ArtNoble Gallery è lieta di presentare All together: goodbye master!, mostra collettiva con opere di Andreea Anghel, Oliviero Fiorenzi, Anita Muçolli, Liselor Perez, Barbara Prenka e Dardan Zhegrova, a cura di Arnold Braho.

All together: goodbye master! assume la marionetta come figura critica per interrogare la relazione tra burattinaio e oggetto animato e le forme di coordinamento che si instaurano tra queste due soggettività. Cosa succede quando il burattino lascia la scena? Cosa resta quando vengono meno le coordinate e i sistemi che organizzano corpi, gesti e comporta- menti? Cosa accade quando un oggetto comincia a comportarsi come un soggetto?

Pasolini se lo domandava già in Che cosa sono le nuvole?: le marionette del film, dopo essere state rifiutate e malmenate da un pubblico indignato, vengono gettate in una discarica, per la prima volta sotto al cielo. La marionetta è quindi una figura paradossale. Si esprime attraverso la voce di qualcun altro e si muove grazie a forze esterne, in questa sua dipen- denza mette in crisi la distinzione tra oggetto e soggetto, tra chi anima e chi è animato. I suoi movimenti sono limitati, la sua grammatica è ridotta, l’artificio è spesso visibile. Ep- pure è proprio attraverso questi limiti che la marionetta può trasformarsi, rinascere sotto altre forme e produrre l’illusione (o forse la possibilità) di una propria agency.

All together: goodbye master! riunisce opere di sei artisti che, attraverso pratiche e linguaggi differenti, esplorano le tensioni tra controllo e autonomia, animazione e materia, gioco e realtà. Per la maggior parte degli artisti si tratta della prima presentazione in Italia. Il progetto si apre a forme più ampie di animismo: dal gioco all’antropomorfizzazione, dalla costruzione di mondi alla capacità degli oggetti, delle immagini e dei materiali di acqui- sire una propria agency.

Un addio al burattinaio, dunque, per sospendere lo statuto tanto dell’oggetto quanto del soggetto, sottrarsi all’ambito della medialità e senza per questo costituirsi come fine.

(Testo di Arnold Braho)