Premetto che non è mio intento fornire qui un’ennesima storia dei Beatles, né farne un’esegesi o un’analisi musicale, ma semplicemente ricordare e omaggiare - in tempi di calura estiva - il soggiorno nella mia isola di due componenti del gruppo forse più amato e più famoso al mondo: prima Ringo Starr e poi George Harrison.
Le dinamiche che portarono i due a scegliere la Sardegna come meta turistica son diverse e, almeno nel caso di Ringo, preannunciano quelle che determinarono dei punti di rottura ben prima dello scioglimento definitivo nell’aprile 1970 (per alcuni addirittura nel dicembre 1974) dopo dieci anni d’unione. Avvenimenti che, già dal 1968, portarono Ringo a fuggire (letteralmente) in Costa Smeralda, quando ancora non era una destinazione così esclusiva.
E, il fatto è piuttosto particolare, considerando anche che i Beatles vennero in tournée in Italia (quattro date e otto concerti tra Milano, Genova e Roma) soltanto nell’estate 1965 dove trovarono accoglienze e critiche tiepide, biglietti scontati ed interrogazioni parlamentari.
I quattro vennero accompagnati da Gianni Minà, ma – come accennato – non destarono troppo scalpore e anzi “se la Rai snobbò i Beatles, ritenendo l’operazione al di fuori della sua missione culturale, il Parlamento dedicò loro invece fin troppa attenzione, con ben due interrogazioni” 1 . Una per i compensi ricevuti dal quartetto e l’altra per accertarsi che la televisione pubblica non diffondesse “certi degradanti fenomeni”.2
Il libro Anthology 3 che raccoglie le testimonianze dirette dei Fab Four sulle loro vite, sull’iniziazione alla musica, sulla nascita della band e la sua evoluzione fino al the end, trova un momento cruciale nell’abbandono momentaneo di Ringo per il sentirsi escluso da parte degli altri tre.
Così racconta:
Mentre stavamo registrando l’“Album bianco” siamo tornati a essere di nuovo un gruppo [...] Certo, devo aver avuto momenti turbolenti perché, quell’estate, ho lasciato gli altri per un certo periodo. Me ne sono andato per due motivi. Sentivo di non suonare bene, ma anche che gli altri tre erano davvero felici e io ero tagliato fuori. 4
Così dopo aver avuto risposte del tutto indifferenti da parte di John Lennon e Paul McCartney alla notizia che avrebbe lasciato il gruppo, disse che se ne sarebbe andato in vacanza e partì in Sardegna con la moglie.
La cosa curiosa e un po’ triste per Ringo è che, per stessa ammissione di George Harrison, per un certo tempo il resto della band non si accorse dell’assenza del loro batterista!
Ringo Starr arrivò in Costa Smeralda il 22 agosto 1968 - immortalato mentre scende dall’aereo con l’allora moglie Maureen Cox -, quando la celebre località gallurese è un approdo discreto, lontano dall’ossessione dei paparazzi e dall’ostentazione.
Questa foto è entrata nella storia della famiglia Verona, proprietaria dell’Hotel Balocco ove soggiornò Ringo. L’album familiare si è trasformato in mostra l’8 agosto 2024 e non è solo una mostra storica di quest’importante famiglia, ma anche la testimonianza dell’evoluzione di un tratto di Gallura che da estremamente selvaggio è diventata meta esclusiva e di lusso, così voluta dal principe ismailita Karim Agha Khan IV.
Ringo vi trascorre due settimane di relax, ma un artista è sempre un artista anche in vacanza, e trovò qui ispirazione per Octopu’s Garden, una delle più celebri canzoni dell’album Abbey Road (1969): quello con la copertina più iconica del gruppo mentre attraversa le strisce pedonali.
L’idea del brano nasce in Ringo dal racconto di un marinaio che gli spiega come i polpi siano in grado di creare rifugi sott’acqua. “Ringo ascolta, annota, trasforma una storia di mare in musica immortale” 5.
E lui stesso ricorda:
Ho scritto “Octopu’s Garden” in Sardegna. Peter Sellers [suo amico e co-interprete di “The Magic Christian”, 1969] ci aveva prestato il suo yacht e siamo usciti… Sul ponte con il capitano abbiamo parlato di polpi. Mi disse che si aggiravano sul fondo del mare alla ricerca di pietre lucenti, lattine e bottiglie da mettere davanti alle loro tane per fare un giardino. Ho pensato che fosse favoloso... 6.
Ma se il viaggio in Sardegna fu per Ringo una vera e propria fuga, non lo fu per George esattamente un anno dopo: vi atterrò il primo giugno 1969 con la moglie Pattie Boyd e vi restò ben 22 giorni.
