Un libro di poesie, un disco di canzoni. Dalle prigioni che ognuno ha
alla liberazione del proprio sguardo
L’eleganza della parola di un poeta e cantautore.Chi aderisce al flusso della vita oltre ogni stagnazione accoglie la “Terra vergine” da esplorare dentro e fuori di sé.
(A. Serra)
Si intitola Terra Vergine il primo disco di inediti del poeta, filosofo e cantautore Alessandro Serra. Disco che corre parallelo al libro di poesie edito da Abrabooks dal titolo Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese. 100 poesie e 10 tappe di unico viaggio della coscienza. Un libro di poesie, un disco di canzoni.
In un mondo come quello contemporaneo, che ci costringe a fruire delle cose in modo veloce e superficiale questo progetto è pensato per chi vuole rallentare e vuole ritornare sulle cose e farlo da più punti di vista e canali.
Il titolo “Terra vergine” evoca uno spazio di apertura e riconfigurazione costante: ognuno di noi ha una comfort zone, una terra battuta e conosciuta con cui ci identifichiamo facilmente, ma al contempo l’incontro con l’inatteso ci suggerisce un’altra parte di noi sempre nuova ed esordiente come costante possibilità di ritornare terreno fertile. Riconfigurare, nuove prospettive, altri punti di vista con cui guardare se stessi e la vita che ci circonda. Ecco cos’è e cosa vuol essere Terra vergine.
A voi una raccolta di poesie pensata in sinergia con l’omonimo album di brani inediti. Ogni canzone ha il titolo di uno dei dieci capitoli di questo libro, ogni canzone è una tappa del viaggio. Ognuna di queste custodisce dieci poesie. Nello scorrere le pagine e la lettura, ritroveremo i titoli dei brani come indizi sparsi, punti cardinali per orientarci dentro un percorso spirituale: le parole come caleidoscopi che, cucite assieme, ci regalano quella visione d’insieme diversa, prospettive diverse…
Alessandro Serra: Terra Vergine, track by track
1. Terra vergine
Ho iniziato a scrivere questo brano in una stazione ferroviaria: stavo lasciando la nativa Campania per andare a lavorare in un’altra regione (come tanti prof precari). C’era l’entusiasmo del nuovo e la nostalgia di lasciare la terra di origine. “Terra vergine” è un po' tutte e due le cose e non è un paradosso: soltanto amando le tue radici con tutte le sue contraddizioni puoi esserne un degno custode e prosecutore. Ognuno di noi è sia fuoco che cenere delle proprie radici. Ognuno di noi ha una terra battuta che dà al passo assuefazione e una terra vergine che risveglia il cammino.
2. Parodia
La società a cui ci adattiamo sembra sempre più una parodia di sé stessa. I livelli di canalizzazione del consenso e di addormentamento delle masse hanno raggiunto livelli talmente alti da rendere addirittura superfluo dover coprire ideologicamente le ingiustizie sociali e le varie forme di prevaricazione del potere. Pericolosamente prìncipi e princìpi si sovrappongono e chiamiamo “normalità solo ciò che incrementa produttività”.
3. Scacco matto
Ogni lunedì giochiamo una partita a scacchi con noi stessi. Siamo di fronte ad un bivio: sopravvivere o vivere? Adattarsi così tanto al mondo da finire per essere totalmente “di” esso oppure essere e basta senza inseguire uno scopo legato ad un risultato che per il mondo e non per te stesso ha un valore?
4. Sotto mentite spoglie
Ogni persona è una maschera. La parola “persona” deriva dal latino persōna, che significa proprio “maschera teatrale”. Il verbo latino personare significa “risuonare attraverso”: gli attori nel teatro classico infatti usavano maschere amplificatrici di voce per esprimere se stessi. E noi? Usiamo le nostre maschere per far sentire la nostra voce interiore o finiamo per nasconderci dietro di esse?
5. Matrioska
Una storia inizia ad essere davvero d’amore quando ogni inclinazione al possesso dell’altro sparisce e viene sostituita da uno sguardo capace davvero di contenere la felicità altrui. Come una matrioska chi ama davvero contiene la felicità altrui nella sua e così ad libitum
6. Benvenuta ironia
L’ironia è l’ingrediente segreto per disinnescare ogni tipo di tensione che si accumula come tossina nelle relazioni: fare un passo indietro aiuta a guardare le cose da una prospettiva diversa in cui ogni limite viene colto come possibilità.
7. Treno 8017
Questo brano è una dedica a Pietro. Il figlio di una vittima della tragedia del disastro ferroviario di Balvano del 3 marzo ’44. Pietro voleva semplicemente una targa in ricordo di suo padre, morto nell’intento di trovare del cibo per la famiglia in tempo di guerra. Il brano vuole denunciare la retorica della guerra e della patria: la vera medaglia è quella assegnata dalla vita e non dagli stati.
