L’artista tedesca Anne Loch (1946–2014) ha dipinto immagini monumentali di montagne, fiori, animali e insetti. Nelle sue opere, ciò che a prima vista appare familiare o idilliaco, a uno sguardo più attento si rivela perturbante fino a sfociare in qualcosa di misterioso, addirittura minaccioso. Anne Loch amava giocare con i confini tra figurazione e astrazione, sogno e realtà, pittura e disegno. La sua era una ricerca continua delle giuste relazioni tra linea, colore e superficie.
Alla fine degli anni Ottanta, si ritirò radicalmente dal suo contesto sociale e dal sistema dell’arte. Per anni visse in Svizzera, traendo ispirazione dall’ambiente circostante e sviluppando in silenzio un’opera vasta e articolata. La mostra presenta circa 100 lavori dell’artista e invita a scoprire una posizione straordinaria nella pittura, insieme al suo gioco libero e divertito con le convezioni.
Attraverso l’ampia selezione di opere riunite in mostra, diventa possibile seguire la particolare evoluzione della sua ricerca e osservare come i soggetti scelti dall’artista vengano progressivamente trasformati dal suo approccio alla pittura. Montagne, fiori, animali e insetti non vengono presentati semplicemente come elementi riconoscibili del mondo naturale, ma diventano occasioni per mettere in discussione il modo stesso in cui un’immagine viene costruita e percepita. La familiarità dei motivi lascia così spazio a una dimensione più ambigua, nella quale ciò che sembra immediatamente leggibile può assumere significati inattesi.
La mostra permette inoltre di approfondire il rapporto di Anne Loch con gli elementi fondamentali della pittura e con le possibilità offerte dal medium. Linee, superfici e colori acquistano una propria autonomia, mentre le forme oscillano continuamente tra riconoscibilità e dissoluzione. Il percorso restituisce così la complessità di un’artista che, pur avendo scelto di allontanarsi dal sistema dell’arte, continuò a sviluppare una pratica personale e coerente, capace di interrogare le convenzioni della rappresentazione e di trasformare la percezione del reale.








![Gego installa Reticulárea 1981 [Reticular
1981], Sala Gego, Galleria d'Arte Nazionale, Caracas, 1980. Per gentile concessione del Zentrum Paul Klee](/attachments/64443801ad5b36ab3788989f0d87d28d547a6368/store/fill/330/330/40fd580d5752dd3e5a47c8541cfd128365fccdaf54f5d35f5ddff8e1ba51/Gego-installa-Reticularea-1981-Reticular-1981-Sala-Gego-Galleria-dArte-Nazionale-Caracas-1980.jpg)







