Il motivo “Flora” nacque nel 1966 su commissione di Rodolfo Gucci, per creare un foulard di seta da regalare a Grace Kelly in occasione della sua visita alla boutique di Milano, insieme al marito, il Principe Ranieri III di Monaco. Dietro il disegno c’è l’artista italiano Vittorio Accornero de Testa, illustratore, pittore e scenografo, che lavorò per Gucci tra il 1960 e il 1981.

Grace, in quel periodo, entrava nella cerchia dei clienti illustri di Gucci: grande attrice d’oltreoceano, musa di Alfred Hitchcock, protagonista di film come: La finestra sul cortile e Caccia al ladro, che la consacrarono come icona del cinema e simbolo di eleganza e fascino sofisticato.

Alfred apprezzava la sua capacità di essere al tempo stesso distante e magnetica sullo schermo, qualità che la rese una vera musa del regista. Oltre alla sua fama e regalità, era nota per il suo stile sobrio, chic e raffinato, che armonizzava glamour cinematografico e grazia aristocratica.

Sembra che avesse una predilezione per i fiori: narrazioni popolari dicono che amava i fiori freschi e quelli pressati, una sensibilità che la rendeva un’ottima candidata per un accessorio a tema floreale. Grace Kelly non era soltanto una star di Hollywood o una principessa di Monaco: era una vera trend-setter ante litteram, capace di dettare le regole dello stile piuttosto che inseguirle, e la cui influenza andava ben oltre il cinema, arrivando fino alla nobiltà europea. Il caso di Grace Kelly, come direbbe Hitchcock, fu “un unicum storico”.

Vinse l’Oscar come Migliore Attrice per The Country Girl nel 1955 e, poco dopo, sposò il Principe Rainier Louis Henri Maxence Bertrand Grimaldi (matrimonio celebrato nel 1956). Dopo il matrimonio abbandonò la carriera cinematografica per diventare principessa consorte di Monaco. Questo intreccio di carriera artistica ai massimi livelli, celebrità hollywoodiana e ruolo reale è considerato un evento senza precedenti e, appunto, senza analoghi successivi.

Quando si presentò in negozio acquistando la celebre borsa con manico in bambù, Rodolfo Gucci volle renderle omaggio con un dono speciale, ma ritenne che nessun foulard in magazzino fosse all’altezza del suo stile e del suo status.

Così decise di commissionare per lei un disegno unico, affidandone la realizzazione ad Accornero. Fu concepito come un dono speciale, ma divenne presto un’icona: la stampa “Flora” non restò confinata al foulard – nel tempo fu ripresa su borse, abiti, accessori, finanche in creazioni ispirate ai fiori della stampa.

Tema e ispirazione non sono casuali: rappresentano un omaggio alle radici fiorentine di Gucci e richiamano l’allegoria della flora e i motivi naturali dei dipinti di Botticelli – in particolare La Primavera e La Nascita di Venere – dove la figura femminile indossa un abito ornato di fiori.

Questo omaggio estetico e culturale trasformò il motivo in qualcosa di più di un semplice pattern: lo rese un simbolo di eleganza romantica e raffinata, attingendo alla tradizione artistica italiana e alla storia del Rinascimento.

Dopo il debutto negli anni Sessanta, “Flora” visse un periodo di grande popolarità, poi decadde un po’. Nei decenni successivi, il motivo “Flora” fu comunque usato – ma non in modo costante e dominante nella griffe.

Dopo la sua nascita fu utilizzato per foulard, abiti (già nel 1969 comparve un mini-abito floreale) e altre tipologie di abbigliamento e accessori. Tuttavia, a partire dagli anni Settanta-Ottanta, il brand si orientò su temi diversi (equitazione, monogrammi, altri codici), e l’uso di “Flora” – pur presente – diventò meno centrale.

Il vero e proprio rilancio di “Flora” – trasformandola da leggenda nostalgica a codice stilistico centrale – avvenne sotto Frida Giannini, la designer subentrata al texano Tom Ford nella direzione creativa.

Nel 2005 (all’inizio del suo incarico da creative director accessori/donne di Gucci) decise di riportare in auge la stampa. Da quel momento, fu reinterpretata su borse, abiti, scarpe, foulard e diventò una delle colonne stilistiche del brand nei decenni successivi.

Inoltre, il motivo ispirò anche una linea di profumi/collezione olfattiva in omaggio alla stampa.

Con Frida, “Flora” venne rinnovata anche dal punto di vista grafico, sperimentando versioni monocolore e interpretazioni più scenografiche, capaci di valorizzarne il potenziale visivo. Le capsule ispirate a “Flora” ottennero un enorme successo commerciale, andando rapidamente sold out nelle stagioni in cui vennero lanciate.

Da gennaio 2015 arrivò Alessandro Michele alla direzione di Gucci. Con lui “Flora” cambiò aspetto e venne reinterpretata grazie alla collaborazione con l’artista Kris Knight, canadese noto per i suoi ritratti.

Nature morte dai colori vibranti, che Knight declina in chiave nuova, spesso più dark, con fiori “notturni” e atmosfere sensuali.

La versione di Frida Giannini tende a mantenere le proporzioni originali create da Accornero, rispettando la delicatezza e l’equilibrio del motivo.

Al contrario, Kris, sotto la direzione di Alessandro Michele, ingrandisce la stampa: “Quando il pattern viene espanso l’impatto visivo cambia radicalmente”.

Questa scelta accentua l’effetto drammatico della stampa, rendendola meno decorativa e più narrativa. Frida punta a un’eleganza tradizionale, raffinata e conservativa, mentre Kris e Alessandro lavorano sulla scala e sul contrasto cromatico, raccontando un’estetica più concettuale, intensa e scenografica. Due concetti diversi, entrambi molto belli, a mio avviso.

Ancora oggi “Flora” incarna l’anima romantica, nostalgica e profondamente fiorentina di Gucci: un ponte tra moda e arte, tra tessile e pittura.

E così, ancora una volta, per questa stagione estiva 2026 – con Demna Gvasalia direttore creativo di Gucci da luglio 2025 – la stampa che fu di una principessa torna a scrivere la sua storia, lasciando a chi la osserva il compito di decifrarne il nuovo significato.