I prestigiosi spazi della Fondazione “Amedeo Modigliani” di Roma si preparano ad accogliere quella che si prefigura essere la grande mostra dell’autunno romano. Nel cuore del Rione Trastevere inaugura il prossimo 17 Ottobre Essenziale, mostra personale dello scultore Arkeo. L’evento, a cura del Prof. Roberto Luciani, si configura come un racconto sull’esistenza umana, narrata attraverso una serie di sculture profondamente evocative, le cui linee purissime esibiscono il sostrato della materia che convive con l’essenza ontologica dell’uomo, l’antropòs, e ne rivela le più intime, sottaciute e profonde pieghe dell’anima.

Un viaggio esperenziale che attraversa la vicenda umana e ne tocca gli aspetti più intimi, alla ricerca di un viaggio del sé nel mondo, che mira a ricomporre una trama di luoghi, eventi e stati d’animo ancorati nella nostra società contemporanea, attraverso una lucida disamina non solo artistica ma soprattutto antropologica e sociale, indagando i silenzi, le solitudini e gli umori di noi stessi e di chi quotidianamente ci circonda nel nostro presente transeunte.

Dopo aver vinto nel 2025 il Primo Premio della “Biennale delle Arti di Roma” promosso dalla Fondazione Amedeo Modigliani, Arkeo si prepara ora a presentare negli spazi espositivi della Fondazione una Mostra personale impreziosita da cinque nuove sculture, tra cui l’evocativo e maestoso “A vivo” oltre che da altre dieci opere già note al grande pubblico. Nell’occasione l’opera Il girasole modì, pensata per l’evento, verrà donata dall’artista in ricordo dell’immenso artista livornese.

Nel 2026 è presente alla 61ª Biennale di Venezia presso il Padiglione Nazionale del Guatemala con la scultura “Dama de las Identidades”.

Essenziale come spiega il curatore, Prof. Roberto Luciani, “manifesta il risultato dell’incessante ricerca evolutiva di Arkeo nei confronti della materia”, in cui le sculture, via via sempre più “svuotate” sembrano dissolversi davanti ai nostri occhi, riuscendo tuttavia a svelare e rivelare allo sguardo osservante l’anima interna delle cose e dell’uomo, che raccorda uno spirito nobile, fiero ed etereo, che sopravvive all’immanenza del tempo. Attraverso i materiali impiegati, quali ferro, legno, e molto altro ancora, l’artista ricuce la complessa trama delle vicende umane e lo fa utilizzando ciò che di più impalpabile vi è a questo mondo, l’aria. Leggera e insostanziale, sembra insinuarsi nelle pieghe scultoree delle sue opere, dandone vita ed articolandone la forma che, come solidi geometrici, abita e dialoga con lo spazio. Lo spazio così animato viene vissuto, e le figure, come un tempo già le antiche sculture, inducono lo spettatore ad un viaggio emozionale tout court che ruota attorno all’opera, ne indaga i nuovi plasticismi, si sofferma sui vuoti, sui silenzi, sulle parole sottaciute o appena accennate. Quelle di Arkeo non sono solo sculture quanto piuttosto presenze umane lievi, silenziose, cristallizzate nell’atmosfera atemporale dello spazio espositivo romano che diventa per l’occasione testimonianza del racconto e del potere rigenerativo della creatività.

Le opere di Arkeo divengono quindi rivelatrici del percorso iniziatico dell’uomo, trovando l’equilibrio essenziale tra materia e spirito. Tra pieni e vuoti. Presenza e assenza. Attraverso le sue figure Arkeo non si limita solo a raccontare quanto esposto, ma sembra piuttosto incoraggiare lo spettatore a “coglierne” gli aspetti più intimi ed a proiettarli nella propria coscienza invitandolo, in un mondo dominato dalle apparenze, a spogliarsi del superfluo che è in noi e che ci circonda, invitandoci a raggiungere l’Essenziale, la sostanza ontologica delle cose e del mondo che si rivela alla coscienza solo dopo aver compiuto quel necessario viaggio attraverso gli eventi della vita, lasciandoci attraversare dalle tempeste per rinascere e tornare a noi stessi più consapevoli, in una ritrovata maturità emotiva del mondo e di noi stessi che permette di andare oltre la superficie per raggiungere l’essenza del dato fenomenico che è nel mondo e ne determina l’esistenza, in un eterno confronto tra passato e presente.

Le sue sculture emergono pertanto da un’immersione onirica che riconduce a una spiritualità primordiale, espressa attraverso la creazione di figure antropomorfe e utilizzando materiale riciclato, indicando non solo una sensibilità ecologica, ma soprattutto configurando la pratica del riciclo come una seconda vita, una nuova opportunità per le cose, dal cui scarto emergono nuove possibilità di vita.

L’artista Arkeo donerà alla Fondazione Amedeo Modigliani la sua opera “Il Girasole Modì”, un gesto di omaggio alla figura e all’eredità artistica di Amedeo Modigliani, che arricchirà il patrimonio della Fondazione e ne accompagnerà le attività di valorizzazione e diffusione della sua memoria.