Nel continuare la mia esplorazione della Mitteleuropa ero indeciso se includervi anche Cracovia, dove sono stato quest’anno poco prima di Pasqua giungendovi in treno da Vienna. Cracovia è infatti sì stata in parte germanizzata, come tutta l’Europa centro-orientale ed è anche appartenuta, seppur per un periodo relativamente breve, all’impero asburgico dopo l’ultima spartizione della Polonia alla fine del Settecento, ma il suo carattere è precipuamente polacco. Anzi, della Polonia ha sempre incarnato l’anima, ne è stata per secoli la capitale ufficiale ed il principale centro della sua vita spirituale, accademica, culturale e artistica, come cercherò di dimostrare in questo articolo. Ma prima, qualche digressione.

Molti sono stati i visitatori illustri della città che si sono stupiti della somiglianza di Cracovia con le città italiane. Per esempio, Iris Murdoch, la filosofa e scrittrice anglo-irlandese che, in viaggio in Polonia negli anni Settanta scrive:

Siamo stati anche a Cracovia, che è bella, ma ci è sembrata, quando era illuminata dal sole, come un'Italia mancata.

Anche Curzio Malaparte, che si recò nella città negli anni Trenta, scrisse:

Bella città Cracovia: dove giungendovi per la prima volta, un italiano non ha l'impressione di trovarsi in una città straniera. Tutto gli appare di antica e pura nobiltà italiana. Tutto l'aiuta sentirsi a casa propria. Sebbene Cracovia fino dai suoi prischi tempi sia stata di volta in volta città tedesca e polacca, non vi è considerazione storica politica o razziale [sic] che possa attenuare in lui questo delicato sentimento di trovarsi in una propria patria lontana.

Con buona pace degli illustri scrittori, mi stupisco del loro stupore. A parte il fatto che tutta l’arte europea non è, soprattutto dopo il Rinascimento, che una pallida eco di quella italiana, è noto come il re di Polonia Sigismondo (Zygmunt) avesse sposato una giovane principessa milanese, Bona Sforza. Questa arrivò con un grande seguito ed entrò a Cracovia con grande splendore. Nel corso degli oltre tre decenni in cui visse nella città, promosse il nuovo stile italiano e gli ideali umanisti. Zygmunt affidò i lavori nella reggia e nella cattedrale agli architetti fiorentini Francesco Florentino e Bartolomeo Berrecci – oltre che a eserciti di scalpellini e artigiani italiani – che portarono progetti rinascimentali toscani adattandoli alle condizioni locali. Fu così che le forme del nostro Rinascimento oltrepassarono i Carpazi.

Da parte mia, ho ritrovato un po’ d’Italia, oltre che negli edifici rinascimentali, nel colore ocra delle case, in certi porticati e, soprattutto, nelle numerose e grandi chiese barocche, l’altro stile dominante in città – quali la Chiesa di San Pietro e Paolo o quella di Sant’Anna – che rivaleggiano con quelle di Roma (non per nulla per secoli Cracovia fu chiamata "la Roma polacca"). Quanto al gotico, l’altro stile predominante nelle chiese della città, è leggermente diverso rispetto a quello dell'Europa occidentale. Esso infatti utilizza il mattone, riservando alla pietra i dettagli ornamentali. In questo Cracovia è più simile a certe città del Baltico, della Scandinavia o della Germania settentrionale.

Una visita alla città

Come sempre nei miei articoli, vorrei offrire una panoramica dei principali monumenti della città sottolineandone gli aspetti storico-culturali, particolarmente ricchi nel caso di Cracovia.

Il centro storico è circondato dal Planty, un bellissimo parco circolare lungo 4 chilometri, sul sito delle mura cittadine demolite nel XIX secolo (unico resto, il Barbacane fortezza rotonda circondata da un fossato). Attraversato dalla Strada Reale, la via dell'incoronazione percorsa dai re di Polonia, il centro comprende principalmente la Città Vecchia (Stare Miasto), la Piazza del Mercato Principale (Rynek Glówny), la Loggia dei Tessuti (Sukiennice), il Castello Reale e la cattedrale di Wawel, il Collegium Maius (università) e il quartiere ebraico di Kazimierz. Andiamo per ordine.

Rynek Glówny è considerata una delle più belle piazze medievali d'Europa.

La piazza è circondata da numerosi edifici storici, chiese e case a schiera, ognuno con il proprio stile architettonico e le proprie storie. La piazza è animata da musicisti di strada, bancarelle, caffè e ristoranti. Qui si tengono regolarmente eventi come concerti, festival e parate, che contribuiscono a creare un'atmosfera vivace e pittoresca. Al centro è la magnifica Sukiennice, la rinascimentale Loggia dei Tessuti che risale al XIII secolo, quando era il centro del commercio di Cracovia (purtroppo oggi, all'interno delle sue arcate a volta si trovano solo bancarelle di orridi souvenir made in China).

