52 spaces di Robin Rimbaud aka Scanner (Londra, 1964), presentato nella Sala Audio del museo, a cura di Maria Lodovica Ferrari, è un lavoro sonoro storico dell’artista e compositore britannico. Realizzato nel 2002 in occasione del novantesimo anniversario della nascita del regista Michelangelo Antonioni, è ispirato a L'eclisse (1962), film interpretato da Monica Vitti, attrice prediletta di Antonioni. Dialoghi, rumori, paesaggi urbani e frammenti musicali del film vengono scomposti, trasformati e riassemblati, intrecciandosi con registrazioni ambientali raccolte dall'artista tra le strade di Roma: la città reale e quella filmata si sovrappongono così in un unico tessuto acustico. Ne nasce un racconto enigmatico che invita il pubblico a fermarsi e ad abitare uno spazio di pura contemplazione.
Attraverso questa particolare costruzione sonora, l’opera mette in relazione il cinema e la realtà quotidiana, creando un’esperienza in cui i confini tra immagine, memoria e ascolto diventano sempre più sfumati. I suoni della città, estratti dal loro contesto e accostati alle tracce del film, assumono nuove possibilità di significato, dando vita a una composizione che trasforma l’ambiente urbano in materia narrativa.
Il lavoro invita così il pubblico a confrontarsi con una Roma percepita attraverso l’ascolto, in un continuo passaggio tra ciò che appartiene al film e ciò che proviene dall’esperienza diretta dell’artista. La sovrapposizione di questi diversi livelli costruisce un paesaggio sonoro aperto e suggestivo, nel quale il tempo, lo spazio e la memoria si intrecciano e permettono di riscoprire la città attraverso una dimensione più intima e contemplativa.
















