Una sera mentre scrollavo il telefono mi sono imbattuta in una pubblicità “Vieni a scoprire Peccioli, dove Impresa, arte e comunità diventano sistema”. Non era la prima volta che sentivo parlare di questo paesino, ma ho deciso che sarebbe stata l'ultima volta in cui dicevo “vorrei andarci un giorno” e così, la domenica successiva sono andata a scoprire Peccioli!
Qualcuno si starà chiedendo ma dov'è esattamente Peccioli? È un comune di poco meno di 5000 abitanti della Valdera, sviluppatosi lungo la direttrice che da Volterra porta a Pisa.
Se aprite il sito internet del Comune, vi appare subito uno slogan programmatico “L'abbiamo sognato. L'abbiamo realizzato. Ora parlano i numeri”. E i numeri sono impressionanti:
200 mila turisti ogni anno da tutto il mondo;
70 opere di arte contemporanea in un museo diffuso;
15 milioni di kWh/anno di energia elettrica prodotta;
235 milioni di euro ricavati dalla discarica dal 1997 ad oggi;
411 927 tonnellate di rifiuti/anno smaltiti.
Ma come è possibile questa storia? Ora la raccontiamo.
C'era una volta una discarica di rifiuti nella frazione di Legoli in cui ogni giorno arrivavano camion e camion di spazzatura. La situazione non era facile, c'erano complessità ecologiche da gestire, ma invece di guardare alla discarica come a una sola minaccia per il territorio, il Comune di Peccioli, con l'apporto fondamentale e visionario del più volte sindaco Renzo Macelloni, decise di provare a trasformarla in un'opportunità, in un motore di rilancio. Nasce così, il 21 aprile 1997, la società per azioni Belvedere S.p.A. È il punto di svolta per questo paesino immerso nei bei panorami pisani. Questa, infatti, è una società pubblico-privata: il Comune detiene la quota di maggioranza (circa il 70%) e le restanti quote azionarie sono possedute da 900 cittadini per lo più del comune stesso. Secondo alcune fonti, l'impianto è capace di far entrare fino a 50 milioni di euro all'anno nelle casse comunali che l'Amministrazione reinveste nel territorio sotto forma di servizi e infrastrutture per i cittadini.
Negli anni sono state realizzate strutture educative, centri polivalenti, musei, una mediateca, un'Accademia musicale, una centrale fotovoltaica e pale eoliche per l'energia pulita e numerosi progetti solidali. Non dimentichiamo, infine, che gli abitanti godono, inoltre, degli utili che percepisco come privati azionisti.
Oltre a occuparsi del Triangolo Verde (così viene chiamata la zona della discarica) investendo in tecnologie sempre più avanzate avvalendosi anche della collaborazione con il CERN e con l'Università Sant'Anna di Pisa, la società Belvedere S.p.A. dà vita, con il Comune, alla fondazione Peccioliper. La convinzione alla base è immettere più cultura nell'economia per accrescerne la potenzialità di crescita, offrendo arte visitabile tutto l'anno ma anche spettacoli con artisti nazionali e internazionali pronti a esibirsi, non solo nelle piazze e nelle vie, ma anche nei due anfiteatri all'aperto del Comune (uno è inaspettatamente all'interno del sito di smaltimento rifiuti!). Il risultato è un paese vibrante per chi lo abita e catalizzatore di turisti. Fra quei turisti, ci sono anch'io e ora vi racconto quello che ho visto a Peccioli.
Ho lasciato l'auto nel parcheggio multipiano interrato. Il Paese si visita comodamente a piedi; non vi avventurate nelle sue strette stradine in auto. Ho deciso di seguire il “percorso commentato” ideato dalla stessa associazione Peccioliper (troverete facilmente la mappa all'Ufficio di informazione e Accoglienza turistica presso il Palazzo del Pretorio). La proposta è davvero interessante perché ti fa coscientemente perdere nelle viuzze del Paese, conducendoti fra monumenti, chiese, piccoli musei, palazzi storici e opere d'arte contemporanea diffuse. Neanche a dirlo, è tutto gratuito.
Non aspettatevi chiese e monumenti memorabili, non li troverete. Guardateli come testimonianze del tempo e cercate di cogliere le piccole particolarità. La romanica Pieve di San Verano, ad esempio, pare abbia incastonato fra le mura esterne una lapide raffigurante il volto di Matilde di Canossa. Il gioco è scovarla. Per quanto riguarda i monumenti, sicuramente merita salire alla Castellaccia: è il punto più alto del centro urbano e un tempo ospitava la rocca del castello medievale. La scalinata è ripida, ma alla fine avrete un'interessante vista sui tetti di Peccioli. Per quanto riguarda i musei, vi spoilero che non siete al cospetto delle collezioni degli Uffizi. Però devo ammettere che l'allestimento del Museo Archeologico mi ha stupito.
Fra i palazzi merita sicuramente una visita il palazzo appartenuto prima alla famiglia degli Almeni di Firenze e poi a quella dei Dufour Berte. È stato recentemente restaurato dall'archistar Mario Cucinella e ha preso il nome di Palazzo Senza Tempo. Viene usato per mostre temporanee, ma il suo vero valore aggiunto è la piazza sospesa che si affaccia sulla campagna, diventata ormai un simbolo del borgo. Il Palazzo ha un bar: prendetevi il tempo per un caffè o un aperitivo sulla terrazza esterna.
Indubbiamente a farla da padrona sono le opere d'arte contemporanea, ovvero il MACCA (Museo d'Arte Contemporanea a Cielo Aperto). La collezione conta più di settanta opere, in costante incremento, di artisti provenienti da tutto il mondo che intervengono sul tessuto edilizio e lo reinterpretano con la loro visione.
Il museo è diffuso e, mentre cerchi e scovi le opere, conosci inevitabilmente Peccioli e le sue frazioni. L'unica regola che sottende al museo è che non c'è un luogo giusto o sbagliato per l'arte. Tradotto: le opere si possono trovare nel parcheggio multipiano e, perché no, nell'impianto di smaltimento e trattamento rifiuti.
La mia personale top five di opere: Presenze di Naturaliter, giganti figure umane che emergono dalla terra; Lo sguardo di Peccioli di Vittorio Corsini, una parete costellata di fotografie di occhi; Endless Sunset di Patrick Tuttofuoco, una passerella avvolta da un nastro colorato in acciaio; Passaggio Specchiante di Celo1studio, pannelli specchianti che svelano forme e disegni percepibili solo da particolari angolazioni; Via di Mezzo di David Tremlett, in cui l'artista ridipinge le facciate di una via della frazione Ghizzano. Non è stato facile sceglierle, devo ammetterlo. Il mio consiglio è di andarci e giudicare di persona.
Per concludere, devo dire che a piacermi è stato il Sistema Peccioli, come spesso viene definito. Ho capito perché il Touring Club Italiano ha insignito questo comune della Bandiera Arancione, è davvero un'eccellenza dell'entroterra attenta al turismo e all'ambiente, capace di far scoprire e valorizzare il territorio e non posso che concordare con questa decisione.















