Manifattura Italiana Occhiali vanta l’implementazione di un raro savoir-faire basato sulla padronanza di abilità tradizionali di alto tecnicismo, unite alle ultime innovazioni tecnologiche. È stato così anche per il vostro ultimo progetto “Customeyes”, una piattaforma digitale di manifattura e customizzazione pensata e sviluppata per creare occhiali completamente personalizzati. Ci può raccontare meglio quando e come nasce questo progetto e quali difficoltà avete incontrato per la realizzazione?
Customeyes nasce da una riflessione molto semplice: l’occhiale è un oggetto estremamente personale, ma l’industria eyewear è ancora spesso legata a logiche produttive standardizzate. Noi volevamo superare questo limite e creare una piattaforma capace di unire manifattura, tecnologia e libertà creativa. Il progetto nasce quindi dall’esperienza di Manifattura Italiana Occhiali nel prodotto alto di gamma, ma anche dalla volontà di portare nel settore un nuovo modello produttivo: non più solo collezioni predefinite, ma occhiali realmente personalizzabili, prodotti anche in micro-lotti o pezzi unici.
La difficoltà principale è stata trasformare una visione creativa in un processo industriale affidabile. Personalizzare un occhiale non significa solo cambiare un colore a video: significa fare in modo che ogni scelta estetica sia poi tecnicamente producibile, ripetibile e coerente con gli standard qualitativi richiesti dal prodotto premium. Customeyes è quindi nato dall’incontro tra due mondi: da una parte il savoir-faire artigianale, la conoscenza dei materiali e delle finiture; dall’altra l’innovazione digitale, che permette di rendere questo processo più accessibile, immediato e scalabile.
Quanti professionisti sono stati coinvolti nella realizzazione di questa piattaforma?
Il progetto ha coinvolto un team multidisciplinare. Non solo sviluppatori digitali, ma anche designer, modellisti, tecnici CAD, esperti di materiali, verniciatori, artigiani specializzati, figure di produzione e persone dedicate alla parte ottica e commerciale. Complessivamente possiamo dire che sono state coinvolte oltre quindici professionalità diverse tra interne ed esterne, perché Customeyes è un progetto che vive esattamente nell’incontro tra digitale e manifattura. Non è semplicemente un software, ma un sistema produttivo completo. Per questo è stato necessario mettere insieme competenze molto diverse, dalla progettazione della montatura fino alla resa finale del prodotto fisico.
All’interno del software è possibile personalizzare il telaio dell’occhiale, scegliendo tra dieci tipologie diverse. Chi ha curato la parte relativa al design?
La parte design è stata curata da Lele Danzi, in collaborazione con Manifattura Italiana Occhiali, partendo dalla nostra esperienza nella produzione di occhiali premium per brand internazionali. Abbiamo voluto creare una base di modelli equilibrata, contemporanea e trasversale: forme riconoscibili, ma non troppo vincolanti, così da lasciare spazio alla personalizzazione. Il lavoro di design è stato pensato proprio per dare alla piattaforma una forte flessibilità estetica. I modelli dovevano essere sufficientemente iconici da avere carattere, ma allo stesso tempo abbastanza aperti da poter cambiare identità attraverso colori, lenti, finiture e combinazioni personalizzate.
L’obiettivo era costruire una piattaforma non chiusa su un solo stile, ma capace di adattarsi a identità diverse: dal brand indipendente al progetto bespoke, fino all’ottico che vuole offrire ai propri clienti un’esperienza realmente differenziante.
Quali sono gli elementi dell’occhiale che la vostra piattaforma riesce a personalizzare in tempo reale?
La piattaforma permette di personalizzare in tempo reale molti elementi della montatura: il frontale, le aste, i terminali, le lenti, le combinazioni colore di ogni singola sezione della montatura e diverse finiture. L’aspetto più interessante è che la personalizzazione non riguarda solo i macro-elementi più visibili, ma anche dettagli molto piccoli. Questo consente al cliente, all’ottico o al brand di costruire un prodotto con un’identità precisa, scegliendo combinazioni cromatiche e stilistiche che sarebbero difficili da gestire con i metodi tradizionali. La grande innovazione è che ogni scelta effettuata a video non resta solo un esercizio creativo, ma viene collegata a una logica produttiva reale.
Quando e dove avete testato per la prima volta il software?
