Che la strada ti si mostri incontro,
che il vento soffi sempre alle tue spalle.
Che il sole splenda caldo sul tuo viso,
e la pioggia cada lieve sui tuoi campi.

E fino al nostro prossimo incontro,
possa l'Amicizia custodirci
nel palmo delle sue mani.

Perché gli amici, caro uomo,
non si possono comprare né vendere:
sono come abiti che indossi sulla pelle,
e l’impronta del bacio che lasciano,
per quanto antica,
custodisce dentro il suo calore…

E fino al nostro prossimo incontro,
possa l'Amicizia custodirci
nel palmo delle sue mani.

Vengo come amico – così come tanti altri, uniti da una grande amicizia, si sono ritrovati qui oggi per celebrarti. Perché avere l’onore di esserti amico ha per me il valore più alto: un pegno sacro, un dono inestimabile.

Questo legame così profondo con voi due, Michael e Doris, ha raggiunto un’intimità autentica, fatta di gentilezza, fiducia e assenza di aspettative; lentamente, in un luogo sicuro, abbiamo lasciato cadere ogni giudizio, aprendo il cuore alla verità vivente di un altro essere umano.

Michael e Doris, mentre vi apro le mie braccia, mi tornano in mente le parole del poeta sufi Rumi, dall’Afghanistan:

Un amico è qualcuno che conosce la canzone del tuo cuore e può cantartela quando ne hai dimenticato il suono.

Michael, caro amico, tu non solo conoscevi quella canzone, ma sapevi ascoltarne il significato! Sapevi udire la melodia che forse ancora non esisteva, ma che – come disse Muriel – «veniva da chissà dove e fluisce dall’Infinito nell'Infinito…»

Tu ascoltavi, Michael, la voce dell’Oceano, la voce del Vento nell’erba danzante; ti fermavi a sentire le parole della grande montagna innevata e delle nuvole in movimento nel cielo; ti chinavi per cogliere il sussurro di un minuscolo fiore e la poesia frusciante delle foglie, o il richiamo silenzioso del lago. Non ascoltavi solo con le orecchie, ma anche con gli occhi e con il tatto – e ti lasciavi possedere dall’incanto dei sensi, ammaliando l’eco, il richiamo e il grido della terra.

Nei tuoi splendidi disegni, così delicati e accurati, hai affinato la tua arte e la tua maestria con assoluta precisione e attenzione al dettaglio – senza mai tradire, tuttavia, il tuo servizio alla Voce, allo Spirito della Natura. Sapevi trasmettere la nuda intimità di un messaggio, i segreti sussurrati dell’universo che si crea… In ogni linea, in ogni forma che tracciavi, vedevamo emergere i disegni di un mondo invisibile, l’Armonia Interiore (Inner Harmony) della tua anima e, come dicevi tu stesso: una prospettiva d’insieme sulla relazione tra natura e civiltà.

Poi, la tua fotografia è diventata una comprensione più profonda della luce, del calore che può accarezzare ogni forma, esaltandone la morbidezza, intensificandone il colore, donando sfumature e ombre a una silhouette e ai contorni del paesaggio. Ti sei sintonizzato con l'intricato intreccio dell’Essere, sensibile alle inflessioni, alle trame, ai ritmi, ai toni e alla qualità degli infiniti linguaggi dell’espressione.

Hai viaggiato per il mondo alla ricerca di ciò che ti chiamava: un Cercatore che inseguiva la propria vocazione – letteralmente, ciò a cui si è chiamati da una Voce…

Dalle Americhe fino all’estremo nord dell’Europa, hai risposto con gioia, curiosità e spirito d’avventura. Hai risposto a quel richiamo. La tua stessa voce di basso, profonda e risonante, vibrava nell’aria insieme agli accordi della tua meravigliosa chitarra.

Ti sei incamminato per incontrare e accompagnare i pellegrini del dolore, aprendoti la strada attraverso i «Passaggi di Grazia» (Graceful Passages) insieme a Gary Malkin – protendendoti per comprendere, con profonda compassione, il desiderio e la perdita di chi vive e di chi muore. Eri lì per incoraggiare, tendendo la mano con intuito per evocare dal più oscuro mistero la nascita di una nuova vita, di speranza e di guarigione.

