Nata all’inizio del Novecento come gesto radicale di rottura con la rappresentazione, l’astrazione ha attraversato l’intero secolo scorso declinandosi in linguaggi, poetiche e visioni profondamente diverse tra loro. Dalle avanguardie storiche alle ricerche del primo e del secondo dopoguerra, fino alle molteplici derive concettuali, analitiche e materiche della seconda metà del secolo, l’arte astratta ha continuamente ridefinito il proprio campo d’azione, mettendo in discussione il rapporto tra forma, colore, spazio e percezione. Oggi, lontana da ogni tensione ideologica o da rigide appartenenze stilistiche, l’astrazione vive una fase di piena maturità: non più linguaggio unico o dogma formale, ma territorio aperto, capace di accogliere esperienze eterogenee e approcci profondamente individuali. In Italia, in particolare, negli ultimi trent’anni la ricerca aniconica si è sviluppata lungo traiettorie autonome, spesso distanti dai grandi movimenti internazionali, ma non per questo meno consapevoli o incisive.
La mostra Astrazioni, ospitata dalla Galleria Vik Milano, nasce con l’intento di restituire uno spaccato significativo di questa pluralità di sguardi attraverso il lavoro di cinque artisti italiani appartenenti a generazioni cresciute tra gli anni Settanta e i primi Duemila. Artisti che, pur muovendosi all’interno del campo dell’arte astratta, hanno sviluppato linguaggi profondamente differenti, affrontando il tema dell’aniconicità secondo prospettive formali, percettive, materiche e concettuali autonome.
In questo contesto, Astrazioni si apre idealmente col lavoro di Roberto Floreani (Venezia 1956), considerato uno degli astrattisti di riferimento della sua generazione, ma anche tra i pochi artisti italiani ad aver affiancato alla pratica pittorica una riflessione teorica organica e sistematica sul senso stesso dell’arte astratta nel contemporaneo. Accanto alla ricerca in studio, Floreani ha infatti sviluppato una solida attività critica confluita nel volume Astrazione come resistenza (De Piante editore), nel quale ricostruisce con taglio storico il percorso dell’astrattismo e ne rivendica la persistenza come spazio di libertà mentale e di ricerca interiore, capace di sottrarsi alle semplificazioni dell’immagine e alle dinamiche più superficiali del sistema visivo contemporaneo. Sul piano pittorico, Floreani ha elaborato nel tempo un linguaggio modulare fortemente identitario, fondato sulla forma circolare e sull’uso di materiali inediti, come la carta-tessuto cannettata, spesso combinata con vetro, carbone, legno e ferro di recupero. La sua ricerca intreccia rigore geometrico e sensibilità materica, con una palette cromatica che alterna contrasti netti tra bianco e nero a toni accesi, fino al frequente impiego del Klein Blue. Centrale nel suo lavoro è il dialogo tra cultura europea e filosofia del corpo di matrice orientale, così come la concezione dell’opera come intervento pensato in relazione diretta con lo spazio espositivo.
In questa stessa prospettiva, l’astrazione si declina nel lavoro di Sandi Renko (Trieste 1949) attraverso un’attenzione rigorosa alla progettualità, alla modularità e alle variabili percettive. Di origini italo-slovene, Renko lavora da sempre sul doppio binario dell’arte e del design, intesi come ambiti comunicanti. La sua ricerca si colloca nel solco della pittura analitica e delle esperienze dell’arte cinetica e programmata, con particolare attenzione ai meccanismi della visione e all’incidenza della luce sulla superficie. Le opere si fondano su strutture geometriche essenziali, spesso imperniate sul motivo del cubo e su sequenze di linee verticali di diversa lunghezza e spessore, generando superfici dinamiche che mutano in relazione al punto di osservazione. Ne derivano effetti percettivi misurati, costruiti con rigore metodologico e raffinata sensibilità cromatica.
Su un piano affine, ma orientato verso una dimensione più esplicitamente cromatica e ambientale, si colloca il lavoro di Marco Casentini (La Spezia 1961). Le sue opere sono strutturate attraverso moduli cromatici rigorosamente scanditi, organizzati secondo un disegno armonico che richiama la partitura musicale. Le campiture di colore, articolate in sequenze ritmiche, talvolta si sovrappongono a elementi realizzati in plexiglas, che introducono una soglia riflettente tra l’opera e lo spazio reale, invitando lo spettatore a un coinvolgimento diretto e immersivo. In alcune occasioni, Casentini estende questi moduli oltre la tela, trasformando pareti e pavimenti in un unico campo visivo continuo, secondo una concezione dinamica e ambientale dell’opera.
In una direzione diversa, dove l’astrazione si misura direttamente con la materia e con il gesto, si inserisce la ricerca di Davide Nido (Milano 1966–2014), tra i protagonisti più originali della nuova astrazione italiana. La sua opera si è distinta per una costante sperimentazione sui materiali e per l’uso non convenzionale della colla a caldo, impiegata come vero e proprio mezzo pittorico e plastico. Le superfici che ne derivano, caratterizzate da colori intensi e vibranti, tengono insieme rigore formale e suggestioni di matrice pop, dando vita a un linguaggio immediatamente riconoscibile. Oggi il suo lavoro è oggetto di una crescente attenzione critica e collezionistica, che ne conferma il ruolo di innovatore radicale nel panorama astratto contemporaneo.
Ancora differente è l’approccio di Leonida De Filippi (Milano 1969), che assume l’astrazione come forma essenziale e come dispositivo relazionale. Dopo una lunga fase di ricerca legata alla rilettura pittorica dell’immaginario digitale e mediatico, l’artista ha concentrato il proprio lavoro su un archetipo iconografico primario: il cerchio. Le grandi forme circolari, cromaticamente vibranti e cangianti, costituiscono il nucleo del progetto Circolarity, un’indagine che intreccia pittura e dimensione sociale. Sviluppatosi anche attraverso esperienze di volontariato in contesti fragili e marginali, questo ciclo di opere trasforma l’astrazione in strumento di connessione, capace di veicolare valori di condivisione, dialogo e partecipazione.
















