Che cos’è il disordine? Quando la mente comprende profondamente, interiormente, cosa crea il disordine da questa intuizione, da questa consapevolezza, da questa osservazione si crea naturalmente l’ordine. Non si tratta di tracciare un modello precostituito di ordine, un’idea a cui tutti siamo stati educati, un modello presentato dalle religioni o dalle culture che cos’è l’ordine o cosa dovrebbe essere… Per me questo non è ordine, perché implica conformismo e dove c’è conformismo c’è disordine. Dove c’è contrapposizione, competizione con gli altri, paragone con gli altri, c’è disordine…
Il disordine nei rapporti rivela che non c’è amore e questo disordine c’è finché c’è conformismo… La mente che ha visto l’enormità del disordine perviene ad un ordine che è virtù e che quindi è amore. Sta a voi metterlo in pratica nella vita. Se non vivrete così sarete sempre infelici, schiavi del disordine sociale e trascinati dalla corrente. Solo chi esce da questa corrente sa cos’è l’amore, che cos’è l’ordine.
(J. Krishnamurti)
Lessi “per caso” questo passo di J. Krishnamurti in un testo (datato 1972) intitolato Sull’amore e la solitudine mentre stavo vivendo un momento di profondo cambiamento: stavo attraversando una sorte di notte buia dell’anima che, in certe fasi della vita, consente di fare passaggi evolutivi importanti. I pochi paragrafi che ho riportato dettero l’avvio ad una serie di riflessioni profonde e azioni personali che gradualmente hanno trasformato la mia vita, generando scelte, percorsi e occasioni di incontro. Diversi anni dopo pubblicai il mio primo libro per condividere la mia esperienza trasformativa, non in prima persona bensì attraverso un personaggio che compie un cammino personale interiore e pratico insieme.
Quando il dentro e il fuori si fondono così come la filosofia può spingere ad azioni concrete. Questo libro ha avuto, nel tempo, una vita propria diffondendosi fra i lettori grazie al passaparola e trasformando le vite di molte persone che mi hanno scritto condividendo il proprio vissuto. Le testimonianze sono state raccolte nelle riedizioni del testo. Altri libri sono seguiti e nel tempo, moltissime persone hanno preso parte alle mie conferenze, i miei corsi o ascoltato le interviste da parte dei media. Questo semplice passo di pochi paragrafi si è propagato fra molti: gli anglosassoni lo chiamerebbero ripple effect.
Quando una goccia o un sasso cadono in uno stagno, creano innumerevoli cerchi concentrici (ripples) che si espandono progressivamente fino a raggiungere le sponde più lontane. Per usare una locuzione italiana, potremmo definirlo un ‘effetto domino’: le tessere cadono una dopo l’altra a cascata, anche se prediligo l’immagine della superficie dello stagno, scosso dalle increspature, che è molto evocativa, quasi struggente. Scrive Krishnamurti:
Quando la mente comprende profondamente, interiormente, cosa crea il disordine da questa intuizione, da questa consapevolezza, da questa osservazione si crea naturalmente l’ordine.
Ricercare con onestà e chiarezza il vero significato dell’ordine si è rivelato un percorso affascinante e mi è apparso subito chiaro come l’ordine non possa essere ‘sovraimposto’ ad altri attraverso regole imparate a memoria o diktat semplicistici. Il disordine spesso si è creato nel corso degli anni e non può essere dipanato in pochi giorni seguendo teorie messe insieme da altri o fai-da-te che vorrebbero rendere banale qualcosa che non lo è affatto.
L’ordine, come dice il maestro indiano, può scaturire soltanto da una profonda comprensione interiore di cosa sia il disordine. Uno stato mentale, un’intima consapevolezza che si acquisisce soltanto con la pratica. Nel momento in cui la pratica funziona per te, sei in grado di creare un nuovo equilibrio che influenza tutta la tua vita.
La mente che ha visto l’enormità del disordine perviene ad un ordine che è virtù e che quindi è amore.
