Il Premio Strega è uno dei premi letterari più famosi. Forse il più famoso di tutti! È stato istituito a Roma nel 1947 da Maria Bellonci, scrittrice, traduttrice e biografa italiana, e da Guido Alberti, attore italiano. Il nome è stato preso dal famoso liquore beneventano.

Lo Strega è un liquore a base di erbe e spezie, se ne utilizzano ben settanta, e viene prodotto a Benevento dal 1859. Questo liquore è conosciuto in tutto il mondo ed è una delle eccellenze del territorio sannita. Attorno ad esso girano molte leggende. Una di queste è quella secondo la quale un sorso di questo infuso possa legare due innamorati per tutta la vita.

Ma la leggenda più antica, a cui deve il suo nome, è quella che risale al VII secolo: le streghe prima di volare e dire la formula magica “Unguento, unguento, portami al Noce di Benevento. Supra acqua et supra vento, et supre ad omne malo tempo” bevevano un infuso a base di erbe.

Questa leggenda intreccia immaginazione e verità storiche che risalgono ai riti che i longobardi svolgevano prima di una battaglia importante, ma dai cittadini venivano considerati riti satanici. I riti con il tempo presero il nome di sabba e con essa si intende la notte durante la quale si riunivano streghe e stregoni per invocare il demonio. Secondo la leggenda le streghe si riunivano sotto il Noce di Benevento, del quale ancora oggi non si sa la reale collocazione, e invocavano il demonio che si manifestava sotto forma di cane o di caprone. Le streghe cospargevano il loro corpo con unguenti e si lanciavano in danze sfrenate e lussuriose.

È questa la leggenda che ha ispirato la famiglia Alberti per la creazione della sua bevanda magica, In realtà la ricetta viene dai frati benedettini che ne conservavano una ricetta segreta data alla famiglia Alberti e che nel 1859 apre un negozio di speziale e cioccolateria. La ricetta però viene leggermente modificata e viene aggiunto lo zafferano che gli dona il tipico colore che lo rende riconoscibile anche solo alla vista. La ricetta viene tramandata di generazione in generazione e ancora oggi non è stata svelata nella sua interezza. Sappiamo che lo Strega è un prodotto naturale per il quale vengono impiegate settanta erbe non solo provenienti dal territorio e a queste erbe venne aggiunto lo zafferano.

Guido Alberi insieme a Maria Bellonci istituirono il “premio Strega” pensando ad un evento inedito mai immaginato fino a quel momento. Erano gli anni del dopoguerra durante i quali l’Italia intera pensava alla rinascita culturale della Nazione esausta dalla dittatura fascista. Il nome si ispirò al liquore prodotto dalla famiglia Alberti. La prima edizione venne vinta da Ennio Flajano con Tempo di uccidere ma tra i vincitori ci sono nomi importanti per la letteratura italiana, come ad esempio Umberto Eco che vinse nel 1981 con il famoso romanzo Il nome della rosa. L’opera, pubblicata nel 1980, è un giallo considerato importante per la letteratura italiana.

Il premio Strega è indice dei gusti culturali dell’ambiente e dei cambiamenti delle mode letterarie degli italiani. Infatti, i libri vincitori hanno la caratteristica di raccontare sia le tradizioni che i cambiamenti che si sono susseguiti negli anni. Tra i nomi, oltre ad Umberto Eco, ci sono nomi di spicco della letteratura non solo del mondo maschile ma anche di quello femminile. Le donne che hanno vinto il premio sono tredici e la prima è stata Elsa Morante nel 1957 e l’ultima Donatella di Pietrantonio nel 2024. Questo per sottolineare che anche in tempi non recenti il premio veniva dato ai meritevoli indipendentemente dal sesso.

I libri che partecipano al concorso letterario non possono candidare il libro in modo autonomo ma possono farlo attraverso gli “Amici della Domenica”. Questa è la storica giuria composta da 400 personalità che fanno parte della cultura mondiale, tra cui i vincitori delle passate edizioni. La giuria si riunisce di domenica, ed è proprio da queste riunioni che deriva il nome. Dopo la candidatura sarà l’autore del libro ad acconsentire alla partecipazione firmando una lettera di accettazione. Ogni membro della giuria può candidare un’opera ma il numero di partecipanti può arrivare a dodici.

L’articolo 3 del regolamento recita che “nell’organizzazione della parte letteraria del premio, il Comitato di gestione si avvale della collaborazione di almeno tre scrittori vincitori del Premio Strega e di almeno quattro Amici della domenica, nominati per cooptazione dallo stesso Comitato. Il loro incarico dura tre anni e può essere rinnovato. Il Comitato direttivo del premio risulta dunque formato dai componenti del Comitato di gestione unitamente ai vincitori del Premio Strega e agli Amici della domenica prescelti.”Da questa giuria sono esclusi i dipendenti delle case editrici che non possono nemmeno partecipare alla competizione per non creare conflitti di interessi.

L’assegnazione del premio avviene con una cerimonia trasmessa anche sui canali RAI e viene fatta il primo giovedì di luglio nel Ninfeo del Museo Etrusco di Villa Giulia. È un appuntamento importantissimo e attesissimo che riporta la cultura al centro della scena mediatica e che si pone l’obiettivo di far conoscere talenti in tutto il mondo.

Nel 2014 nasce il “Premio Strega Europeo” e una sezione dedicata ai giovani ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado con candidati sia italiani che esteri e dal 2016 la sezione ragazzi si è estesa per arrivare a giovani talenti con età che comprende tre categorie sei più, otto più e infine undici più. Ma non ci si è fermati qui anche nel 2025, c’è stato l’inserimento di una nuova categoria dopo la Poesia del 2023, sono arrivati alla saggistica. Questo è un modo per avvicinare tutti alla lettura e alla cultura non solo italiana ma del mondo.

L’azienda Strega oggi è arrivata ad essere guidata dalla sesta generazione di Alberti e conta un paio di centinaia di dipendenti e per fortuna ha mantenuto la sua localizzazione storica. Si trova verso la stazione di Benevento nell’antica fabbrica in cui tutto iniziò. Spesso si vede l’inconfondibile bottiglia in scene di film famosi come, ad esempio, nel Padrino dove viene utilizzata come simbolo di Italianità nel mondo. Le scene in considerazione sono anche quelle di film italiani come la Grande bellezza (2013), Made - Due imbroglioni a New York (2001), Ieri, oggi e domani (1963), questo dimostra che lo Strega è utilizzato per scene che richiedono una caratterizzazione di particolari personaggi e fa parte di ciò che il mondo conosce dell’Italia.