Spesso si sente dire: tutto è politica. Ed è la pura verità. Però, possiamo anche dire che tutte le scelte politiche sono decisioni economiche. Un ragionamento che ci porta ad affermare senza dubbio che la politica e l’economia sono la stessa cosa.
In fondo è l’economia che muove il mondo, senza gli scambi commerciali (un tempo baratto) nulla sarebbe possibile, nel bene e nel male. Il progresso, però, sembra averci portato sull’orlo di un baratro; sì, perché in ogni cosa c’è e deve esserci misura.
Quando i media parlano di vincolo di bilancio, Pil, soglia di povertà e ricchezza, si riferiscono a tutto ciò che nel gergo economico corrisponde a indici o indicatori. Questi ultimi sono utili per analizzare, per valutare, ci dicono se un’economia sta crescendo, se siamo più poveri, addirittura se siamo felici. Misurano il benessere, la civiltà, la dignità (salario dignitoso), la sanità che salva vite, la giustizia uguale per tutti, la libertà di espressione e i livelli di uguaglianza.
Il vincolo di bilancio non è solo un concetto “macro”, ma rappresenta, ad esempio, anche la quantità di beni e servizi che mi posso permettere, in base al mio reddito e ovviamente ai prezzi.
Cosa è accaduto nel corso dei secoli? Proviamo ad immaginare la prima forma di scambio commerciale, il baratto. Io posseggo alimenti, tu possiedi abiti. A questo punto i due beni si possono semplicemente scambiare affinché i bisogni di tutti siano soddisfatti. Tu hai già un po’ di vestiti, li scambierai con un po’ di cibo e viceversa.
A prova di quanto l’economia sia fondamentale nelle nostre vite, basti pensare al pensiero e alla filosofia che vi sono dietro. Gli studi e le ricerche sono iniziati fin dalla notte dei tempi, se pensiamo a Marx, alle teorie di Keynes e a centinaia di esperti e studiosi, che hanno messo a punto grafici, formule matematiche per dimostrare le loro tesi sul mercato del lavoro, su quello dei beni. Sono poi arrivate le teorie relative alle borse e ai titoli, alla finanza, alla quantità della moneta in circolazione, ai tassi di interesse, alla legge della domanda e dell’offerta.
Oggi è evidente l’esistenza di una soglia di povertà intollerabile per una società civile; dall’altro lato, gli extra profitti, la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi.
Karl Marx quando parlava di plusvalore si riferiva al fatto che un operaio produce un valore di mercato superiore a quanto riceve in termini di salario (sfruttamento). Nascono così i profitti. Se dovessimo spiegare il concetto a un bambino, potremmo usare tranquillamente un linguaggio da bar: Alcuni lavorano, altri traggono profitto.
Le diseguaglianze economiche oggi sono un pericolo per tante ragioni. Elon Musk è diventato il primo trilionario al mondo. Una cifra così, non saprei nemmeno scriverla, avrei difficoltà persino a contare gli zeri (dovrebbero essere a occhio e croce 12).
L’eccesso di ricchezza è un male. La nuova fase economica e culturale che stiamo vivendo è un pericolo per l’umanità. Innanzitutto, dal punto di vista umano, la ricchezza è nociva per gli stessi ricchi. Se osserviamo attentamente le loro vite, ci accorgiamo subito di tante anomalie e disfunzioni: potere, insoddisfazione, arroganza, Super Ego e autocelebrazione, convinzione di poter comprare tutto, di decidere anche per gli altri.
La concentrazione di ricchezza contrasta con il concetto di equità. Il sistema fiscale dei paesi è concepito in modo tale che i ricchi paghino meno tasse dei più poveri. Le ragioni di tale divario risiedono proprio in anomalie del sistema. Infatti, basti pensare a come sia facile spostare produzioni e capitali in paradisi fiscali, per eludere il fisco e ridurre i costi (soprattutto il costo del lavoro). La legge in termini fiscali non è uguale per tutti, e presenta molte lacune che i ricchi riescono a sfruttare a danno dei più poveri, dell’Economia e dell’ambiente, favorendo guerre, carestie e malessere per i più deboli.
Per molti anni, le disuguaglianze economiche sono state coperte, con false ideologie, che si basavano sul fatto che bisognava far crescere le aziende e gli imprenditori, perché solo così le condizioni di tutti sarebbero migliorate. Il tempo ha dimostrato il contrario.