8. Tie break
Entrare nel tunnel della droga è come entrare in un labirinto da cui il rischio è quello di non uscirne più. Ma è proprio quando sembra tutto irrimediabile vi è sempre la possibilità di rigiocarsi tutto: come in un tie break non conta tutto quello che c’è stato prima, ma la forza di rinascere nell’istante presente.
9. Gli angeli non hanno sesso
La sessualità non è la tendenza a soddisfare un bisogno egoico, ma una forza che ci spinge all’espressione di sé oltre ogni etichetta. Gli angeli siamo noi quando esprimiamo la nostra vocazione interna e così facendo diventiamo portatori di un messaggio che può intercettare quello di un altro e diventare amore.
10. Astronauti
L’astronauta è colui che si è emancipato così tanto dal mondo da averlo in custodia: il suo sguardo riesce ad amare in maniera incondizionata anche ciò che è stato fonte di sofferenza. Gli astronauti non sono per forza quelli che orbitano attorno al pianeta, ma è chiunque riesce a rendere universale l’amore che prova nel petto.
Alessandro Serra: il libro di poesie
100 poesie e 10 tappe di unico viaggio della coscienza. In ognuna di queste tappe c’è qualcosa da imparare e qualcosa da lasciar andare: si parte dalla prigione invisibile dello scacchiere sociale in cui noi ci chiudiamo in un’identità che non ci rappresenta (Scacco matto), fino alla liberazione dello sguardo dell’astronauta, colui che si è così tanto emancipato dal mondo da averlo in custodia (Astronauti).
Scrivere una poesia o una canzone è stato sempre come un'affezione, un evento che accade e ti modifica, una testimonianza dei fenomeni carsici della psiche. Ciò che un autore scrive non è mai proprietà dell'autore stesso: diventa di tutti e per ognuno – compreso lo stesso autore – consiste in ciò che la parola fa nascere dentro. I versi scritti non sono orpelli, ma si comportano come eventi nella propria esistenza, lasciano una traccia che non possiamo far altro che seguire, come si segue un sentiero, come una bimba segue con entusiasmo una novità.
Il viaggio parte dalla prigione invisibile dello scacchiere sociale ed esistenziale: qui l’individuo subisce uno scacco matto a partire da regole che atrofizzano la coscienza; il rischio di non dire nulla che non sia già scritto e di restare in un loop in cui si finisce a fotocopiar la vita cantando la filastrocca del padrone è molto alto. Ma è in questo rischio, in questa storia d’ombra, che il proprio incanto mancato inizia a intravedersi. A volte ci sentiamo come fuochi d’artificio un istante dopo lo scoppio, ossia dopo aver compreso che la propria luce è stata in realtà funzionale a una costellazione artificiale ed è così subito svanita: ma non c’è da perdersi d’animo in quanto è proprio da questa consapevolezza che può nascere l’inizio del risveglio.
Alessandro Serra: biografia
Alessandro Serra, Salerno, classe 1986, è un cantautore poliedrico, professore di filosofia e poeta.
I suoi brani si inseriscono nel solco della tradizione cantautorale italiana presentando sfumature e contaminazioni di diverso tipo, dentro i binari di una vena pop garbata ed efficace. Figlio di un musicista di origini sarde e di una dirigente scolastica, Serra unisce nella propria esperienza umana e artistica le dimensioni della filosofia, della poesia e della musica, portando avanti da sempre una vocazione espressiva coltivata fin dall’adolescenza, tra scrittura poetica e cantautorato.
Nel 2014 ha pubblicato sulla RIFL - Rivista Italiana di Filosofia del Linguaggio - l’articolo Linguaggio, poesia e realtà. Linguaggio ordinario e linguaggio poetico in Roman Jakobson, testimonianza di una ricerca profonda sul rapporto tra parola, pensiero e realtà. Tale ricerca è stata coltivata negli anni nelle aule scolastiche liceali in cui insegna filosofia ai ragazzi, nei locali salernitani in cui per quasi un ventennio ha interpretato i protagonisti del cantautorato italiano, e nella costante e fruttuosa scrittura – ormai quasi trentennale – di canzoni e poesie.
Il 2026 vede l’esordio per L’Airone Dischi di Lucio Auciello con il progetto ibrido Terra Vergine, un libro di poesie che dialoga con un album di canzoni o anche un album di canzoni che trova retrospettive e nuovi percorsi sonori in un libro di poesie.
Il libro di poesie si intitola Terra vergine. Cento poesie per cuori a maggese è edito da Abrabooks.
Crediti
Registrazione e mix: Lucio Auciello.
Mastering: Davide Barbarulo presso il 20Hz 20KHz Mastering Lab (NA).
Terra Vergine
Testo e musica: Alessandro Serra;
Produzione artistica: Alessandro Serra, Lucio Auciello;
Grafica & ArtWork: Federica Caso (Fedeshui).
Hanno suonato:
Fabrizio D’amato, piano e tastiere;
Nicola Natella, chitarre elettriche;
Lucio Auciello, chitarre acustiche;
Giovanni Iannaccone, basso;
Luca Elia, batteria e kazoo.















