Durante il BMT, la Borsa Mediterranea del Turismo, è emerso che viaggiare oggi non significa solo scoprire nuovi luoghi ma anche vivere in armonia con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente. Le nuove tendenze parlano di un turismo trasformativo, dove l’emozione, l’identità e la relazione con il territorio diventano centrali. La Valle Telesina è rinomata per le sue acque sulfuree, che sono state celebri fin dall’antichità per le loro proprietà terapeutiche e sono utilizzate da generazioni per trattare diverse patologie. Nella vostra struttura è possibile beneficiarne e avete investito sul territorio al fine di creare un’offerta turistica duratura e diversificata?
Le acque sulfuree della Valle Telesina costituiscono un asset strategico per la struttura, prima ancora che un elemento commerciale. La nostra offerta include percorsi termali e trattamenti che si fondano su una tradizione consolidata. Negli ultimi anni la struttura ha investito nell’ampliamento dell’offerta legata al benessere, integrandola con il territorio circostante – percorsi nella natura, proposte enogastronomiche – con l’obiettivo di costruire un’offerta coerente con il concetto di turismo trasformativo: non una semplice permanenza, ma un’esperienza in equilibrio con il contesto ambientale.
Dal 1891 la qualità del Grand Hotel Telese è nella storia dei 130 anni di attività. Qual è, secondo te, il segreto di questo successo?
Centotrent’anni di attività non sono il risultato di un singolo fattore, ma di un equilibrio costante tra continuità e capacità di adattamento. Il Grand Hotel Telese nasce legato alla risorsa delle acque sulfuree e al benessere, vocazione mantenuta nel tempo nonostante l’evoluzione del concetto stesso di turismo termale. Va sottolineato, inoltre, che la struttura stessa, per la sua architettura e la sua storia secolare, costituisce un attrattore turistico autonomo, distinto dal servizio offerto: non è soltanto la sede in cui si svolge l’esperienza dell’ospite, ma parte integrante del patrimonio storico e culturale della Valle Telesina.
Come nasce la tua passione nel settore del turismo?
Il mio percorso nel settore turistico nasce da un interesse specifico per le dinamiche dell’accoglienza e della gestione alberghiera, sviluppato attraverso un percorso formativo dedicato – ma soprattutto consolidato sul campo in ruoli progressivamente più complessi.
La tua giornata tipo presso il Grand Hotel Telese?
La direzione di una struttura come il Grand Hotel Telese richiede un approccio organizzato ma flessibile. A questo si affianca costantemente il presidio della relazione con la clientela, elemento che ritengo strategico per monitorare la qualità percepita del servizio e individuare margini di miglioramento.
Secondo i nuovi trend, il turismo esperienziale sta crescendo in modo costante, spingendo verso attività che coinvolgono cultura, gastronomia e natura. Oggi i viaggiatori non cercano solo una destinazione ma un’esperienza autentica. Dato che uno dei vostri punti di forza è lo stretto contatto con la natura, quali sono le esperienze che la vostra struttura è in grado di offrire?
Si tratta di un trend in costante crescita, riscontrabile anche nei flussi della nostra struttura, che corrisponde alle caratteristiche del territorio in cui operiamo. Il Sannio è un territorio particolarmente ricco di attrattori turistici naturali – aree verdi, percorsi collinari, vigneti, paesaggi rurali ancora poco antropizzati – che si presta a un’offerta orientata al cosiddetto turismo rigenerativo, con attività a contatto con la natura e momenti di rallentamento rispetto ai ritmi abituali. La componente gastronomica ha un peso significativo nella costruzione dell’esperienza complessiva: la valorizzazione dei prodotti locali e delle eccellenze del Sannio e del Beneventano consente di offrire un racconto del territorio che si affianca, e in molti casi rafforza, l’esperienza termale e paesaggistica.
Quale indirizzo scolastico ha scelto come percorso di studi alle superiori?
Il mio percorso scolastico era orientato alle relazioni umane e all’organizzazione, indirizzo successivamente confermato da percorsi di laurea e specializzazioni ad hoc. Il mio suggerimento per i ragazzi è sempre quello di orientarsi verso percorsi coerenti con le proprie attitudini e adottare una formazione costante.
Data la sua esperienza in campo Internazionale, quali differenze ha riscontrato tra il mercato estero e l’Italia, anche in termini di gestione e organizzazione del settore?
L’esperienza maturata in contesti internazionali ha evidenziato strutture organizzative spesso più standardizzate nei processi, con una gestione dei grandi numeri e dei flussi internazionali più sistematica, ma orientata a un modello di vacanza più standardizzato, dove l’esperienza tende a essere replicabile da una destinazione all’altra. Il mercato italiano si distingue invece per un’offerta di turismo esperienziale autentico, fondata sul rapporto diretto con l’ospite e sull’originalità del territorio: ogni destinazione conserva una propria identità storica, culturale ed enogastronomica difficilmente riproducibile altrove, ed è proprio questa unicità a costituire il principale vantaggio competitivo dell’Italia rispetto a molte destinazioni estere.
