecnica chirurgica chiamata tecnologia a iniezione di resine.
Vengono praticati dei micro fori alla base delle mura del diametro di circa 2-3 cm, attraverso questi fori vengono inserite delle cannule che iniettano una speciale resina poliuretanica. Una volta dentro, la resina subisce una reazione chimica e si espande con una forza straordinaria (fino a 10.000 kPa). Essa va a riempire ogni minima apertura nel terreno, compattandolo e creando una base solida come la roccia. Per controllare che tutto vada bene durante l'iniezione vengono posizionati dei sensori laser millimetrici sulle pareti della basilica. Mentre la resina si espande sotto terra, i sensori avvertono se la struttura si solleva anche solo di un decimo di millimetro.
In quel preciso istante, l'iniezione si ferma: significa che il terreno è saturo e la struttura è ora perfettamente sostenuta.
Naturalmente queste operazioni vengono realizzate da ditte specializzate come Uretek, leader in questi interventi sui beni culturali.
Questa tecnica è stata scelta per la basilica dei Santi Cosma e Damiano per alcuni motivi: non è invasiva, non servono ruspe o grandi macchinari dentro la chiesa. È reversibile e sicura, la resina è chimicamente inerte, quindi non danneggia i materiali antichi (marmi e mattoni romani). Blocca l'umidità, oltre a consolidare, la resina crea una sorta di "barriera impermeabile" che aiuta a limitare la risalita dell'umidità verso la Basilica Inferiore.
Grazie agli ultimi interventi e ai fondi per la sicurezza sismica, la Basilica è oggi molto più sicura rispetto ad alcuni decenni fa. Il monitoraggio è ora digitale: ci sono dei sensori permanenti che inviano dati in tempo reale alla Soprintendenza di Stato territoriale e agli esperti per segnalare eventuali micro-movimenti. I restauri hanno interessato l’interno della Basilica superiore e in particolare le opere storiche artistiche presenti nelle Cappelle laterali.
Nelle citate cappelle della Basilica superiore si trovano cicli pittorici che narrano i miracoli e il martirio dei due santi che hanno avuto approfondimenti diagnostici con raggi UV. Prima del restauro, le tele e gli affreschi sono stati sottoposti a lampada di Wood (raggi UV). Questa ha rivelato "pentimenti" (cambiamenti fatti dall'artista durante l'opera) e ha evidenziato dove erano presenti vecchi strati di colla animale che stavano facendo marcire il colore.
Per la Pulitura selettiva è stata utilizzata una tecnica di pulitura a base di solventi gelificati che permette di rimuovere soltanto lo sporco superficiale senza intaccare lo strato pittorico originale del XVII secolo.
Restauro del Crocifisso della Chiesa Inferiore
Questo è forse il restauro pittorico più delicato degli ultimi anni, trattandosi di un affresco frammentario situato nella parte più umida della chiesa. È stata effettuata la Desalinizzazione sull’opera. Per anni il dipinto è stato coperto da "impacchi" di cellulosa e acqua distillata. Questi impacchi servono ad "aspirare" i sali minerali dal muro, se i sali rimanessero dentro, gonfiandosi con l'umidità, farebbero esplodere il colore. L’operazione successiva ha visto l’Integrazione a tratteggio. Le lacune del dipinto (le parti dove il colore era caduto) non sono state riempite con colori piatti, ma con una tecnica a piccoli tratti colorati ideata negli anni Sessanta da Cesare Brandi. Da lontano l'occhio ricostruisce l'immagine, ma da vicino si comprende chiaramente cosa è originale e cosa è di restauro.
Una curiosità diagnostica. Per analizzare i dipinti e gli affreschi più alti della Basilica, dove sarebbe dispendioso realizzare ponteggi, i restauratori hanno usano dei droni dotati di camere termiche. Questi strumenti leggono il calore dei muri: se una zona è più fredda, significa che dietro c'è un vuoto o un distacco, permettendo di intervenire prima che il dipinto crolli.
Diagnostica e Restauri realizzati dall’Istituto Restauro Roma
L’Istituto Restauro Roma è una prestigiosa Facoltà che rilascia lauree in “Conservazione e Restauro dei Beni Culturali” abilitando alla professione di “Restauratore dei Beni culturali”.
Punto di forza e peculiarità dell’attività formativa dell’IRR sono i cantieri esterni che completando le attività d’aula garantiscono l’ideale collegamento tra concrete competenze, conoscenze ed esperienze. Le pratiche attività si svolgono nei laboratori esterni allestiti in strutture religiose o laiche, cioè chiese, monasteri, palazzi, castelli, ville, su opere storico artistiche vincolate dalle competenti Soprintendenze territoriali che verificano costantemente e attentamente il livello scientifico e qualitativo di ogni intervento di restauro.
Tra le innumerevoli operazioni conservative effettuate negli anni dall’Istituto Restauro Roma, troviamo nel settore dei dipinti su tela e tavola e in quello lapideo e degli affreschi, la Basilica dei Santi Cosma e Damiano.
Si precisa che gli allievi hanno e stanno operando sotto la guida di docenti-restauratori, la professoressa Claudia Pagliarulo, docente di Discipline tecniche del restauro, e la professoressa Loredana Carradoni, docente di Chimica dei Beni Culturali e Diagnostica.
Gli allievi dell’Istituto Restauro Roma in questo momento stanno operando su una grande Pala d’altare raffigurante una Madonna in trono con Bambino e i Santi Cosma e Damiano (olio su tela, cm 246 x 181, XIX secolo) e su un dipinto raffigurante Santa Margherita da Cortona (XVII secolo).
Prima dell’intervento hanno effettuato uno studio storico artistico delle opere e un’approfondita diagnostica, come la Fotografia in Luce Radente e Trasmessa, la Riflettografia Infrarossa, la Luce Ultravioletta (Fluorescenza UV - Luce di Wood), la documentazione digitale delle prove di pulitura.















