Come nasce questo nuovo progetto?

Linee d’Acqua nasce da un’evoluzione naturale del percorso di Aquaviva. La sartorialità napoletana è da sempre parte integrante del nostro modo di creare, fino ad oggi nelle collezioni di costumi, nell’attenzione per quei dettagli che rendono un capo riconoscibile, ma, a un certo punto, abbiamo sentito il desiderio di portare questa stessa ricerca al di fuori del mondo swimwear, avvicinandoci a un altro capo fondamentale del guardaroba femminile: la camicia.

La tradizione della camiceria, così come quella sartoriale, appartiene profondamente alla cultura manifatturiera napoletana; per noi è stato quindi naturale incontrare questo mondo e reinterpretarlo secondo il linguaggio Aquaviva. Non volevamo semplicemente realizzare delle camicie, ma trasferire su questo capo la stessa identità con cui abbiamo costruito Aquaviva nel beachwear, sviluppando volumi, contrasti, dettagli e finiture pensati appositamente per noi. È un nuovo capitolo, ma con la stessa radice: il savoir-faire artigianale, la ricerca e la volontà di creare capi lontani dalla produzione seriale.

Tre aggettivi per descrivere Linee d’Acqua.

Sartoriale, distintiva, contemporanea.

La sartoria napoletana rappresenta ancora un simbolo di maestria e umiltà, con frasi e aneddoti che raccontano la storia di questa professione: “Il solo uomo davvero dotato di sensibilità che ho incontrato in vita mia era il mio sarto; mi prendeva le misure tutte le volte che mi vedeva, mentre tutti gli altri mantenevano le vecchie misure e si aspettavano che io mi ci adattassi”. Avete realizzato questa capsule attraverso la maestria sartoriale napoletana. Che rapporto avete con i laboratori sartoriali?

Il rapporto con i laboratori sartoriali napoletani è una parte fondamentale dell’identità di Aquaviva. Non li consideriamo semplicemente il luogo in cui un’idea prende forma, ma una parte integrante del processo creativo. Lavoriamo a stretto contatto con artigiani che conoscono profondamente il mestiere e che, attraverso la loro esperienza, riescono a dare concretezza anche alle idee più particolari.

È un dialogo continuo: noi portiamo una visione, loro portano tecnica, sensibilità e quella conoscenza del capo che nasce da anni di lavoro. È proprio questo confronto che ci permette di curare ciò che per noi fa davvero la differenza: una proporzione, una costruzione, una cucitura, un dettaglio che magari non si nota immediatamente, ma che rende il capo diverso. Con Linee d’Acqua questo rapporto è diventato ancora più importante, perché la camicia richiede una precisione e una cultura sartoriale molto specifiche.

Abbiamo voluto preservare il valore del gesto artigianale, evitando una produzione standardizzata e lavorando su una capsule composta da pochi pezzi, costruiti con grande attenzione. Per noi il vero lusso oggi è anche questo: sapere chi ha realizzato un capo, come è stato realizzato e poter riconoscere, dentro quel capo, la mano di chi lo ha fatto.

Ogni camicia nasce da una lavorazione accurata e da una visione precisa. Sono stati infatti realizzati pochissimi pezzi, capaci di mettere in evidenza il valore della cura e del dettaglio nella vita quotidiana. Quanto è importante la vostra quotidianità e che valore date?

La quotidianità è il punto di partenza di Linee d’Acqua. Crediamo che il valore di un capo non debba dipendere dall’occasione per cui lo indossiamo, ma dalla sensazione che ci regala ogni volta che lo scegliamo. Abbiamo voluto creare camicie pensate per accompagnare la donna nella sua vita reale: durante una giornata di lavoro, un pranzo, un viaggio o un’occasione speciale. Capi che possono cambiare completamente carattere a seconda di come vengono indossati. Per questo abbiamo dedicato tanta attenzione ai dettagli.

Crediamo che la cura non debba essere qualcosa di eccezionale, ma possa diventare parte del quotidiano. Indossare un capo ben costruito, realizzato con attenzione e con dettagli che non si trovano nella produzione seriale, significa anche dare valore ai gesti di ogni giorno. Forse è proprio questa, oggi, la nostra idea di lusso: non avere bisogno di un’occasione speciale per scegliere qualcosa di speciale.

Dove avviene la produzione?

La capsule Linee d’Acqua viene realizzata interamente in Italia, nei laboratori artigianali napoletani con cui collaboriamo da sempre. Per noi il Made in Italy è soprattutto questo: persone, competenza e cura di ogni singolo dettaglio.

Quali tessuti avete privilegiato e quali lavorazioni?

Abbiamo scelto cotoni di alta qualità, Made in Italy, dalla mano morbida e dalla struttura impeccabile, perché volevamo che la materia fosse il primo elemento a raccontare la qualità di Linee d’Acqua. Da qui siamo partiti per reinterpretare i grandi classici della camiceria secondo l’identità Aquaviva. Il bianco, essenziale e senza tempo, e il blu navy, profondo e sofisticato, sono le righe più alla moda e contemporanee. Abbiamo poi lavorato sulle tinte unite, giocando con colletti, polsi e taschini a contrasto, per dare carattere anche ai modelli più classici.