Ogni parola del passo citato meriterebbe un approfondimento. In questa sede, per ovvi motivi, vorrei offrire soltanto qualche spunto di riflessione per sottolineare l’importanza di passare dalla teoria alla pratica. Il campo di applicazione è la creazione di uno spazio dove sia possibile realizzare un certo ordine a casa, sul posto di lavoro, nella tua attività professionale, ma soprattutto nella tua mente.
Se ti è capitato di guardarti intorno o aprire un armadio di casa e pensare: "Come può esserci tutto questo disordine?” oppure “Come ho fatto ad accumulare così tanta roba?" stai certo: non sei solo. Tante persone si ritrovano a vivere in spazi pieni di confusione, computer e smartphone sovraccarichi; nessuno ha scelto di accumulare tanti oggetti o file inutili. Allora come è potuto succedere?
La risposta è semplice: la vita frenetica che viviamo è andata semplicemente avanti portandosi dietro gli impegni pressanti e inderogabili, le esigenze famigliari, le relazioni di coppia che a volte deragliano lasciandoci disorientati e confusi. Gli alti e bassi della vita insieme ad anni di decisioni rimandate, traslochi fatti troppo velocemente, posso trasformare un luogo organizzato e accogliente in un ambiente caotico e opprimente.
Decidere di dedicare un po’ di tempo a dipanare la matassa del caos può essere una scelta che cambia molte cose: non devi diventare né minimalista da un giorno all’altro né creare lo spazio perfetto con un ordine maniacale. È importante sperimentare i benefici di un ambiente sgombro ed efficiente per comprendere che il benessere si costruisce, fra le altre cose, occupandosi delle piccole cose e dei propri oggetti.
Avere maggiore consapevolezza di quello che si conserva, di tutto quello che è stivato in casa o nel computer e, con determinazione e costanza, imparare a fare spazio soltanto per le cose che ci servono realmente e che arricchiscono la propria vita potrebbe essere una scelta anticonvenzionale ma efficace e pian piano condurti a esplorare sempre più profondamente cosa significa realmente creare un ordine personale esterno ed interno insieme.
Scelte coerenti mantenute nel tempo e un briciolo di manutenzione quotidiana possono portare a effetti che migliorano l’aspetto del nostro spazio, l’efficienza dei nostri strumenti tecnologici e la tranquillità della mente, abbandonando la stressante determinazione di dover fare tutto in una volta e mantenere un ordine tanto impeccabile quanto irrealizzabile.
Nessun consiglio che potrà trasformare la vita in un baleno: vi regalo qui soltanto tre piccoli in put per iniziare a cambiare qualcosa nelle tue abitudini e sperimentare quanto l’ordine esterno possa aiutarti a entrare in contatto con un concetto di ordine diverso, più sottile, che ha radici profonde.
Quando inizi un’attività, considera il tempo necessario per portarla a termine. A questa “quantità di tempo” aggiungi un congruo numero di minuti per riporre le cose o sistemare i file che hai usato. Questa regola vale sia per le attività pratiche che per quelle svolte alla scrivania.
Quando hai finito di lavorare, risistema il tuo ambiente o il tuo tavolo. Se lavori alla scrivania, ti svelo un piccolo segreto: lascia un cassetto libero dove poter riporre le tue cose a fine giornata. Se fai smart working o usi postazioni condivise con altri, trova il modo di ricreare sempre un tuo ordine personale ovunque ti trovi, nello svolgimento dei tuoi compiti, appuntandoti ciò che hai fatto e ciò che resta da fare. Questa abitudine riduce il senso di pesantezza e la sensazione di essere sovraccarichi.
Cerca di mantenere una continuità in quello che fai riducendo al minimo le interruzioni inutili. È difficile essere focalizzati poiché siamo subissati da notifiche e valanghe di informazioni, vere o false che siano. Essere centrato su quello che fai, ciò che porti a termine e quello che resta ancora da fare è la chiave per avere una mente più libera e uno spazio più funzionale.
Il fattore principale di distrazione non sono le chiacchiere della gente che ci circonda, ma quel chiacchiericcio che avviene all’interno della nostra mente. Per poter raggiungere una perfetta concentrazione è necessario mettere a tacere queste voci interiori.
(Daniel Goleman)















