La moda non è soltanto espressione del gusto e dell'eleganza: è un linguaggio attraverso il quale una società racconta se stessa, manifesta le proprie aspirazioni e rende visibili le trasformazioni culturali. Gli abiti, i gesti e le immagini che li restituiscono costituiscono testimonianze preziose di un'epoca, capaci di rivelare mutamenti nei rapporti sociali, nei modelli di comportamento e nella percezione dell'identità individuale.
È proprio questa prospettiva a guidare Hayez Boldini Casorati. Moda e costume nella società moderna, la mostra ospitata al Castello Visconteo Sforzesco di Novara dal 31 ottobre 2026 al 4 luglio 2027. Curata da Elisabetta Chiodini e organizzata da METS Percorsi d'Arte insieme al Comune di Novara e alla Fondazione Castello di Novara, l'esposizione propone un viaggio nella storia del costume attraverso il dialogo tra pittura, abiti e accessori, restituendo alla moda il suo ruolo di documento culturale e sociale.
Articolato in otto sezioni cronologiche, il percorso accompagna il visitatore dai primi decenni dell'Ottocento agli anni Venti del Novecento, attraverso opere di importanti protagonisti della pittura italiana. I dipinti, provenienti da prestigiose raccolte pubbliche e private, sono affiancati da abiti e accessori storici delle Collezioni Civiche milanesi di Palazzo Morando e da collezioni private.
L'accostamento tra opere pittoriche e oggetti d'uso quotidiano costituisce uno degli aspetti più significativi della mostra. Il ritratto, infatti, non è soltanto una rappresentazione individuale: attraverso la postura, l'abbigliamento e gli accessori, racconta il ruolo sociale del soggetto, le convenzioni del proprio tempo e il modo in cui desidera essere percepito. Gli abiti esposti, a loro volta, permettono di osservare da vicino materiali, strutture e dettagli che nelle immagini dipinte possono sfuggire, trasformando l'esperienza estetica in un'indagine sulla vita quotidiana.
Il percorso prende avvio dalla moda neoclassica, caratterizzata da linee essenziali e riferimenti alla statuaria antica, per seguire l'evoluzione delle silhouette femminili verso le forme più elaborate dell'età romantica. Le opere di Andrea Appiani e Francesco Hayez testimoniano il mutamento del gusto e il crescente valore del ritratto come strumento di rappresentazione dell'identità e del prestigio sociale. La moda diventa così una componente fondamentale della costruzione dell'immagine pubblica, capace di comunicare appartenenza, status e aspirazioni.
Con il procedere del secolo, crinoline, tournure, drappeggi e accessori definiscono nuove forme di eleganza. I dipinti di Silvestro Lega, Giuseppe De Nittis, Daniele Ranzoni e Giovanni Boldini restituiscono l'immagine di una società nella quale l'apparenza assume un ruolo sempre più rilevante, mentre il modo di vestire diventa un segno distintivo di appartenenza e aspirazione. Le variazioni del costume riflettono anche una crescente attenzione alla dimensione mondana, alla vita urbana e alla rappresentazione di sé.
Particolarmente interessante è la sezione dedicata al fumo al femminile, che esplora il passaggio da gesto anticonformista a fenomeno culturale. La sigaretta, insieme ad altri comportamenti legati alla vita mondana, diventa un simbolo di nuove forme di socialità e di una progressiva ridefinizione dei ruoli femminili. In questo contesto, il corpo e i gesti delle donne acquistano una visibilità inedita, mettendo in discussione convenzioni e aspettative consolidate.
Gli ultimi ambienti conducono agli inizi del Novecento, quando la moda si confronta con una società più dinamica e con una diversa concezione del corpo. Gli abiti si alleggeriscono, le strutture sartoriali si semplificano e la libertà di movimento acquista un'importanza crescente. Il cambiamento non riguarda soltanto le forme dell'abbigliamento, ma anche il modo in cui le donne abitano lo spazio pubblico e interpretano la propria identità.
Le opere di Boldini e Casorati restituiscono, attraverso sensibilità artistiche differenti, il volto di una modernità in cui l'identità femminile si trova al centro di profonde trasformazioni. La pittura di Boldini, con la sua eleganza dinamica e le figure attraversate da un senso di movimento, dialoga con una società sempre più attenta alla mondanità e all'immagine. Casorati, invece, offre una visione più raccolta e meditativa, nella quale la figura umana diventa occasione di riflessione sulla forma, sulla presenza e sull'interiorità.
Il confronto tra questi artisti consente di comprendere come la moda non sia un fenomeno isolato, ma un elemento intrecciato alle evoluzioni del linguaggio artistico. Le trasformazioni degli abiti accompagnano quelle della rappresentazione: cambiano le silhouette, i gesti e le posture, ma anche il modo in cui il corpo viene osservato e interpretato.
La mostra invita così a riscoprire la storia del costume come parte integrante della storia culturale. Gli abiti non sono semplici complementi dei dipinti, ma testimonianze autonome, capaci di raccontare desideri, consuetudini, rapporti di genere e mutamenti economici. Attraverso il dialogo tra opere d'arte e manufatti storici, il visitatore è guidato a riconoscere nella moda una forma di memoria materiale, in cui si depositano le aspirazioni e le contraddizioni di una società.
Hayez Boldini Casorati. Moda e costume nella società moderna offre dunque l'occasione per guardare oltre la superficie estetica dell'abbigliamento e interrogare il significato culturale delle sue trasformazioni. Dai modelli neoclassici alla modernità del primo Novecento, il percorso mostra come vestirsi sia sempre stato anche un modo di prendere posizione nel mondo: un gesto quotidiano attraverso il quale l'individuo costruisce la propria immagine e partecipa, consapevolmente o meno, al cambiamento della società.










