Vistamare è lieta di presentare Ambientale, la terza mostra personale di Joana Escoval in galleria, e la sua prima nella sede di Pescara.

La mostra introduce un nuovo corpus di opere concepite appositamente per lo spazio della galleria e mai esposte prima.

Nel corso dell’ultimo decennio, Escoval ha esplorato pratiche e rituali che collegano i corpi e i gesti alle forze invisibili che plasmano la Terra e noi stessi come parte di essa. Attraverso la scultura, la performance e il suono, l’artista indaga come la materia e la coscienza si intersecano e risuonano: come l’acqua conserva e trasmette la memoria; come il respiro e il vento creano ritmi tra cielo e terra; come le ombre e le vibrazioni possono essere percepite pur essendo fugaci; e come i corpi si sintonizzano l’uno con l’altro.

Dopo aver trasferito il suo studio nella regione dell’Alentejo, vicino al mare e immersa nella cultura rurale e selvaggia del sud del Portogallo, Escoval ha sviluppato una pratica radicata in questo territorio.

La serie Ambientale è iniziata con un piccolo dittico nato dal rapporto con il suo gatto Chuva. In seguito sono stati realizzati quadri di dimensioni maggiori, esplorando le vibrazioni della luce al mattino e il riverbero del vento tra gli ulivi. L’artista ha utilizzato dei pennelli fatti a mano con ciocche dei propri capelli neri e ciuffi tagliati dalla criniera di Talismã, un cavallo che ha addestrato e di cui si è presa cura, fondendo tenerezza, ritualità e collaborazione.

Nel tornare alla pittura, ha descritto la risposta del suo corpo con una sensazione di rilassamento, profonda libertà e vitalità. Ogni pennellata diventa meditativa ed energizzante, un’esperienza ciclica e rigenerante che la aiuta ad adattarsi alla densità del mondo in cui viviamo.

Il suono assume un ruolo essenziale: proprio come la luce è una vibrazione visibile, il suono è una vibrazione udibile che circonda e avvolge i nostri corpi. Accogliendo l’ascolto come nucleo fondamentale, Escoval apre uno spazio fisico e psicologico che si espande e dilata il tempo.

La mostra riflette la storia energetica del suo processo creativo, rispondendo contemporaneamente come complice e testimone. Più interessata alla pittura come trasferimento di energia che come linguaggio visivo, Escoval continua una pratica quotidiana di tempo profondo attraverso sottili fluttuazioni nella corrente e nel flusso.