ArtNoble Gallery è lieta di presentare Yellowsake – giallocanarino, mostra personale di Fabio Marullo con un testo critico di Elio Grazioli.

Yellowsake – giallocanarino presenta alcuni esiti di un ampio progetto di ricerca di Fabio Marullo sui processi di trasformazione della materia in relazione alle dinamiche spazio-temporali della nostra realtà fisica e psichica.

Nel progetto espositivo Marullo indaga fenomeni chimico-fisici legati al mondo naturale, trasformandone l’energia interna e invisibile in immagini metamorfiche. Al centro della mostra c’è l’uranio, elemento ambivalente, al tempo stesso benefico e pericoloso, materia primordiale forgiata da esplosioni cosmiche e giunta sulla Terra incorporandosi nei mine rali che hanno dato origine al pianeta. Se l’immaginario collettivo tende oggi ad associare l’uranio esclusivamente alla potenza distruttiva dell’arma nucleare, Marullo ne riattiva invece le potenzialità originarie, riconnettendolo a quella nebulosa primordiale di gas, liquidi e polveri cosmiche da cui la Terra ha tratto le sue origini.

Yellowsake – giallocanarino dà avvio a una riflessione sul nostro rapporto con la Terra, invitando a considerare la materia non come realtà immobile, ma come campo attivo attraversato da processi di latenza, accumulo e trasformazione. L’uranio, invisibile ma operante, diventa paradigma di una realtà che eccede il controllo umano, aprendo a una dimensione originaria in cui immaginazione, percezione e conoscenza si intrecciano.

La mostra si articola in quattro stanze, concepite come un percorso di progressiva im mersione nell’itinerario fenomenico di questo metallo. Dall’orogenesi e dalla sua origine cosmica si passa alle acque primordiali, che lo accompagnano nel suo millenario viaggio attraverso il grembo materno, fino alle atmosfere gassose e agli effetti percettivi che esse possono esercitare sull’uomo.

In relazione a questa traiettoria, lateralmente ai dipinti compare un canarino che richiama la storia delle miniere, dove questi uccelli segnalavano la presenza di gas tossici, diventan do indicatori sensibili di pericolo. In questa veste, la sua presenza assume un forte valore simbolico oltre che percettivo, configurandosi come punto liminale, una soglia che vede l’alternarsi dello stato di controllo o del rischio.

Nell’ultima stanza compare il yellowcake, replica simbolica del processo di lavorazione e ossidazione della materia uranifera, termine carico di risonanze simboliche legate ai processi di purificazione.