Victoria Miro è lieta di presentare Looking outwards to look inwards, una mostra collettiva di dipinti di Etel Adnan, Milton Avery e Ilse D’Hollander. La mostra è accompagnata da un inedito saggio di Christopher Riopelle, uno dei curatori della National Gallery di Londra.

Questa mostra presenta tre artisti che hanno vissuto nel corso del XX secolo, operando in epoche e contesti diversi, ma accomunati dalle loro acute osservazioni sui luoghi e i viaggi che li hanno ispirati.

Per Milton Avery (1885-1965) furono le lunghe e calde estati trascorse sulla costa orientale degli Stati Uniti a costituire una fonte di ispirazione duratura; per Etel Adnan (1925-2021) furono i ricordi della sua infanzia in Libano o delle fertili vallate della California, dove si stabilì negli anni '50. Ilse D'Hollander (1968-1997) trascorreva ore passeggiando e andando in bicicletta tra le pianeggianti terre agricole, i fiumi e i canali delle Fiandre orientali, per poi tornare nel suo remoto studio dove traduceva in dipinti i percorsi che aveva seguito.

Nessuno dei dipinti esposti, che risalgono agli anni '50-'90, è stato realizzato en plein air. Gli artisti hanno vissuto e sperimentato i paesaggi per poi riprodurne l’immagine impressa nella memoria una volta tornati in studio. Nelle loro tele, la natura vibrante viene tradotta in fasce di colore semplificate, a volte geometriche, ma sempre intensamente cariche di significato.

Un testo di accompagnamento di Christopher Riopelle esplora come il genere della pittura di paesaggio sia stato un’importante tappa verso l'astrazione: “Negli ultimi anni la tesi dell’origine spirituale dell’astrattismo ha prevalso nelle spiegazioni accademiche. Sì, l'anima in cerca di realizzazione gioca un ruolo enorme in questa transizione, ma lo stesso vale per la mera osservazione del dato oggettivo. Guardato a lungo, il paesaggio si riduce a grandi schemi di forme e colori. Seguite lo sguardo. L'astrazione emerge inevitabilmente”