A Venezia, da fine agosto, grandi appuntamenti musicali e sinfonici solcheranno i palcoscenici del Teatro La Fenice e del Teatro Malibran.

Una ripresa intensa grazie alla fitta serie di allestimenti lirici, concerti sinfonici e spettacoli di balletto che completeranno la Stagione 2025-2026 della Fondazione lirico-sinfonica veneziana.

Così, primo spettacolo a calcare il palcoscenico sarà L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, un grande classico del repertorio feniceo: il capolavoro del compositore bergamasco sarà proposto nel felicissimo allestimento con la regia di Bepi Morassi, le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni, e sotto la direzione musicale di Francesco Ivan Ciampa. Interpreti principali Gilda Fiume, Valerio Borgioni e Bruno Taddia. L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, nella collaudatissima produzione con la regia di Bepi Morassi, e con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni. Dirige Francesco Ivan Ciampa.

Melodramma giocoso in due atti su un libretto di Felice Romani, tratto dal libretto francese Le philtre di Eugène Scribe, L’elisir d’amore fu presentato il 12 maggio 1832 al Teatro alla Canobbiana di Milano e segnò la definitiva consacrazione di Donizetti in quella piazza, dopo il lusinghiero trionfo di Anna Bolena (1830) e l’esito incerto di Ugo conte di Parigi (1832). Fin dalla prima, L’elisir d’amore è divenuto un classico dell’opera ottocentesca: un classico ‘atipico’, perché non ascrivibile al genere serio né a quello dell’opera comica, quanto piuttosto a quel genere intermedio, via via definito come «opera semiseria» o «comédie larmoyante», che dalla seconda metà del Settecento fino all’Ottocento inoltrato si era fatto principale veicolo d’identificazione borghese, ponendo in primo piano la serietà del contenuto sentimentale, inteso come edificante strumento di commozione. Nel cast di questa ripresa dell’Elisir d’amore al Teatro Malibran figurano interpreti di alto profilo: Adina sarà interpretata dal soprano Gilda Fiume; Nemorino dal tenore Valerio Borgioni; il baritono Alessandro Luongo vestirà i panni di Belcore, mentre il baritono Bruno Taddia sarà il dottor Dulcamara; infine il soprano Barbara Massaro sarà Giannetta. Lo spettacolo - proposto con sopratitoli in italiano – è in prima mercoledì 26 agosto 2026 (ore 19.00); venerdì 28 e domenica 30 agosto, e martedì 1 settembre.

E dal 18 settembre sarà la volta di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, capolavoro del verismo italiano, in scena in un nuovo allestimento con la direzione musicale di Daniele Callegari, e quali interpreti principali due nomi di assoluto richiamo: Gregory Kunde e Selene Zanetti, quest’ultima al debutto nel ruolo di Nedda. La messinscena, con la regia di Andrea Bernard, le scene e i costumi realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Cinque le recite al Teatro Malibran: il 18, 20, 22, 24, 26 settembre 2026.

E a chiusura della Stagione Lirica 2025-2026 è il dittico novecentesco, composto da The telephone di Gian Carlo Menotti e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein. Il doppio spettacolo sarà presentato in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta e sotto la direzione musicale di Francesco Lanzillotta e con la presenza di interpreti d’eccezione quali il baritono Allen Boxer e il soprano Elisa Balbo. Al Teatro Malibran il 9, 10, 11, 13, 14 ottobre 2026 al Teatro Goldoni.

Mentre per la Stagione Sinfonica è il concerto diretto da Daniele Callegari che dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione della Sinfonia in do di Georges Bizet e della Sinfonia n. 2 in do minore op. 17 Piccola Russia di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Due le repliche del concerto al Teatro Malibran: la prima di venerdì 25 settembre ore 20.00 è in abbonamento; la replica di domenica 27 settembre ore 17.00 sarà riservata agli under35.