A quale tipo di donna avete pensato per questa capsule?

Abbiamo pensato alla donna Aquaviva: una donna contemporanea, sicura di sé, curiosa e libera dagli stereotipi. Una donna che conosce il valore della qualità e sceglie ciò che indossa non per seguire una tendenza, ma perché riconosce in un capo un’identità, una storia e qualcosa di autenticamente suo. Linee d’Acqua è pensata per chi ama i grandi classici, ma cerca quel dettaglio in più che li rende personali, riconoscibili e lontani dall’ordinario.

Voluta Riva, Voluta Argento, Cornice Madreperla, Cornice Abisso, Forma Marea, Forma Corallo: come nascono i nomi di questa collezione?

Sei camicie, tre modelli, su tre diverse geometrie, mantenendo una matrice comune fatta di qualità, sartorialità e attenzione al dettaglio. Voluta ha un carattere più architettonico, ma addolcito dalla morbidezza del grande fiocco, nello specifico il modello “Voluta Riva”, nelle righe azzurre, è più luminosa e marina; “Voluta Argento”, in oxford grigio con fiocco bianco e gemelli dorati, è più sofisticata e preziosa.

Bottoni gemello dorati disegnati solo per noi e creati a mano da un artigiano napoletano, infatti ogni bottone è leggermente diverso dall’altro, quasi un dettaglio di gioielleria. Cornice ha anch’essa una costruzione architettonica, ma più morbida: il plastron diventa una sorta di cornice sulla parte frontale della camicia. Il modello “Cornice Madreperla” reinterpreta la classica camicia bianca ma con il contrasto del beige, mentre il modello “Cornice Abisso” porta questa costruzione nel blu navy, con il contrasto delle righe. Un dettaglio distintivo sono i laccetti ai polsi, da annodare a fiocco, che aggiungono un gesto femminile e ricercato.

Forma è invece la più classica e minimale delle tre linee. Una silhouette pulita che lascia parlare il colore e i dettagli, il modello “Forma Marea”, con l’azzurro e i quadretti blu, e il modello “Forma Corallo”, beige con contrasti bianchi e rossi. Anche i nomi seguono questo universo: Voluta, Cornice e Forma descrivono il carattere e la costruzione dei modelli, mentre Riva, Abisso, Marea, Corallo, Madreperla e Argento ne evocano colori, materia e suggestioni. Sei camicie, quindi, ma un unico linguaggio, quello di Aquaviva.

“Il mare disegnato sul corpo” è uno dei vostri leitmotiv ricorrenti, avendo anche una linea di beachwear. In questa capsule di camiceria dove invece possiamo riconoscere l’identità marina di Aquaviva?

Il mare, in Linee d’Acqua, non viene raccontato in maniera letterale, ma diventa un linguaggio, una sensazione. Lo ritroviamo innanzitutto nei nomi ‒ Riva, Marea, Abisso, Corallo, Madreperla ‒ e nella palette, dai blu profondi agli azzurri, fino alle tonalità più naturali e luminose. Ma soprattutto lo ritroviamo nelle linee e nei movimenti dei modelli, nelle forme morbide, nei fiocchi, nei contrasti e nella leggerezza dei tessuti. Abbiamo cercato di trasferire sulla camicia quella stessa sensazione di libertà e femminilità che appartiene da sempre ad Aquaviva. Se nel beachwear il mare viene disegnato sul corpo, in Linee d’Acqua diventa parte dell’identità del capo.

Oggi la camicia è diventata un capo trasversale; grandi stilisti come Coco Chanel, Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld l’hanno reinterpretata: Chanel con la camicia bianca maschile per le donne emancipate, Saint Laurent con la camicia trasparente, Lagerfeld con l’iconico colletto rigido. La camicia è un capo che non deve mai mancare nel tuo armadio? Il tuo abbinamento preferito?

Assolutamente sì. La camicia è uno di quei capi che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba, proprio perché ha la capacità di trasformarsi insieme alla donna che la indossa. Può essere rigorosa, femminile, sofisticata o completamente informale: dipende da come viene interpretata. Il mio abbinamento preferito è proprio quello che esce dalla sua funzione più classica: una camicia importante con un denim essenziale, magari aperta su un top, oppure indossata dentro un pantalone sartoriale. Mi piace quando un capo con una forte identità riesce a diventare parte della quotidianità senza perdere la propria personalità. È anche questo che volevamo fare con Linee d’Acqua: creare camicie che non siano semplicemente un basic, ma un elemento capace di costruire il look.

In epoca vittoriana le donne ricamavano le iniziali del loro amato sul colletto interno della camicia, segno d’intimità nascosta, come pegno d’amore. Cosa ti faresti ricamare oggi sulla tua camicia?

Probabilmente sceglierei “Istinto”, perché è una parola che sento molto vicina al mio modo di essere e di lavorare come designer. Molte delle scelte creative di Aquaviva nascono proprio da una sensazione, da un’intuizione, dalla voglia di seguire una direzione ancora prima di sapere esattamente dove porterà. Anche Linee d’Acqua nasce un po’ così: dall’istinto di portare la nostra identità oltre il beachwear e misurarci con un capo nuovo. La ricamerei all’interno del colletto, come un dettaglio intimo e quasi segreto: qualcosa che appartiene prima di tutto a chi indossa la camicia.

