Ad un secolo dalla sua fondazione la Martha Graham Dance Company approda al Teatro La Fenice di Venezia – risale infatti a cinquantuno anni fa la sua ultima apparizione in laguna – per celebrare i cento anni della sua fondazione.

La compagnia, fondata nel 1938 da Martha Graham (1894-1991) in sostituzione del precedente Dance Group nato appunto nel 1926, può essere ritenuta la più antica compagnia di modern dance americana.

Ma giova ricorda che Martha Graham ha avuto un impatto profondo e duraturo sull’arte e la cultura americana. Ha definito da sola la danza contemporanea come una forma d’arte esclusivamente americana, che il Paese ha a sua volta condiviso con il mondo. Travalicando i confini artistici, ha collaborato, commissionando loro delle opere, con i principali artisti visivi, musicisti e designer del suo tempo, tra cui lo scultore Isamu Noguchi e i compositori Aaron Copland, Samuel Barber e Gian Carlo Menotti. Lo stile rivoluzionario di Martha Graham è nato dalla sua sperimentazione con i movimenti elementari di contrazione e rilascio. Concentrandosi sulle attività fondamentali della forma umana, ha rianimato il corpo con un’emozione pura ed elettrica. I movimenti decisi, spigolosi e diretti della sua tecnica rappresentavano un netto scarto dallo stile predominante dell’epoca.

Martha Graham ha influenzato generazioni di coreografi, tra cui Merce Cunningham, Paul Taylor e Twyla Tharp, modificando il raggio d’azione della danza. I ballerini di danza classica Margot Fonteyn, Rudolf Nureyev e Mikhail Baryshnikov la cercavano per espandere la loro arte. Artisti di ogni genere erano ansiosi di studiare e lavorare con lei: insegnò ad attori come Bette Davis, Kirk Douglas, Madonna, Liza Minnelli, Gregory Peck, Tony Randall, Eli Wallach, Anne Jackson e Joanne Woodward a utilizzare il proprio corpo come strumento espressivo. Nel corso della sua lunga e illustre carriera, Martha Graham ha creato 181 coreografie. In occasione del Bicentenario degli Stati Uniti le è stata conferita la più alta onorificenza civile del Paese, la Medal of Freedom. Nel 1998, la rivista Time l’ha nominata Ballerina del Secolo. Prima ballerina a esibirsi alla Casa Bianca e a fare da ambasciatrice culturale all’estero, ha catturato lo spirito di una nazione. «Nessun artista è in anticipo sui tempi – ha affermato –. Egli è il suo tempo. Sono solo gli altri ad essere indietro sui tempi».

Fin dalla sua fondazione nel 1926, la Martha Graham Dance Company è stata una formazione all’avanguardia nell’evoluzione della danza moderna. È la più antica compagnia di danza degli Stati Uniti e la più antica compagnia di danza integrata. Oggi, sta adottando una nuova idea di programmazione che presenta capolavori di Graham accanto a nuove opere commissionate ad artisti contemporanei. Con programmi che uniscono il lavoro di coreografi di ogni epoca all’interno di una ricca narrazione storica e tematica, la compagnia sta lavorando attivamente per creare nuove piattaforme per la danza contemporanea e molteplici punti di accesso per il pubblico. Fin dalla sua fondazione, la Martha Graham Dance Company ha ricevuto consensi internazionali da parte del pubblico di oltre cinquanta paesi in Nord e Sud America, Europa, Africa, Asia e Medio Oriente. Si è esibita al Metropolitan Opera House, alla Carnegie Hall, all’Opéra di Parigi, al Covent Garden e al John F. Kennedy Center for the Performing Arts, ma anche ai piedi delle Grandi Piramidi in Egitto e nell’antico teatro Odeon di Erode Attico sull’Acropoli di Atene. Inoltre, la compagnia ha prodotto diversi film pluripremiati trasmessi dalla PBS e in tutto il mondo.

Definita «una delle sette meraviglie dell'universo artistico» dal Washington post, la Martha Graham Dance Company eseguirà a Venezia tre creazioni della sua fondatrice, Diversion of angels (1948), su musica di Norman Dello Joio; Lamentation (1930) su una partitura di Zoltán Kodály; e Chronicle (1936) su musica di Wallingford Riegger.

Questi straordinari ‘pezzi’ di storia di danza moderna saranno affiancati da En masse, una nuova produzione firmata dalla coreografa americana Hope Boykin su musica di Leonard Bernstein e Christopher Rountree, commissionata proprio per celebrare Graham100, il centenario della Martha Graham Dance Company, e presentata in prima assoluta lo scorso ottobre in California.

Ben cinque le repliche in programma al Teatro La Fenice – dal 6 al 10 maggio 2026 -, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice.

Nella storia della danza universale Martha Graham è una delle artiste più affermate e riconosciute di tutti i tempi, una delle forze artistiche più importanti del ventesimo secolo, al fianco di Picasso, James Joyce, Stravinsky e Frank Lloyd Wright.