Con profonda umiltà, tuttavia, non ti sei mai messo davanti allo specchio dell’esibizione, non sei mai stato lo spettacolo al centro del palcoscenico; no, tu ascoltavi gli altri – coloro che potevano insegnare, nella tua Ricerca della Grande Canzone (In Search of the Great Song), perché avevano dedicato a questo i loro studi… forse prestando l’orecchio alle Onde mentre mutavano con la marea, o aprendosi negli abissi sconfinati per studiare il linguaggio delle balene, o ancora, nelle foreste, ascoltando chi sedeva in meditazione, chi udiva il silenzio e, in esso, la Grande Canzone dell’Universo.

Ascoltavi la sinfonia, il lirismo, le melodie di collegamento, il silenzio. Prestavi attenzione alle domande di tutti, al loro anelito di trasformazione, e apprezzavi con il cuore la bellezza e la meraviglia della loro espressione, la musica del loro essere. Aprivi la vastità dello spazio e stringevi a te le loro emozioni in un'amorevole gentilezza.

Ricordiamo e ritorniamo continuamente ai film che hai prodotto con la tua amata moglie Doris: Shining Night, uno straordinario ritratto del compositore Morten Lauridsen, e un'amicizia profonda e sacra che vi ha condotto entrambi alla rivelazione di altri mondi per «cantare il canto della tua morte come un Eroe che torna a casa» e per ascoltare la musica di Dio.

Ma sei tornato da noi per produrre Beyond the Fear of Singing (Oltre la paura di cantare), prendendoti cura di tutti coloro che erano stati lasciati indietro, intrappolati in un esilio, incapaci di raggiungere le profondità della propria voce… E hai mostrato loro la strada verso casa, attraverso la vulnerabilità che si trova oltre l’imbarazzo. Hai insegnato loro come accantonare l’ego – come superare il proprio severo giudizio critico per trovare rifugio nel cuore amorevole dell'appartenenza comune e, infine, come dare vita, cantando, al proprio mondo, unico e singolare.

I tuoi insegnamenti sono diventati planetari, con incontri che celebravano la preziosità dell’essere vivi, dell’amare e del perdere – e hai restituito un senso di identità a chi si era smarrito. Continuamente, con le tue stesse parole, con la tua voce profonda e bellissima che danzava tra le corde della tua chitarra, hai guardato nei nostri occhi condividendo la tua visione di En-theos (entusiasmo): la natura di Dio dentro ognuno di noi!

Sei stato guidato dallo spirito di San Francesco e Santa Chiara ad Assisi, e lì hai incarnato, nel santuario di un matrimonio d'amore, l’unione, Michael, di Fratello Sole in eterna costellazione con Doris, la sua Sorella Luna.

Noi ti riconosciamo!

È il vostro amore illuminato e la creatività che emana da voi due, insieme alla bellezza di tutta la musica cantata dai tuoi discepoli nel mondo, ciò che ora resta per sempre: la tua testimonianza, la tua eredità…

Mentre tu ci hai lasciati, e sei andato oltre… a orbitare attraverso la musica delle sfere…

Con tutto il cuore, ti ringrazio, Michael! Nel renderti onore, sento la tua mancanza, ti celebro e desidero ardentemente udire gli accordi della tua voce, che ora canta dalla sorgente del Fiume del Canto.

Perché, come disse il poeta sufi Rumi:

Da quando fui reciso dal canneto,
questo mio pianto continuo risuona.

Chiunque sia separato dalla propria sorgente
brama il ritorno.

(Rumi - Masnavi)

Michael Stillwater, 1953 – 2026.

Fondatore di Inner Harmony, musica per la vita. Cantautore pluripremiato, artista discografico, regista ed educatore ispiratore.

I suoi film: Shining Night, In Search of the Great Song (cinquanta voci in dodici paesi), Beyond the Fear of Singing.

Risorse audio per le cure palliative: Graceful Passages, un compagno per la vita e per la morte.

I canti di Stillwater e i canti di guarigione: Song Sanctuary, The Honouring Ceremony, SongSourcing e la formazione SongLife.

Il suo libro: Eye of the Beholder, contemplazioni a penna e inchiostro.