La camicia è espressione del linguaggio del corpo; ogni modello è in grado di raccontare ribellione, eleganza, cultura e stile. Ci potresti indicare per ognuno dei vostri tre diversi modelli della capsule a che tipo di racconto avete pensato?

Abbiamo immaginato tre modelli, tre modi diversi di raccontare la donna Aquaviva.

Voluta racconta una femminilità più sofisticata e scenografica. Il fiocco, le linee morbide e i dettagli preziosi la rendono una camicia che non passa inosservata: è pensata per una donna che ama giocare con la propria presenza e trasformare anche un gesto quotidiano in qualcosa di speciale.

Cornice racconta invece una femminilità più decisa e contemporanea. Il plastron, i contrasti e i laccetti ai polsi introducono una componente quasi architettonica, addolcita però da dettagli molto femminili. È per una donna che ama i codici classici, ma sente il bisogno di reinterpretarli.

Forma è il racconto della semplicità consapevole. È la più essenziale, minimale, quella in cui la costruzione pulita lascia spazio al colore e ai dettagli. La immagino per una donna che non ha bisogno di ostentare per avere carattere. In fondo, sono tre racconti diversi ma complementari: la donna che vuole farsi notare, quella che vuole distinguersi e quella che sceglie la semplicità come forma di stile.

Bottoni gioiello, fiocchi, plastron, taschini, ogni modello della vostra capsule è impreziosito in maniera unica. Quanto contano gli accessori nel mondo della moda oggi?

Per noi l’accessorio non è mai un elemento aggiunto alla fine, ma parte integrante del progetto. È spesso il dettaglio a trasformare un capo conosciuto in qualcosa di personale e riconoscibile. In Linee d’Acqua abbiamo quindi progettato ogni elemento ‒ dai gemelli dorati realizzati a mano, ai fiocchi, ai plastroni, fino ai contrasti di colletti, polsi e taschini ‒ perché avesse una funzione precisa e raccontasse l’identità del modello. Credo che oggi, nella moda, siano proprio i dettagli a fare la differenza: in un guardaroba sempre più essenziale, un particolare ricercato può trasformare una camicia e darle un carattere completamente nuovo. È anche la nostra idea di lusso: non aggiungere per decorare, ma scegliere ogni dettaglio con intenzione.

“Cornice Abisso” è la camicia donna più grafica di Linee d’Acqua. Il blu navy definisce colletto, maniche e abbottonatura, mentre il plastron a micro righe crea una cornice netta e valorizza la costruzione del capo. Il contrasto è deciso ma misurato. Negli anni Venti, artisti come Fortunato Depero e Giacomo Balla hanno rivoluzionato la moda borghese con colori violenti e decisi, creando i famosi panciotti futuristi e i gilet dai contrasti sgargianti. Vi siete ispirati a qualche movimento artistico particolare per la creazione di questo modello?

Non ci siamo ispirati direttamente a un movimento artistico preciso. “Cornice Abisso” nasce piuttosto da una ricerca sul contrasto e sulle proporzioni, che per noi sono elementi fondamentali anche nel design. Il blu navy, così profondo e sofisticato, definisce il perimetro della camicia, mentre il plastron a micro righe introduce una geometria più netta. È proprio questo dialogo tra rigore e morbidezza che ci interessava: una costruzione quasi architettonica, ma sempre pensata per il corpo femminile. In questo senso, più che citare un movimento artistico, abbiamo guardato alla forza della composizione grafica: pochi elementi, ben calibrati, capaci di trasformare una camicia classica in qualcosa di immediatamente riconoscibile.

Nel 1914 e nel 1915 Giacomo Balla pubblicava due Manifesti: “Il vestito antineutrale” e la “Ricostruzione futurista dell’universo”, dove si parlava di un vestito trasformabile, nell’ottica di una rifondazione del mondo che tenesse conto dei nuovi ritmi produttivi e sociali. Un abbigliamento quindi più comodo e funzionale che portasse lo slancio futurista giù nelle strade, nei salotti e a teatro. Secondo te, quale funzione deve avere oggi un capo d’abbigliamento e, in questo caso specifico, la camicia?

Credo che oggi un capo d’abbigliamento debba innanzitutto accompagnare la vita di chi lo indossa, senza limitarla. Deve avere una funzione, certamente, ma anche la capacità di esprimere personalità. Per questo abbiamo pensato a Linee d’Acqua come a una camicia trasversale, non legata a un’unica occasione: può essere indossata nel quotidiano, con un denim o un pantalone più essenziale, ma anche diventare protagonista di un look più sofisticato. La camicia, per noi, deve quindi essere funzionale ma non anonima.

Deve avere qualità, versatilità e carattere. È proprio nei dettagli ‒ un fiocco, un plastron, un contrasto, un gemello ‒ che un capo quotidiano può trasformarsi e raccontare chi lo indossa.