La mostra che inaugura il 26 febbraio presso Tempesta Gallery riunisce le pratiche pittoriche di Paulina Emilia Aumayr e Lorenzo Conforti, mettendo in dialogo due ricerche che, pur muovendosi su registri formali e concettuali differenti, condividono una profonda attenzione alla dimensione psicologica, corporea e strutturale dell’esperienza contemporanea.

Paulina Emilia Aumayr (2002, Vienna – vive e lavora a Vienna) lavora tra pittura e testo. Dal 2021 studia presso l’Academy of Fine Arts Vienna nella classe di Daniel Richter. La sua pratica indaga le intersezioni tra intimità e violenza, rendendo visibili le strutture sottili e sistemiche del potere patriarcale. Attraverso colore, gesto e linguaggio, Aumayr traduce la resistenza femminista in immagini cariche di tensione, vulnerabilità e confronto.

Il lavoro dell’artista è stato presentato in spazi quali Galerie Kandlhofer, Galerie Krinzinger, VinVin Galerie, Galerie Michael Bella, Weserhalle Berlin e Parallel Art Fair.

Lorenzo Conforti (1996, Tolentino – vive e lavora tra Milano e Tolentino) sviluppa una pratica pittorica radicata nella fusione di immagini provenienti da anatomie organiche eterogenee. Cresciuto tra musica e graffiti writing, si forma all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove co- fonda il collettivo Hardchitepture (2019–2024), dedicato all’indagine dell’installazione ambientale e scenografica, per poi completare gli studi all’Accademia di Belle Arti di Milano.

La sua pittura si muove ai limiti dell’astrazione, generando forme ibride e stratificate che resistono all’urgenza contemporanea di definire, spiegare o significare. I dipinti diventano paesaggi interiori instabili, spazi di transazione psicologica in cui frammentazione, sovraccarico e incertezza convivono. La pittura resta, per Conforti, l’unica ancora capace di sostenere l’instabilità della bellezza, aprendo visioni in cui la materia si trasforma costantemente e corpi senza tempo fluttuano in panorami germinali.

La mostra costruisce un dialogo tra due approcci che concepiscono la pittura come campo critico e sensibile: da un lato spazio di indeterminazione e complessità percettiva, dall’altro luogo di resistenza politica e affettiva. La pittura non offre risposte definitive, ma apre territori instabili in cui sostare, osservare e mettere in discussione.