Questa mostra, la prima dedicata alle opere disegnate di Renoir, metterà in luce l'importanza delle tecniche grafiche nell'evoluzione della sua arte. Essa svelerà inoltre gli stretti legami esistenti tra i suoi dipinti e i suoi disegni, soprattutto a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo, quando Renoir si allontana dall'Impressionismo.
Mentre i dipinti di Renoir figurano tuttora tra le icone dell'Impressionismo, le sue opere su carta (disegni, acquerelli, pastelli...) non hanno ricevuto, fino ad oggi, la stessa attenzione. È vero che l'artista, riconosciuto soprattutto come grande pittore e colorista, ha a lungo sofferto della reputazione di mediocre disegnatore. È anche vero che il corpus delle sue opere grafiche è ridotto (Renoir ha probabilmente distrutto molti dei suoi disegni) ed eterogeneo, poiché comprende schizzi, studi per composizioni dipinte, grandi calchi, “annotazioni” dal vero ad acquerello, veri e propri ritratti a pastello, firmati, esposti e venduti ad appassionati, progetti di stampe o illustrazioni, ecc. Eppure, il disegno ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo dell'arte di Renoir, dalle sue prime esercitazioni di studente negli anni 1850-1860 alle sue ultime ricerche più moderne degli anni 1910.
Così, per alcune opere, come Le bagnanti. Saggio di pittura decorativa o Maternità, realizza moltissimi studi prima di arrivare alla forma perfetta.
[Renoir] è un disegnatore di prim'ordine; tutti questi studi preparatori per un quadro sarebbero curiosi da mostrare al pubblico, che generalmente immagina che gli impressionisti lavorino con la massima disinvoltura.
(Berthe Morisot)
La mostra, che presenterà un centinaio di opere provenienti da tutto il mondo, tra cui fogli mai esposti prima d’ora oltre che diversi dipinti, è concepita come un'immersione nell'intimità del processo creativo dell'artista, seguendo da vicino le sue ricerche sulla luce, la forma e il colore.
Sarà anche l'occasione per ammirare l'insospettabile naturalezza e la grande libertà con cui Renoir si è cimentato nelle tecniche più disparate: mina di piombo, matita Conté, carboncino, penna e inchiostro (nero o rosso), pastelli, acquerelli e gouache, ecc. Particolare attenzione sarà data alla tecnica della sanguigna che, per una serie di ragioni (flessibilità e spessore del tratto, colore rosso legato alla rappresentazione della carne e del nudo, riferimenti ai maestri del XVIII secolo ammirati da Renoir, ecc.), diventa il suo materiale preferito a partire dagli anni 1880. All'inizio del XX secolo, queste opere suscitano l'ammirazione di numerosi artisti, tra cui Bonnard («Bonnard parla con sincera modestia […] del disegno di Renoir, che ritiene di non essere in grado di eguagliare», scrive Thadée Natanson) o Picasso, che era proprietario di una delle più spettacolari sanguigne di Renoir.
