E per la Stagione di Balletto 2025-2026 sono due spettacoli in scena al Teatro Malibran (venerdì 16 ottobre e sabato 17 ottobre) sul tema dell’atroce attualità della guerra. A calcare il palcoscenico l’Hamburger Kammerballett, la compagnia di danza composta da ballerini professionisti nata nel 2022 con l’obiettivo di sostenere i danzatori ucraini rifugiati in Germania, che proporrà a Venezia due coreografie, entrambe firmate da John Neumeier e create nel 1976: Hamlet connotations, creato sulle note di Piano variations, connotations for orchestra e estratti da Piano Fantasy di Aaron Copland; e Petruška variations, sulla musica dei Trois mouvements de Petrouchka di Igor Stravinskij. Interprete al pianoforte Sophie Pacini (Teatro Malibran in doppia replica, venerdì 16 ottobre ore 19.00 e sabato 17 ottobre ore 17.00).

Infine sarà in scena Dear son, un ritratto coreografico di una famiglia scossa dalla perdita di un figlio partito per la guerra. La coreografia, risale al 2024 su musiche di autori vari, è opera di Sasha Riva e Simone Repele, due danzatori e coreografi che si sono imposti sulle scene internazionali con una cifra estetica in grado di coniugare un approccio teatrale e un vocabolario neoclassico a un linguaggio fortemente contemporaneo, caratterizzato dalla centralità del gesto e del movimento. La coreografia si avvale dei disegni originali dell’artista cinese Gu Jiajun realizzati con l'aiuto di Adèle Vettu, e del light design di Alessandro Caso. Danzeranno gli stessi coreografi insieme con Anne Jung; per una produzione Riva & Repele, Le Voisin realizzata in coproduzione con Orsolina28, Centre des Arts Geneve, Romaeuropa Festival e Daniele Cipriani Entertainment. Anche questo spettacolo sarà in scena al Teatro Malibran in doppia replica, venerdì 23 ottobre ore 19.00 e sabato 24 ottobre ore 17.00.

Ma giova ancora ricordare altri due importanti appuntamenti.

Il 5 settembre quando si festeggia il 10° anniversario di La la land con un concerto live-to-film al Teatro La Fenice. Nell’occasione La Maison Cartier presenta La la land in concert, nell'ambito della programmazione del Cartier Cinema Club all'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia. Un evento che segna il decimo anniversario della prima mondiale di La la land.

Promossa in collaborazione con Lionsgate® e Hurwitz Concerts, la serata rappresenta l'esecuzione musicale dal vivo della colonna sonora in contemporanea con la proiezione del film sullo schermo. Alla presenza dello sceneggiatore e regista premio Oscar® Damien Chazelle, il compositore premio Oscar® Justin Hurwitz dirigerà l'Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, affiancato dal pianista Randy Kerber, che ha suonato anche nella registrazione della colonna sonora original.

Mentre il 14 settembre nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, in collaborazione con zenproduction.it, andrà in scena “L’Antidote”, un trio formato dal violoncellista albanese Redi Hasa, dal maestro iraniano di percussioni Bijan Chemirani e dal pianista libanese Rami Khalifé.

“L’Antidote” nasce dalla collaborazione di tre musicisti virtuosi, ciascuno con un background artistico distinto, ma uniti da una visione condivisa della musica come spazio di guarigione, connessione e trasformazione. Redi Hasa, noto per il suo lavoro di riscoperta e reinvenzione della musica tradizionale del Sud Italia e per le sue collaborazioni con Maria Mazzotta, Ludovico Einaudi e Robert Plant, fa cantare il violoncello con una voce a tratti minimalista, a tratti barocca e a tratti tormentata. Bijan Chemirani, maestro dello zarb iraniano e delle percussioni persiane, intreccia metriche jazz, ritmi mediterranei e sapienza orientale in un linguaggio ritmico altamente raffinato. Rami Khalifé, pianista e compositore libanese, mimetizza i confini che si snodano tra formazione classica, composizione contemporanea e musica elettronica.

Un progetto che racchiude un’opera di grande eleganza poetica e strumentale, sospesa tra jazz, world music e influenze mediorientali, in grado di dare forma a un antidoto sonoro capace di contrastare conflittualità e orrori del nostro tempo attraverso l’ascolto, la bellezza e l’immaginazione.