Oggi, i Tg non parlano che di fondi e miliardi per le armi, per missili e bombe. A dispetto della tutela dell’ambiente, i ricchi sprecano, sperperano il denaro nel lusso, buttano via e inquinano. Come non pensare a quei paesi dove ancora oggi c’è la fame? Questa è ingiustizia.
La ricchezza, quella a 10 e 12 zeri, è concentrata nelle mani di pochi. Quanti problemi si potrebbero risolvere solo con una distribuzione più equa della ricchezza?
Politica – economia, il binomio richiama, dunque problemi legati alla sanità (c’è bisogno di risorse), quindi parliamo di malattie, solitudine, preoccupazioni, salute mentale. I ricchi non spenderanno mai tutto il patrimonio accumulato, non farebbero mai in tempo. Invece, con una redistribuzione più equa delle ricchezze, continuerebbero ad avere vite agiate. In compenso, milioni di persone nel mondo vivrebbero meglio.
Il problema più grande della concentrazione di ricchezza è la minaccia alle democrazie. Abbiamo visto come Elon Musk abbia finanziato la campagna di Donald Trump (con una donazione di 290 milioni di dollari), inoltre, cerca di influenzare le politiche dell’Europa.
I profitti sono diventati la priorità soprattutto per l’industria delle armi e per le industrie farmaceutiche. Non si pensa alla salute e alla vita delle persone, ma solo al profitto a qualunque costo.
I costi dell’arricchimento di pochi vengono pagati da molti. Paghiamo, ad esempio in termini di ambiente pulito, di cibo sano, inquinamento, guerre, malattie, fame, povertà, isolamento, salute mentale.
Elon Musk durante la presidenza Trump ha creato e guidato inizialmente il "Dipartimento per l'efficienza governativa" (Doge), per ridurre la spesa pubblica (non la sua spesa ma togliendo risorse essenziali). Inoltre, ha smantellato l’USAID, agenzia che finanziava diversi programmi umanitari. Il risultato stimato dagli esperti di tutta l’operazione è la perdita di oltre 14 milioni di vite entro il 2030 (4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni). Ecco come sono i ricchi: tagliano fondi agli altri e mai a sé stessi, tanto gli altri possono vivere senza servizi necessari, la necessità dei ricchi invece è il lusso e non vi rinunciano per nessuna ragione.
Il potere economico si traduce in potere politico e viceversa. L’era attuale è quella dei social, piattaforme che riescono a influenzare il pensiero con una combinazione diabolica di algoritmi e tecniche sempre più sofisticate.
In particolare, Elon Musk, grazie a X di cui è proprietario, riesce a diffondere pensieri razzisti e violenti, spingendo verso l’estrema destra. In Germania, infatti, ha sostenuto AfD e ha cercato di mettere il becco anche nella politica italiana.
Come sarà il futuro, se non cambia il vento? Si andrà sempre di più verso Politica-Economia e potere. I governi proteggeranno sempre di più i privilegi dei ricchi, la democrazia diventerà una parola svuotata di significato.
È chiaro che il sistema politico ed economico attuale sia malato e profondamente ingiusto. Il plusvalore di cui parlava Marx è diventato extraprofitto perenne e crea continuamente guerre, conflitti, fame e profonde diseguaglianze.
Dopo Karl Marx, autore de Il Capitale e di altre teorie storiche, John Maynard Keynes più tardi (1883-1946) affermerà che il ruolo dello Stato nell’Economia è fondamentale. Artefice del moltiplicatore Keynesiano, l’economista inglese sosteneva che il governo doveva intervenire in Economia aumentando la spesa pubblica e tagliando le tasse. In questo modo, si produce un effetto domino (più investimenti, scuole, opere pubbliche, più lavoro, più consumi ecc.), tanto che la spesa iniziale sarebbe stata inferiore al rendimento.
Abbiamo sperimentato attraverso gli anni che non bastano le teorie economiche (quelle di Marx, Keynes e di altri hanno fatto scuola e continuano ad essere adottate ancora oggi dai governi). Che tempo strano è quello di oggi. Persino gli economisti del passato avevano più lume della ragione e più cuore; formulavano tesi e concetti, pensando al benessere dei popoli, consapevoli del vero compito della Politica e dell’Economia. Un ritorno al passato non sarebbe un male, e perché no, un passaggio a nuovi binomi: Economia e Benessere, Pace e Prosperità, Consapevolezza e felicità, Politica e Bene comune.
Note
Economia Circolare e sostenibilità: le sfide per l’ambiente.