Se il vecchio municipio è andato perduto nel corso della storia, ne rimane in piazza la massiccia torre gotica, alta 70 metri che offre una splendida vista sulla città. L’altra attrazione principale della piazza è l’imponente chiesa gotica di Santa Maria (Kosciót Mariacki) nota per il suo bellissimo altare maggiore, uno dei più grandi retabli gotici al mondo, opera dell’artista tedesco Veit Stoss e per la volta di color lapislazzuli tempestata di stelle d’oro.

Ogni ora, un trombettiere solitario suona quattro volte la tromba dalla torre più alta della chiesa in memoria del trombettiere caduto nel Medioevo avvisando la città di un attacco nemico. Dopo qualche giorno se ne fa l’abitudine, ma all’inizio l'Hejnat, il segnale di tromba, ha un che di lugubre e inquietante.

Passiamo ora all’enorme complesso del Wavel, palazzo reale e cattedrale. Cracovia è stata la capitale della Polonia per molti secoli, fino a quando Sigismondo III trasferì la corte a Varsavia nel 1596. Cracovia rimase comunque la città dell'incoronazione fino al XVIII secolo, confermando così la sua posizione di capitale simbolica della Polonia. Il Castello, con l’annessa Cattedrale, troneggia su una collina a picco sul fiume Vistola. Oltre che castello è un ampio palazzo rinascimentale con un cortile porticato circondato da arcate colonnate a tre piani. Il complesso ospita musei con ampie collezioni di arte, mobili, armi e oggetti storici.

Gli appartamenti sontuosamente decorati, un tempo abitati da re e regine contengono arredi d'epoca, soffitti decorati e un'impressionante collezione d'arte che include preziose ed esotiche insegne reali, grandi stendardi dai vivi colori con figure d’aquila, d’angelo, splendidi arazzi fiamminghi e ritratti dei reali polacchi. Oltre che gli onnipresenti (in Europa centro-orientale) accessori militari, trofei e tende tolti ai Turchi. Nella serie di grandi sale utilizzate per varie funzioni di Stato, dai ricevimenti di nozze alle udienze reali, la più originale è la Sala dei Deputati detta anche «sotto le teste» perché nei cassettoni del cupo soffitto spiccano teste umane colorate al naturale.

Il Tesoro, fra cimeli reali e gioielli espone la spada cerimoniale Szczerbiec usata nelle incoronazioni. Dopo la terza spartizione della Polonia e l’annessione di Cracovia all’impero asburgico, il Wavel decadde e divenne caserma delle truppe austriache. Quando Cracovia, dopo l'invasione della Polonia all'inizio della Seconda Guerra Mondiale divenne la sede del governo generale nazista, al Wavel risiedette, come un re, il tristemente noto governatore Hans Frank, responsabile anche della vicina Auschwitz.

E veniamo alla cattedrale, che incarna l’identità nazionale della Polonia in quanto vi sono sono stati incoronati e sepolti i suoi re. Vale parlarne diffusamente perchè le tombe che contiene rappresentano un vero compendio della storia polacca. La Cattedrale del Wawel, ufficialmente Cattedrale di San Stanislao e San Venceslao, è il punto culminante della collina del Wavel. L'interno è riccamente decorato con cappelle barocche, tombe reali e opere d'arte religiosa. La Cappella di Sigismondo ospita le tombe della dinastia degli Jagelloni oltre a quelle altrettanto imponenti dei vescovi di Cracovia. Una menzione speciale merita il fastoso monumento funebre del re Jan Sobieski che il 12 settembre 1683 sgominò le forze ottomane che assediavano Vienna.

Nell’Ottocento fu iniziata l'usanza di seppellire gli eroi nazionali nella Cattedrale di Wavel, accanto alle tombe dei reali. Nel 1818 il corpo di Tadeusz Kosciuszko fu portato a Cracovia e deposto nella cripta al suono delle campane e dei cannoni.

L’eroe nazionale polacco, dopo aver combattuto al fianco di George Washington per l’indipendenza americana, nel 1794 aveva lanciato da Cracovia un’azione militare contro l'esercito russo. Dopo la vittoria nella battaglia di Raclawice, Kosciuszko salì al Wawel in trionfo, poco dopo, tuttavia, le sue truppe furono sconfitte e si ebbe la terza e definitiva spartizione della Polonia. Nel 1890 la città ospitò lo splendido funerale del più importante e rappresentativo poeta polacco del periodo romantico, Adam Mickiewicz, che scrisse La mia anima si è incarnata nella mia patria:

ho inghiottito nel mio corpo tutta l'anima della mia patria; io guardo alla mia patria infelice e sento in me i tormenti di tutta una nazione, come una madre sente nelle viscere le sofferenze del figlio.