Abbiamo testato la piattaforma per circa un anno prima del lancio. La prima fase è durata circa sei mesi ed è stata svolta internamente, all’interno del nostro stabilimento di Angera, per verificare che ogni configurazione digitale fosse realmente traducibile in un prodotto fisico con gli standard qualitativi richiesti. Successivamente abbiamo avviato una seconda fase di test, sempre di circa sei mesi, coinvolgendo alcuni nostri clienti internazionali: ottici indipendenti di riferimento in mercati come Regno Unito, Grecia, Stati Uniti e Canada. Abbiamo poi testato la piattaforma anche nei nostri punti vendita di proprietà, gli Atelier dei Visionari di Riccione e Torino, per osservare direttamente la reazione del cliente finale e capire come rendere l’esperienza ancora più fluida, emozionale e commerciale.
In un settore storicamente limitato dai vincoli produttivi dell’acetato, Customeyes rompe gli schemi sviluppando montature in cristallo trasparente verniciate a mano da artigiani specializzati. Questo processo innovativo apre a possibilità cromatiche praticamente infinite, consentendo di personalizzare con precisione creativa anche i più piccoli componenti della montatura. Ad oggi quante customizzazioni avete già realizzato, quali i vostri clienti e se avete avuto richieste particolari o divertenti?
Ad oggi abbiamo già realizzato diverse customizzazioni attraverso la fase di test della piattaforma, coinvolgendo sia clienti internazionali sia i nostri punti vendita diretti. Abbiamo lavorato con ottici indipendenti selezionati in mercati molto diversi tra loro, come Regno Unito, Grecia, Stati Uniti e Canada. Questo ci ha permesso di raccogliere feedback molto interessanti, perché ogni mercato ha sensibilità estetiche e richieste differenti.
Le richieste più particolari nascono spesso da ispirazioni molto personali: colori legati a un luogo, a un brand, a un abito, a una barca, a un’auto o semplicemente a un immaginario preciso del cliente. La forza di Customeyes è proprio questa: trasformare un desiderio estetico molto specifico in un occhiale realmente producibile. Il cliente non sceglie semplicemente un colore da una cartella, ma partecipa alla costruzione di un oggetto personale, unico e coerente con il proprio gusto.
In un’ottica di ritorno alle origini e nell’intento di rendere ancora più nobile un materiale plastico già di per sé unico per la sua derivazione naturale come l’acetato, è nata l’idea di caricarlo con fibre di materiali naturali quali lino, alluminio, sughero e basalto. Cosa comporta in termini di processo?
In realtà il nostro approccio va nella direzione opposta rispetto al caricare l’acetato con altri materiali. Noi crediamo che l’acetato sia già un materiale nobile, soprattutto quando viene scelto nella sua qualità più alta. Per questo utilizziamo acetato giapponese il più puro possibile. La nostra ricerca non consiste nel modificarne la natura, ma nel valorizzarla: lavoriamo sulla precisione della fresatura, sulla qualità della finitura, sulla verniciatura e sulla possibilità di ottenere cromie personalizzate senza perdere la profondità e la bellezza originaria del materiale.
È un ritorno alla materia, ma con una visione contemporanea. Meno artificio, più qualità, più controllo e più savoir-faire. Dal punto di vista produttivo questo comporta un processo molto rigoroso: il materiale deve mantenere le sue qualità strutturali, la sua brillantezza, la sua stabilità, la sua resistenza e il comfort finale. La vera innovazione non è aggiungere elementi per trasformarlo artificialmente, ma portare l’acetato al massimo delle sue possibilità estetiche e manifatturiere.
La piattaforma è stata sviluppata come un vero motore produttivo per l’industria eyewear, offrendo a brand indipendenti e manifatturieri italiani la possibilità di integrare i propri modelli all’interno dell’ecosistema Customeyes, ma al tempo stesso di differenziarsi attraverso prodotti bespoke ed esperienze immersive. Ci potete illustrare più nel dettaglio i vantaggi per le aziende e i brand?
Il vantaggio principale è poter entrare in un nuovo modello produttivo senza dover costruire da zero una piattaforma tecnologica e manifatturiera. Per un brand, Customeyes significa poter offrire prodotti bespoke, capsule speciali, micro-lotti, esperienze personalizzate in boutique o online, riducendo il rischio di stock e aumentando il valore percepito del prodotto. Per aziende e manifatture italiane può diventare un vero ecosistema: ogni brand può integrare i propri modelli, mantenere la propria identità e allo stesso tempo accedere a una tecnologia che rende la personalizzazione più semplice, scalabile e industrialmente gestibile. In un mercato dove il consumatore cerca sempre più unicità, Customeyes permette di passare da un prodotto “di collezione” a un prodotto “personale”. Questo è molto importante anche da un punto di vista industriale: consente di produrre in modo più mirato, riducendo sprechi, stock inutilizzati e rischi legati a colori o varianti che potrebbero non performare sul mercato.