Nata nel 1894 negli Stati Uniti, con la sua coreutica e coreografia attraversa quasi un secolo di storia, e può essere a buon diritto considerata fra gli esponenti più rappresentativi della cultura del Novecento.

In molti anni di attività Martha Graham è stata danzatrice, coreografa, creatrice di una tecnica nuova di danza, divenuta nel tempo una tecnica quasi universale, fondamentale per la formazione di danzatrici e danzatori.

Secondo Martha Graham “l’esponente della danza moderna deve combattere contro due cose. Una è la convinzione che essa significhi semplicemente esprimere sé stessa, e l’altra che non necessiti di alcuna tecnica. La danza ha due facce una è la scienza del movimento, la tecnica che è una fredda scienza esatta, e deve essere imparata molto accuratamente, e l’altra è la distorsione di questi principi, l’uso di questa tecnica costretta da un’emozione”.

Così se la danza di Martha Graham scaturiva da ritmi binari vitali della respirazione, del battito cardiaco, dalla sequenza di concentrazione e distensione muscolare, di certo non è un caso se nel 1998, la rivista «Time» l'ha nominata Ballerina del secolo mentre la rivista «People» l'ha inserita tra le Icone femminili del secolo. E ancora non è un caso se come coreografa, è stata estremamente prolifica, creando oltre centottanta balletti.

Il suo approccio alla danza e al teatro e la sua tecnica originale hanno rivoluzionato l’arte in generale, e il suo innovativo vocabolario fisico ha influenzato irrevocabilmente la danza in tutto il mondo.

Lo spettacolo Diversion of angels è stato presentato per la prima volta negli Stati Uniti, al Palmer Auditorium di New London, Connecticut, il 13 agosto 1948.

Martha Graham descrisse una volta questa coreografia con la metafora dei tre aspetti dell'amore: la coppia in bianco rappresenta l'amore maturo in perfetto equilibrio; il rosso, l'amore erotico; e il giallo, l'amore adolescenziale. La danza non segue alcuna storia.

La sua azione si svolge nel giardino immaginario che l'amore crea per sé. Il balletto si chiamava originariamente Wilderness stair.

Lamentation invece, debuttò a New York l'8 gennaio 1930, al Maxine Elliot's Theater, su musica del compositore ungherese Zoltán Kodály. La danza è eseguita quasi interamente da seduta, con la ballerina avvolta in un tubo di maglia viola. Le diagonali e le tensioni formate dal corpo della ballerina che si dibatte all'interno del materiale creano una scultura in movimento, un ritratto che presenta l'essenza stessa del dolore. La figura in questa danza non è né umana né animale, né maschile né femminile: è il dolore stesso.

Chronicle debuttò al Guild Theater di New York il 20 dicembre 1936. Il balletto era una risposta alla minaccia del fascismo in Europa; all'inizio di quell'anno, Graham aveva rifiutato un invito a partecipare alle Olimpiadi del 1936 in Germania, affermando: «Troverei impossibile ballare in Germania al momento. Così tanti artisti che rispetto e ammiro sono stati perseguitati, sono stati privati del diritto di lavorare per ragioni ridicole e insoddisfacenti, che considererei impossibile identificarmi, accettando l'invito, con il regime che ha reso possibili tali cose. Inoltre, alcuni membri del mio gruppo di concerti non sarebbero benvenuti in Germania» (un riferimento al fatto che molti membri del suo gruppo erano ebrei).

Chronicle non cerca di mostrare la realtà della guerra; piuttosto, evocandone le immagini, ne delinea il fatidico preludio, ritrae la devastazione spirituale che lascia sulla sua scia e suggerisce una risposta.

En masse (2025) è stato commissionato per celebrare Graham100, il centenario della Martha Graham Dance Company. Riprende una collaborazione della fine degli anni '80 tra due iconici artisti americani, Martha Graham e Leonard Bernstein. Documenti d'archivio mostrano che questi straordinari artisti furono ispirati da una vasta gamma di questioni sociali americane, ma alla fine quel lavoro non si concretizzò. Tuttavia, nel corso della ricerca condotta dalla compagnia, la Leonard Bernstein Organization ha scoperto un brano musicale molto breve e sconosciuto intitolato Vivace *che, a loro avviso, Bernstein compose per Martha Graham. La colonna sonora di *En masse è un’‘espansione’ di Vivace firmata da Christopher Rountree. A questo si aggiunge un nuovo arrangiamento di estratti da MASS di Bernstein, sempre di Rountree.

Graham risulta essere così una delle più grandi coreografe e danzatrici della storia della danza universale, libera com’era da schematismi e rigidezze, ma in grado di visualizzare e di dare espressione alle più profonde spinte emotive delle essere umano per creare una dimensione coreutico-visiva che andava ben oltre la danza ed investiva lo spazio, il cuore e la mente: Martha Graham, un mito.