Il suo corpo fu riportato da Parigi e deposto nella cattedrale. Come Byron, come Hugo, Mickiewicz fu un poeta-leggenda dell’Ottocento. Era la voce del popolo oppresso per eccellenza, la Polonia; era l’uomo libero e perseguitato; era il poeta demoniaco, evocatore degli abissi tempestosi. Infine, vi è sepolto il maresciallo Józef Pilsudski che, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale iniziò da Cracovia la liberazione della Polonia e fu padre dell'indipendenza polacca tra le due Guerre mondiali.

L’ultimo, e il più controverso “arrivato” nella cripta è il Presidente Lech Kaczyński, uno dei due famosi gemelli, morto nell’incidente aereo di Smolensk di cui è sospettato il solito Putin...

Il Collegium Maius, è il simbolo della Cracovia accademica. Questo magnifico esempio di architettura gotica risalente al XV secolo ospita l’Università Jagellonica, la più antica dell’Europa centrale dopo Praga. L’edificio ospita oggi un museo che illustra la ricca storia dell'università e la sua influenza sulla cultura polacca. Fra le imponenti sale, lo studio del leggendario astronomo medievale Nicolaus Copernico (tedesco, per i tedeschi, polacco per i polacchi) coi suoi astrolabi dorati. Nell’elegante cortile, costruito secondo il modello del cortile del Bargello, è l'orologio a figure mobili, che suona l’inno dell'università cinque volte al giorno.

Un elemento sovranazionale della Mitteleuropa è la civiltà ebraica, presente in tutti I paesi che la compongono. A Cracovia, come a Praga e a Vienna, nel XV secolo una percentuale considerevole della popolazione era costituita da ebrei. La popolazione ebraica rimase quasi completamente isolata dalla comunità cristiana, con una propria lingua (lo yiddish, derivato dal tedesco), una propria religione e propri costumi.

Kazimierz, lo storico quartiere ebraico di Cracovia, è un quartiere ricco di cultura e storia situato nel cuore della città vecchia. Qui vennero costruite le case a schiera più rappresentative, si trovava il mikveb (bagno rituale), la Sinagoga Remuh e sempre qui, a metà del XVI secolo, venne fondato un cimitero ebraico, uno dei più antichi d'Europa. Il patrimonio materiale e culturale di questa comunità – numerose sinagoghe, cimiteri, biblioteche, oggetti liturgici e l'intero corpus di una tradizione secolare è stato irrimediabilmente distrutto - assieme ai suoi componenti – dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista nel 1939.

Il quartiere di Kazimierz è oggi conosciuto per le sue suggestive strade, piene di locali di musica klezmer, ristoranti, gallerie d'arte e negozi di antiquariato (non so quanto autenticamente ebraici o se destinati ai ricchi turisti ebrei americani in cerca delle proprie radici). Plac Nowy è una piazza vivace famosa per il suo mercato e per il cibo di strada, tra cui la famosa zapiekanka, una sorta di pizza ricoperta di vari condimenti, dal formaggio, al pomodoro, dalla salsa all'aglio ai funghi (un’altra specialità di Cracovia, assieme alla cacciagione o alle fumanti minestre, sono gli onnipresenti pirogi, ravioli ripieni di carne, formaggio o funghi).

Non si può concludere questo sommario resoconto dei principali luoghi d’interesse di Cracovia senza menzionare il Museo Czartoryski che ospita, assieme a tanti altri capolavori, la Dama con l’ermellino di Leonardo, che si vuole sia Cecilia Gallerani, amante di Lodovico il Moro (dopo Bona Sforza, un altro collegamento fra Cracovia e Milano…).

Conclusione

La storia di Cracovia è intimamente legata a quella tormentata della Polonia, spartita nel XVIII secolo fra i suoi vicini Russia, Impero asburgico e Prussia e nel XX fra Unione Sovietica e Germania nazista, per poi finire consegnata, per un quarantennio, ad un regime dittatoriale governato per interposto personale politico da Mosca. Ma quando una rivoluzione pacifica e un Papa visionario (Karol Woityla, nativo di Cracovia e già arcivescovo della città) l’hanno restituita alla democrazia, la Polonia è nuovamente sbocciata e cresciuta fino a diventare una grande d’Europa, al pari di Francia, Germania, Italia e Spagna.

Di questa nuova Polonia, Cracovia rimane la faccia turistica, accademica e culturale, e credo di aver dimostrato che non si può assolutamente tralasciare di visitarla.