Dopo le performance in due parti a La Pop e alla Monnaie de Paris nell'autunno del 2024, Nikhil Chopra, insieme al batterista e compositore Uriel Barthélémi, presenta nella sede dell’Arco dei Becci di Galleria Continua a San Gimignano Embers / Braci, una nuova mostra che arricchisce il dialogo tra i due artisti sollevando interrogativi urgenti sulla precarietà ecologica e politica del mondo in cui viviamo.

Embers / Braci riattiva i disegni di grandi dimensioni creati da Nikhil Chopra durante le performance Fire x fire - Ignition e Fire x fire - Combustion. Queste opere, nate da azioni di lunga durata in cui suono e immagine si sono intrecciati, tornano ora nello spazio espositivo di Galleria Continua per formare una nuova narrazione. Il giorno dell’inaugurazione i due artisti daranno vita ad una performance della durata di tre ore: mentre il ritmo dei tamburi riempirà la sala, il paesaggio verrà nuovamente disegnato in tempo reale. Suono e disegno si fonderanno, ampliando le domande al centro della loro collaborazione: come ci ferisce il fuoco? Come ci conforta? Siamo fatti di fango, acqua, aria e fuoco?

Il nucleo della filosofia artistica di Nikhil Chopra è radicato nel processo, nella trasformazione e nella memoria. La sua pratica immersiva e performativa attinge e, al contempo infrange, i confini tra disegno, teatro, arte dal vivo e installazione. Sebbene ciascuna di queste forme abbia una lunga storia alle spalle, ciò che rende unico il lavoro di Chopra è il modo in cui tutte queste forme si intersecano e interagiscono tra loro, creando una grammatica artistica completamente nuova. In quanto artista che opera al di fuori dei tradizionali canoni dello studio, Chopra crea arte in tempo reale, spesso di fronte a un pubblico dal vivo, permettendo all'atto stesso del creare di diventare parte integrante dell'opera. Il suo corpo si trasforma così in luogo, mezzo e narrazione, attraverso i quali l'arte prende forma. Le sue performance, spesso ampiamente improvvisate, esplorano in modo critico e creativo temi come l'identità, il ruolo dell'autobiografia, la creazione del personaggio e l'autoritratto. La maggior parte dei suoi personaggi non sono ancorati a un tempo o a uno spazio definiti, eppure sono incredibilmente intimi e familiari, sfidando sottilmente la percezione che gli spettatori hanno di identità, memoria e storia. Con una sottile vena di giocosità, Chopra crea una tensione tangibile con lo spettatore che può seguirlo e osservarlo da vicino, ma che non è mai a conoscenza dell'atto nella sua interezza.

Ciò dà origine a reazioni inaspettate, narrazioni immaginarie e un campo di possibilità in continua ramificazione, attivando la partecipazione del pubblico a un'opera che si confronta con l'arte stessa della narrazione, sfidando al contempo storie e convenzioni consolidate di classe e di genere. Ogni performance appare come un processo dinamico, che abbraccia un vibrante stato di flusso, metamorfosi, movimento, tremore, pulsazione, vibrazione e respiro. Chopra raggiunge questo effetto quasi mistico abbandonandosi alla natura temporale del processo. Usa il tempo come un acquerellista usa l'acqua. E così facendo, crea uno spazio emotivo neutro, uno spazio privo di giudizio. Quando inizi a guardare un dipinto o una performance e gli dai tempo (o durata, che per me è molto importante), allora inizi a rimuovere gli strati, e inizi a comprendere e a svelare il processo. Ci sono gli strati formali, ma anche quelli contestuali. È forse qui che risiede il valore dell'opera: nel processo, non solo nel dipinto, nel disegno o nella performance, afferma l’artista.

Questo spirito aperto e collaborativo si estende alla lunga partnership creativa di Chopra con il musicista, batterista e compositore francese Uriel Barthélémi. Un rapporto che ha preso forma per la prima volta nel 2016 con Floating cities and loaded dice, una performance di tre ore allestita alla Gare du Nord di Parigi, in cui i due artisti hanno condiviso l'ampio spazio sonoro della stazione ferroviaria per costruire una narrazione simbolica sulla condizione dei rifugiati in Francia e in Europa. Questo incontro iniziale ha definito i termini di un dialogo che ha continuato a evolversi: due pratiche, entrambe refrattarie a categorie predefinite, entrambe profondamente coinvolte nelle dimensioni fisiche, performative ed emotive dei rispettivi mezzi, che trovano l'una nell'altra uno spazio di attrito, libertà e invenzione condivisa.

La mostra a San Gimignano pone una rinnovata enfasi sulle tracce delle performance precedenti, ravvivandone la fiamma e generandone una nuova. Embers / Braci segna un capitolo importante. Con questa mostra, Nikhil Chopra riprende la sua pratica artistica da dove l'aveva interrotta, prima di assumere il ruolo di curatore della Biennale di Kochi-Muziris, intitolata For the time being, conclusasi alla fine di marzo 2026. La mostra si pone come eco e trasformazione al tempo stesso: una combustione finale prima di un nuovo inizio.