Vistamare è lieta di presentare Abyss. When two shadows overlay do they get darker?, la prima mostra personale di Francesca Banchelli nella galleria di Pescara, dopo il progetto site specific realizzato nel 2024 nella sede di Milano, nell’ambito del programma Focus on.
La pratica artistica di Francesca Banchelli spazia dalla pittura alla performance e alla scultura. Il suo linguaggio visivo indaga il rapporto tra tempo, memoria e immaginazione, intrecciando registro onirico e realtà e dando vita ad ambienti immersivi.
La mostra riunisce una nuova serie di dipinti e sculture, concepiti appositamente per gli spazi espositivi, che nascono da una riflessione sul presente e sul suo impatto psicologico, affrontando il conflitto tra sfera individuale e collettiva, tema centrale nella produzione dell’artista. Il progetto espositivo è pensato come un dispositivo narrativo che introduce lo spettatore in una dimensione sospesa, costruita a partire da un incipit quasi filmico. Un singolo istante si espande in una molteplicità di punti di vista, variazioni luminose e possibilità latenti.
In discontinuità con il ciclo precedente The fugitive, caratterizzato da paesaggi desertici e territori indefiniti, in Abyss le figure umane sembrano fermarsi in ascolto, intercettando un mondo in trasformazione. Spesso situate su spiagge o scogliere, abitano uno spazio liminale in cui affiorano stati di solitudine, prossimità, distacco e desiderio. Mentre i soli ricorrenti nei dipinti emergono come elementi simbolici ambivalenti — alba, tramonto, principio o declino — suggerendo il passaggio incerto tra orizzonti temporali e condizioni interiori. All’interno di questa stessa soglia di instabilità si collocano anche le sculture, che estendono la ricerca pittorica nello spazio tridimensionale. Prendono forma da una duplice lavorazione: la terracotta ne definisce la struttura, mentre la cera interviene successivamente come una sorta di pelle stratificata, stesa per velature o “pennellate” che conferiscono alla superficie una qualità organica, attraversata da gradi mutevoli di consistenza, opacità e trasparenza.
In una tensione costante tra presenza e perdita del corpo, le opere oscillano fra ipotesi di evoluzione e involuzione, sottraendosi alle categorie di nascita e fine per esistere come presenze in continuo divenire.