Come azienda quanto investite in ricerca e sviluppo?
Per noi la Ricerca & Sviluppo non è un reparto separato, ma una parte strutturale del lavoro quotidiano. Investiamo costantemente in materiali, processi produttivi, finiture, verniciature, software e nuovi modelli di produzione. Non si tratta solo di un investimento economico, ma anche di tempo, prove, errori e competenze. Customeyes è il risultato di questo approccio: un progetto nato dalla ricerca sulla materia, ma anche dalla ricerca su un nuovo modo di produrre e vendere occhiali. Una quota significativa delle nostre risorse viene ogni anno destinata a innovazione, sviluppo prodotto e sperimentazione. Per una realtà come la nostra, innovare non significa inseguire la tecnologia fine a sé stessa, ma trovare soluzioni concrete che migliorino il prodotto e l’esperienza del cliente.
Una delle novità della vostra piattaforma è che anche per gli ottici ci sono dei grandi vantaggi in termini di mercato. Potete illustrarci meglio?
Per gli ottici Customeyes rappresenta una grande opportunità, perché permette di offrire al cliente finale un’esperienza molto più coinvolgente e personalizzata.
L’ottico non vende più solo una montatura, ma accompagna il cliente nella creazione del proprio occhiale. Questo aumenta il valore del servizio, rafforza la relazione con il cliente e consente di differenziarsi rispetto a un mercato spesso dominato da prodotti standardizzati.
Inoltre, la personalizzazione permette di lavorare con meno stock fisico e più valore aggiunto. Per un ottico indipendente questo è fondamentale: meno rischio di magazzino, più esclusività, più marginalità e una shopping experience più memorabile.
Customeyes diventa quindi anche uno strumento commerciale: crea conversazione, coinvolgimento e fidelizzazione. Il cliente vive un’esperienza, non semplicemente un acquisto.
Per la parte dell’innovazione digitale vi siete serviti dell’intelligenza artificiale?
Sì, l’intelligenza artificiale è parte della riflessione sul futuro della piattaforma, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza utente, la generazione di combinazioni, l’assistenza creativa e la possibilità di guidare il cliente nella scelta estetica. Detto questo, per noi l’AI non sostituisce il sapere umano. La usiamo come strumento, non come fine. Il cuore del progetto resta la manifattura: la mano dell’artigiano, la conoscenza dei materiali, la capacità di trasformare un’idea digitale in un oggetto reale. La tecnologia deve aiutare questo processo, non cancellarlo.
Vi siete già divertiti a realizzare la vostra customizzazione personale?
Assolutamente sì. È stata una delle prime cose che abbiamo fatto, anche perché per capire davvero il potenziale della piattaforma bisogna usarla in modo libero, quasi giocoso. Ognuno tende a creare qualcosa che lo rappresenta: chi sceglie colori più classici, chi osa con combinazioni più forti, chi lavora sui dettagli. È proprio lì che si capisce la forza di Customeyes: lo stesso modello può diventare dieci occhiali completamente diversi, ognuno con una propria identità.
Cosa vi augurate con il lancio di questo nuovo e unico software?
Ci auguriamo che Customeyes possa aprire una nuova strada nel mondo dell’occhialeria: una strada dove tecnologia e artigianalità non sono in opposizione, ma lavorano insieme. Vorremmo dimostrare che la personalizzazione non deve essere per forza complicata, lenta o industrialmente impossibile. Può diventare un nuovo linguaggio per i brand, per gli ottici e per il cliente finale. Il nostro obiettivo è rendere l’occhiale un oggetto ancora più personale, più emozionale e più vicino al desiderio di chi lo indossa, mantenendo però tutta la qualità e il savoir-faire della manifattura italiana. Customeyes per noi non è solo un software, ma una visione: riportare il cliente al centro del processo creativo e produttivo, senza rinunciare alla qualità, alla precisione e alla bellezza dell’occhiale fatto bene.














