Influenzato dal fotorealismo americano, Moradi sembra, però, superarlo attingendo ad atmosfere surrealiste.

“La mia arte riflette una vita vissuta tra due mondi opposti: l’ambiente rumoroso dell’officina meccanica di mio padre, che riparava auto e il silenzio e l’espressività del mondo della pittura.

Queste esperienze si sono poi fuse in una visione del mondo dove il freddo metallo delle automobili e la fluida natura dell’arte si uniscono per diventare un linguaggio unico per esprimere le mie emozioni.

Per me la pittura non consiste solo nel raggiungere una destinazione o un risultato: è un mezzo per esprimere la mia percezione del mondo. Attraverso il mio lavoro traduco le mie sensazioni più profonde in un dialogo visivo tra l’umanità e i soggetti che ci circondano. Vedo le automobili non solo come macchine, ma come vessilli di memoria, nostalgia e identità sociale.

I miei dipinti abitano uno spazio di ambiguità e invitano chi guarda ad andare oltre la superficie. Cerco di trasmettere i sottili cambiamenti della vita quotidiana e il passaggio del tempo atttraverso la materia e le forme dei miei soggetti.

Il mio lavoro è un’esplorazione dell’esistenza – un modo per condividere la mia esperienza sensoriale e la mia visione filosofica con coloro che penetrano nelle atmosfere dei miei dipinti. “

Ali Moradi. Nato nel 1986 a Tehran, dove tuttora vive. Ha studiato arti grafiche e ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla pittura nel 2001.