Conoscere e ricordare il passato per delineare e progettare il futuro, un’antica saggezza invita da sempre alla comprensione di ciò che è stato per consentire di rimediare laddove possibile e di non ripetere errori o carenze in prospettiva portatrici di conseguenze critiche o dannose. Se questa saggezza si applica a quello che da sempre l’umanità cerca di carpire alla natura: i suoi ritmi immutabili e pur cangianti, come la direzione che il clima e i fenomeni di evoluzione possono provocare, è allora sicuramente la strada giusta, pur nella complessità e criticità, a volte la deriva, del presente che ci riguarda e del quale siamo corresponsabili!
In questo solco si è posto il progetto europeo Beyond EPICA - Oldest Ice che ha compiuto un’impresa scientifica e logistica senza precedenti, prelevando da una carota di ghiaccio in Antartide il più completo archivio di informazioni sulla storia del clima e dell’ambiente degli ultimi 1,2 milioni di anni. Ancora, nell’ultima campagna, da poco conclusasi, sono stati estratti frammenti di roccia e raccolti ulteriori spezzoni di carota a una profondità chiave per le ricerche. Dalle analisi in corso, sono attesi dati che ci permetteranno di capire la Transizione del Pleistocene Medio, periodo cruciale nell’evoluzione del clima terrestre.
Per averne cognizione in estrema sintesi rammentiamo che la fase indicata appunto come Transizione Medio-Pleistocenica (MPT) è un evento climatico determinante avvenuto tra 1,25 e 0,7 milioni di anni fa. Una serie di cambiamenti di dimensioni planetarie ha trasformato le ere glaciali, sino ad allora caratterizzate da cicli simmetrici di 41.000 anni a cicli asimmetrici, più lunghi e intensi di 100.000 anni, alterando gli ecosistemi globali e con essi la storia dell'evoluzione umana iniziata in quelle ere lontane e non certo favorevoli. Prima che avvenisse questa transizione, le glaciazioni terrestri erano collegate all'inclinazione dell'asse terrestre. Dal Pleistocene medio, invece, i periodi di raffreddamento si sono fatti sempre più lunghi e si sono caratterizzati per imponenti formazioni di calotte glaciali.
In conseguenza di questi cambiamenti incisivi e non evitabili si è determinato un forte impatto sull'evoluzione umana, allora potremmo dire in fase in certo senso embrionale. Aridità sempre più accentuate e temperature estreme diedero origine ad un vero e proprio e fortissimo "collo di bottiglia" demografico, con la quasi estinzione degli antenati dell'uomo. I dati che è stato possibile raccogliere indicano che la intera popolazione presente sulla Terra scese a poco più di un migliaio di individui e questo si protrasse per oltre 100.000 anni, un fattore che ha tra l’altro favorito l'evoluzione e la comparsa di nuove specie definibili umane o protoumane come l'Homo heidelbergensis.
Studiare la paleoclimatologia, dunque, mentre il pianeta avverte forti segni di mutamenti ascrivibili in parte anche all’attività dell’umanità, serve a dare risposte e delineare scelte che possano se non modificare gli eventi almeno consentire all’uomo di attrezzarsi e prevedere il più possibile tali cambiamenti.
Il progetto, guidato dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è certamente tra le imprese scientifiche più ambiziose nel campo dell’antichissima climatologia. La fase più recente di questa impresa ha consentito di estrarre frammenti di roccia sepolta da milioni di anni e deviare il foro di perforazione sotto la calotta antartica. Sei anni di lavoro e hanno coinvolto dodici istituzioni di ricerca di dieci Paesi europei. I risultati raggiunti in questa ultima spedizione apriranno la strada a nuove sfide scientifiche. Per la prima volta, infatti, analizzando le informazioni racchiuse in una carota di ghiaccio - spiegano i ricercatori - gli scienziati otterranno una registrazione continua del clima del nostro pianeta fino a 1,2 milioni di anni fa, e probabilmente anche più indietro nel tempo.
Le ultime sezioni di campioni di ghiaccio prelevate sono giunte di recente in Europa a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi e sono state distribuite in quattordici laboratori di dieci Paesi, dove ricercatrici e ricercatori sono già al lavoro per analizzare le informazioni “registrate” nelle carote di ghiaccio arrivate in precedenza.