La sua vacanza, contrariamente a quella molto riservata di Ringo, non passò affatto inosservata. “La Rai lo riprende mentre si gode il sole di Porto Cervo, in un raro filmato […] che è oggi un pezzo di storia. I fans locali lo inseguono […] Ricordi che oggi, per chi c’era, valgono più di un autografo”7. E se la Rai, come si è visto, trattò con sufficienza i Beatles durante il tour in Italia, non esita a fotografare il lato privato di George in quello che oggi definiremmo autentico gossip e di cui la band non ne fu immune in altre circostanze.
Come ho detto nell’introduzione all’articolo, non è mio compito qui ricalcare le tappe salienti che i Fantastici Quattro hanno percorso insieme, e non, e per cui rimando alla loro “Bibbia”: Anthology dove sono loro stessi a raccontare tutto in prima persona e cronologicamente.
C’è un fattore che, credo, sia il più essenziale nella nascita e nella crescita dei Beatles: erano tutti, al pari, personalità geniali. Nati nei sobborghi di Liverpool tra il 1940 e il 1943, provenienti tutti dal proletariato (Ringo tiene a precisare che lui apparteneva al sottoproletariato perché quando si perdeva il proprio padre in tenera età, si scendeva automaticamente al rango sociale inferiore), con poche o pochissime risorse, ma pieni di inventiva e creatività uniche.
E la vicenda personale davvero speciale di questa speciale band – che li accomuna tutti - è che genitori con scarsissime possibilità finanziarie, accondiscesero al talento dei propri figli regalando loro, da bambini, gli strumenti preferiti: quelli che da lì in poi avrebbero suonato per tutta la vita.
Visto che “quando la star era Ringo Starr”, voglio riportare al proposito le sue testuali parole: “[…] la batteria era la sola cosa che desideravo […] Quando uno della famiglia di Harry [il suo patrigno] morì, lui andò a Romford, e trovò una batteria in vendita per 12 sterline. L’intera famiglia fece una colletta e lui tornò a Liverpool con la batteria; me la regalarono per Natale […] La batteria era sbalorditiva”. 8
Le incomprensioni, così come l’amicizia, furono forti e dovute a molteplici motivi, musicali e personali. Non è di certo un mistero che Yoko Ono entrò prepotentemente nelle loro vite, nel 1966 (l’anno di Hey Jude, Album Bianco e dei primi dischi solisti di George e John); e non solo in quella di John. Tutti i “Beatles ne saranno investiti, e sarà una via senza ritorno” 9 .
Lei è sempre presente in studio in tutte le sessioni musicali e “parla, canta, urla, s’inserisce nelle jam del gruppo, esprime la propria opinione” 10. Paul ne è geloso perché, pare, lo fosse sempre stato di John, e George ne è infastidito.
Ma la vis creativa dei tre compositori (Lennon, McCartney ed Harrison) non si esaurisce di certo, dimostrando “una prolificità con pochi corrispettivi nel mondo del rock”11. E dove la musica si sposa anche con film originalissimi, basti ricordare Yellow Submarine (1968-1969) su tutti. Iconico ed ironico.
I Beatles sono riusciti a coniugare tutto (in fatto di musica e di moda), ad innovare, a trovare delle “genialate” anche nelle copertine e, mio modesto parere, ad accontentare praticamente tutti. E sono stati fondamentali per moltissimi musicisti, della loro generazione e di quelle future.
Ne citerò solo uno, Phil Collins: “I Beatles sono la ragione per la quale sono nella musica. Anche se suono la batteria da quando avevo cinque anni, sono stati loro a darmi un obiettivo” 12.
La loro musica resiste e resisterà al passare del tempo, perché è Arte. È pur vero che oggi tutto – arte compresa - rientra nel merchandising, ma quello dei Beatles è davvero irresistibile!
Ringo:
Ci sono stati dei momenti davvero affettuosi, di gentilezza, fra quattro persone: una stanza d’albergo qui e là… un’intimità davvero incredibile. Solo quattro ragazzi che si volevano davvero bene. 13
Nonostante la fuga in Sardegna...
Note
1 The Beatles. La guida definitiva, Gli speciali di Classic Rock, Collector’s Edition, Milano 2024, p. 33.
2 Ibidem.
3 The Beatles, Anthology, RCS Libri, Milano 2010.
4 Op. cit., p. 311.
5 I Beatles in Costa Smeralda: il rifugio dorato di Ringo e George.
6 Quando i Beatles venivano in Costa Smeralda.
7 I Beatles in Costa Smeralda: il rifugio dorato di Ringo e George.
8 The Beatles, Op. cit., p. 37.
9 The Beatles. La guida definitiva, cit., p. 69.
10 Ibidem.
11 The Beatles. La guida definitiva, cit., p. 86.
12 Ibidem, p. 13.
13 The Beatles, Anthology, cit., p. 356.