Ad oggi l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo centrale nella pianificazione dei viaggi, creando esperienze e suggerendo destinazioni sempre più personalizzate. Utilizzate l’Ai per i vostri servizi? Che tipo di clientela rispecchia il Grand Hotel Telese?
L’intelligenza artificiale è oggi integrata negli strumenti di gestione operativa, con benefici concreti nella previsione della domanda e nell’ottimizzazione delle tariffe. La tecnologia viene considerata uno strumento di supporto alla gestione, mentre la componente relazionale dell’accoglienza, rimane un fattore distintivo non sostituibile.
Lei che rapporto ha con il digitale?
Il rapporto con il digitale è di tipo funzionale e operativo. La gestione quotidiana della struttura richiede una padronanza degli strumenti informatici, ormai indispensabili per la direzione alberghiera. Il digitale rappresenta quindi un supporto strategico alla gestione operativa, senza tuttavia sostituire la componente relazionale che caratterizza il settore dell’ospitalità.
Sempre più viaggiatori scelgono vacanze orientate al benessere fisico e mentale. Nella vostra struttura è possibile un turismo wellness che include ritiri yoga, soggiorni in spa e percorsi detox?
Il segmento del turismo wellness rappresenta un’area di sviluppo strategica per la struttura, anche in considerazione dei dati di settore: il wellness tourism è oggi uno dei comparti più dinamici a livello globale, e i trattamenti spa si confermano tra le attività più richieste dai viaggiatori orientati al riequilibrio psicofisico. Le acque termali costituiscono la base naturale per i percorsi spa e i trattamenti curativi offerti dalla struttura, integrati con proposte orientate al benessere mentale, supportate dagli spazi verdi e dalle aree di relax all’aperto. La struttura dispone inoltre di un parco piscine e di strutture sportive dedicate, pensate per offrire ulteriori momenti di relax e attività fisica all’aria aperta. È in corso un ampliamento dell’offerta, con percorsi più strutturati che comprenderanno soggiorni detox e attività di mindfulness, in linea con una domanda crescente che richiede non solo un soggiorno confortevole, ma un’esperienza di rigenerazione psicofisica completa.
Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia dell’ONU per il turismo sostenibile nel documento Journey to 2030, per rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori e ai cambiamenti globali, il turismo deve assumere un ruolo proattivo nella costruzione di un futuro più sostenibile, etico e condiviso. Voi come vi siete organizzati o come vi state organizzando in merito?
La visione delineata dal documento Journey to 2030 trova piena coerenza con l’approccio adottato dalla struttura: il settore turistico non può limitarsi a recepire i cambiamenti in atto, ma deve assumere un ruolo proattivo nella loro gestione. Per una struttura legata a una risorsa naturale come le acque sulfuree, la sostenibilità rappresenta una condizione necessaria alla continuità operativa, oltre che una scelta strategica. Le iniziative in corso riguardano la gestione più efficiente delle risorse energetiche e idriche, la valorizzazione dei fornitori locali e la formazione del personale su pratiche etiche e responsabili. Si tratta di un percorso che richiede investimenti costanti e una pianificazione di lungo periodo, ritenuto necessario per garantire un’offerta turistica sostenibile nel tempo.
Quale consiglio si sente di voler dare ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera?
Il primo suggerimento è di affrontare il percorso professionale con gradualità, acquisendo esperienza in ruoli operativi prima di assumere responsabilità gestionali. Il secondo suggerimento riguarda lo sviluppo di competenze tecniche solide, senza tuttavia trascurare la componente relazionale. Infine, è opportuno mantenere un atteggiamento attento ai cambiamenti del settore, poiché il turismo dei prossimi anni premierà le strutture capaci di innovare, mantenendo al contempo standard di autenticità e qualità del servizio.
Progetti per il futuro?
L’obiettivo principale è consolidare il Grand Hotel Telese come punto di riferimento per il turismo del benessere nel Territorio, valorizzando ulteriormente il legame con lo stesso e con la risorsa delle acque sulfuree che caratterizza la struttura. Tra le priorità figurano l’ampliamento dell’offerta esperienziale, l’integrazione di percorsi wellness più strutturati con la scoperta della Valle Telesina e delle relative eccellenze enogastronomiche, e un investimento continuo nella formazione del personale, considerata elemento determinante per la qualità del servizio. L’obiettivo è costruire un progetto gestionale duraturo e coerente con la storia e l’identità della struttura.
