Per avere un’idea della importanza e dimensione dell’impresa si tratta di una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri la cui analisi permetterà di rivelare dettagli fondamentali ed inediti sulla storia del clima e dell’atmosfera terrestre. La spedizione è stata guidata dall'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP) e la collaborazione internazionale attivatasi sul progetto ha visto impegnato nei mesi scorsi nel campo antartico di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia, a 3.200 metri sul livello del mare, un team di 15 persone tra scienziate, scienziati e personale logistico, che ha lavorato due mesi dell’estate antartica con temperature medie di -35°C. Nel corso di questa ultima campagna, il team di ricerca ha raccolto frammenti del substrato roccioso coperto dai ghiacci che saranno analizzati per capire quando è stato esposto l’ultima volta alla luce.
Il valore di queste ricerche e i risultati saranno determinanti per stabilire con precisione l’età della calotta glaciale. Altra fase fondamentale della campagna è stata la realizzazione, tecnicamente molto complessa, di una deviazione - come detto prima - del foro principale di perforazione. Grazie a questa operazione, avvenuta a oltre due chilometri di profondità nella calotta glaciale, sarà possibile in futuro “raddoppiare” i campioni presumibilmente riferibili alla citata Transizione del Pleistocene Medio. Le ragioni di questa transizione - si precisa - sono ancora oggetto di studio nella comunità scientifica e i dati di Beyond EPICA potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione della storia del pianeta, aprendo la strada a scoperte inedite sul funzionamento del sistema climatico planetario.
“Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica, il successo era tutt’altro che scontato – ha sottolineato Carlo Barbante, professore ordinario all'Università Ca' Foscari Venezia, associato a CNR-ISP e coordinatore di Beyond EPICA - Oldest Ice. Grazie alla competenza e la tenacia del team a Little Dome C, con il supporto del personale alla stazione Concordia e, da remoto, dei principali centri europei dedicati alla glaciologia, siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni”. Uno sguardo per la prima volta supportato da dati e indicazioni scientifiche sul passato remoto che ha creato le premesse per il futuro dell’umanità , arrivando per paradosso quasi all’estinzione dei suoi antenati!
È giusto, a questo punto, ricordare i laboratori al lavoro sui campioni:
Istituto di Scienze Polari del Cnr (CNR-ISP): analisi delle impurità (alogeni);
Università Ca’ Foscari Venezia (UNIVE): analisi isotopiche del ghiaccio;
Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB): analisi delle impurità (polveri);
Università di Firenze (UNIFI): analisi delle impurità;
Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement (LSCE) di Parigi-Saclay (CEA, CNRS, UVSQ, UPS): analisi isotopiche del ghiaccio e nelle bolle d’aria;
Institut des Géosciences de l’Environnement (IGE) di Grenoble (UGA): analisi modellistica per la datazione;
Università di Berna (UBERN): analisi dei gas e impurità;
Università di Bergen (UiB/Norwegian Polar Institute (NPI): analisi isotopiche del ghiaccio;
British Antarctic Survey (BAS): analisi delle impurità, analisi isotopiche del ghiaccio;
Università di Copenaghen (UCPH): analisi del ghiaccio basale, studi sui cristalli di ghiaccio, analisi dei gas, analisi isotopiche del ghiaccio;
Alfred Wegener Institute (AWI): processamento delle carote, analisi isotopiche del ghiaccio e delle impurità;
Università libera di Bruxelles (ULB): analisi del ghiaccio basale;
Università di Stoccolma (SU): analisi isotopica delle impurità;
Università di Utrecht (UU): isotopi "clumped", modellazione della Transizione del Pleistocene Medio.
Alcuni riferimenti sul progetto. Beyond EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) - Oldest Ice è stato finanziato dalla Commissione Europea e sostenuto da partner nazionali e agenzie di finanziamento in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito. Per l’Italia, oltre al CNR e all'Università Ca' Foscari Venezia, ha partecipato l’ENEA, responsabile, insieme all'Istituto polare francese (IPEV), della gestione logistica.
La finestra sul passato, un passato turbolento e decisivo per l’umanità, è stata aperta. Alla scienza e alla ricerca libere e sostenute con forza, il compito di raccontarci in modo sempre più ampio e circostanziato. In certo senso, chi eravamo, chi siamo, da dove veniamo e speriamo ... dove stiamo andando!















