Anche quest'anno la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito di Castellabate, presieduta da Santino Carta e con Vittorio Sgarbi alla direzione artistica, rinnova il proprio impegno nella promozione dell'arte contemporanea attraverso il Premio Pio Alferano e un articolato programma espositivo ospitato negli spazi del Castello dell'Abate. Cuore dell'edizione 2026 è Theatrum mundi, progetto che riunisce quattro mostre dedicate ad altrettanti artisti capaci di interpretare, attraverso linguaggi differenti, il tema della rappresentazione e della costruzione dell'immaginario. Accanto ai costumi e alle figure visionarie di Antonella Cappuccio, ai grandi interni teatrali dipinti da Tommaso Ottieri e alle sculture di Livio Scarpella ispirate alla tradizione classica, la mostra Mirabilia di Felipe Cardeña, a cura di Paolo Sciortino, invita il pubblico a entrare in un universo caleidoscopico e multiforme, popolato da santi, divinità, eroi, antieroi, animali simbolici, figure mitologiche e personaggi della cultura popolare, immersi nel travolgente immaginario pop-floreale che da oltre vent'anni caratterizza la ricerca dell'artista.
Le opere di Felipe Cardeña nascono dall'incontro di mondi apparentemente lontanissimi. Cristo può convivere con Superman, una Madonna rinascimentale con una maschera africana, un bacchino con una divinità orientale, un santo cristiano con un'icona della cultura pop contemporanea. Lontano tanto dalla provocazione quanto dalla semplice citazione di stampo postmoderno, Cardeña costruisce una grande mitologia contemporanea nella quale santi, divinità, eroi, antieroi, animali simbolici e figure fantastiche provenienti dalle più diverse tradizioni culturali vengono raccolti e restituiti a una nuova vita. Come ha scritto il curatore Paolo Sciortino, “Felipe Cardeña raccoglie, ricuce, incolla, assembla e ridistribuisce i miti, le storie, le cronache e gli avvenimenti dell'attualità. Oggi Felipe si cimenta con l'agiografia, la rappresentazione dei santi, e lo fa con una devozione tutta contemporanea, ispirata alle visioni dell'intelligenza artificiale, che gli restituisce una santità immaginata nelle posture avvincenti, suadenti e affascinanti di una divinità secolarizzata. I santi patroni appaiono connotati e definiti come eroi belli dell'attualità”.
A rendere immediatamente riconoscibile questo linguaggio contribuisce l'uso del collage, che nel lavoro di Cardeña ha progressivamente superato i confini della carta per estendersi ai materiali tessili. Dopo la grande tenda multiculturale presentata alla Biennale di Venezia nel 2015, l'artista ha iniziato a tradurre la logica del collage anche nelle stoffe, nei ricami, nelle perline, nei gioielli e negli ornamenti provenienti dalle più diverse tradizioni del mondo, dando vita a opere che sono al tempo stesso immagini e tessiture culturali. Per l'occasione, la sala che ospita la mostra è stata interamente trasformata in un ambiente immersivo attraverso l'impiego di tessuti multietnici provenienti da diverse parti del mondo. Le pareti del Castello dell'Abate si trasformano così in una sorta di tempio simbolico sospeso tra culture, epoche e geografie differenti, richiamando idealmente la grande tenda multiculturale presentata da Felipe Cardeña alla Biennale di Venezia.
Particolarmente significativa, nel contesto della mostra di Castellabate, è la presenza dell'opera dedicata a San Costabile Gentilcore, realizzata appositamente per questa occasione. Figura centrale nella storia del borgo, il santo patrono viene reinterpretato attraverso il linguaggio di Cardeña e immerso nel suo universo coloratissimo di fiori, simboli e figure fantastiche. “Come in passato San Gennaro si trasformava in supereroe e Santa Rosalia in una eroina pop”, scrive ancora Paolo Sciortino, “anche San Costabile Gentilcore, il patrono di Castellabate, si presenta oggi ai fedeli come un giovane del Cilento, radicalmente italiano del Sud, assorto in una determinata missione popolare, ancestrale, eppure modernissima, dando forma a un immaginario nel quale il sacro e il profano cessano di apparire come realtà contrapposte per diventare parti di uno stesso racconto”. San Costabile entra così a far parte di quella grande costellazione di santi, eroi, divinità e personaggi mitici che popolano l'immaginario dell'artista, creando un ponte tra la tradizione locale e una dimensione simbolica capace di attraversare culture e geografie differenti.
Inserita nel programma di Theatrum mundi, Mirabilia invita il pubblico a esplorare un territorio nel quale il mito continua a rigenerarsi e le immagini attraversano liberamente i confini delle culture. Un universo festoso, visionario e sorprendente, nel quale santi, eroi, antieroi e figure leggendarie continuano a raccontare, attraverso nuove forme e nuovi colori, le grandi storie dell'umanità.












