Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche è una mostra monografica dedicata ad uno dei più importanti protagonisti dell’Arte Concettuale italiana del XX Secolo. Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, grazie al quale il MAGA acquisisce una serie di opere dal titolo Dopo le grandi manovre.
Per approfondire questo importante ampliamento della collezione, il museo dedica una mostra a Vincenzo Agnetti nell’anno del centenario della sua nascita. In continuità con la mostra Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964 – 1971, il progetto espositivo nasce da uno stretto dialogo con l’Archivio dell’artista e dedica attenzione allo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacità narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l’attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.
La mostra non segue un ordine rigidamente cronologico ma va ad approfondire una serie di questioni che intrecciano narrazione, fotografia e linguaggi concettuali.
Al centro il ciclo Dopo le grandi manovre che nasce dal ritrovamento da parte di Agnetti a Gibilterra di un fondo ottocentesco di fotografie giapponesi. Agnetti, con un approccio concettuale, fotografa gli scatti e poeticamente abbina elementi grafici e testuali alle fotografie rivisitate. Sono opere in cui l’ironia si accoppia a tratti alla scrittura, a tratti al segno grafico in un gioco di rispecchiamenti temporali. A tal proposito Agnetti scriveva nel 1979: “Mi interessano perché sono di un poeta che usava le foto. Da parte mia ho voluto inserirmi in questo spessore poetico”. In mostra inoltre alcune delle opere più celebri dell’artista: da il Trono, realizzato con Paolo Scheggi, a Elisabetta d’Inghilterra al Libro dimenticato a memoria.












